Dopo un piccolo ritardo dovuto ad alcuni inconvenienti nello sviluppo, il 6 Marzo è finalmente stato rilasciato il nuovo episodio della quarta stagione del Living World intitolato “A bug in the system”. Dopo l’ottimo inizio rappresentato da “Daybreak”, che ha portato una vasta nuova area ricca di contenuti nel mondo di gioco, riuscirà questo episodio ad essere all’altezza ?

Le scoperte fatte nella città perduta di Fahranur hanno messo il nostro eroe sulla tracce di Palawa Joko, che libero dalla sua prigione ultraterrena sta cercando di ristabilire il suo dominio su Tyria con ogni mezzo a suo disposizione. La fine dello scorso episodio ha mostrato la presenza di un legame tra i bellicosi intenti di Joko e la Inquest, e starà a noi indagare su questa inusuale e potenzialmente devastante alleanza. Rispetto al suo predecessore “Daybreak”, “A bug in the system” offre un ritmo più serrato mettendo la pura esplorazione in secondo piano. Dopo una prima infiltrazione non proprio indolore ci troveremo nell’immenso complesso di Rata Primus, che domina visivamente la nuova zona denominata Sandswept Isles. Faremo qui la conoscenza della tribù Olmakhan, un gruppo di Charr che da tempo si sono separati dal resto della loro specie e che hanno un profondo legame con la natura che li circonda (diversamente dalla vena più industriale dei loro compagni). L’offensiva Inquest non tarderà ad arrivare, dando vita alla prima delle due grandi battaglie dell’episodio che culmina con una boss battle abbastanza interessante e dinamica. Il vero fulcro dell’episodio è il lungo attacco alla fortezza di Rata Primus, che offre battaglie caotiche ed interessanti con una bellissima boss battle finale multi fase contro la comandante Lonai che con la sua falce ricorda i dervisci del passato del titolo. Senza fare troppi spoiler, Palawa si conferma ancora una volta come il villain di questa stagione ed il finale di questo episodio non lascia presagire niente di buono per il futuro.


L’approccio di questo episodio è senza dubbio più votato all’azione, e la nuova zona fa da perfetto teatro. Sandswept Isles si divide principalmente in due zone; la prima è il villaggio della tribù Olmakhan che con le sue complesse passerelle si estende anche oltre la linea della costa e offre un terreno di scontro irregolare, con i suoi improvvisi colli di bottiglia e svolte. Ma protagonista indiscussa è la struttura cubica di Rata Primus. Il complesso di ricerca occupa la maggior parte della zona e con le sue rigide geometrie ne caratterizza il panorama. L’interno di Rata Primus mostra i segni della crisi al suo interno, e l’atmosfera d’emergenza al suo interno crea suggestioni non dissimili da quelle di un survival horror, con tanto di autodistruzione finale mentre infuria la boss battle. Se la main quest offre quindi un ottimo mix d’azione e atmosfera, i contenuti secondari si dimostrano inferiori in numero rispetto al precedente episodio, complice una mappa che non valorizza particolarmente l’esplorazione. Non mancano le quest secondarie e le group quest, ma sono lontane dalla frenetica battaglia di Palawadan. Interessante invece l’aggiunta della nuova mastery che permette di migliorare la resistenza delle nostre cavalcature, nonostante il ruolo minore che ricoprono stavolta.
La differenza d’impostazione crea comunque una piacevole variazione che assieme al particolare design della main quest, che presenta alcuni piccoli enigmi da risolvere per procedere, offre un’esperienza soddisfacente e varia.

“A bug in the system” riesce a portare avanti la narrazione iniziata in “Daybreak”, continuando lo sviluppo dei nuovi personaggi introdotti (ancora lontani dal cast delle precedenti stagioni però) ed offrendo un gameplay diverso da quello dei precedenti episodi ed in generale da quello visto nella maggior parte dei MMO. Con verosimilmente altri 3 episodi prima del finale, questa stagione 4 è decisamente iniziata con il piede giusto e per quanto mi riguarda già inizio ad assaporare uno scontro finale con Palawa Joko che dovrebbe arrivare a Settembre (se i vari episodi mantengono questo ritmo di rilascio), giusto in tempo per sentire l’odore di una nuova espansione.