God Wars Future Past – Recensione

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7

Buono

È ormai innegabile che, quale che sia la cultura di origine, la mitologia ha da sempre fornito importanti spunti di ispirazione per la costruzione di una narrativa efficace. Che sia per i temi trattati, per i tropi presentati o per le presunte lezioni morali impartite il racconto mitologico riesce sempre a fornire una base solida da cui partire per sviluppare una vicenda che, proprio in virtù dell’universalità dei temi trattati già in prima battuta dall’epica di riferimento, riesce a risuonare in chi ne usufruisce anche a diversi livelli di profondità.

Ben consapevoli del potenziale narrativo della mitologia e più in particolare della mitologia shintoista, per altro già ampiamente dimostrato da titoli come Okami (Clover Studio, Capcom, 2006) e Persona 4 (Atlus, Square-Enix 2008), i ragazzi di Kadokawa Games confezionano un gioco di ruolo strategico senza troppe pretese che sembra volerci ricordare che, in alcuni casi, l’implementazione di meccaniche vecchie come il cucco attempate possono contribuire in qualche modo alla buona riuscita di un titolo.

GDR Strategico Generic Edition

Dopo una prima incursione, non proprio brillante, tra le fila dei giochi di ruolo strategici, Kadokawa Games tenta di scrollarsi di dosso il deludente quanto confusionario Natural Doctrine, proponendo ai fan del genere un progetto figlio di un approccio più tradizionale. In verità il termine tradizionale non riesce a descrivere il livello di fedeltà, calligrafico, con cui meccaniche provenienti da classici come Final Fantasy Tactics o da titoli seminali come Tactics Ogre vengono riproposte intonse ed immutate nella loro interezza in questo God Wars Future Past.

Tali meccaniche tradizionali sono tutte presenti: i personaggi si muovono, seguendo un ordine assegnato in automatico in base alla velocità di ciascuna unità, all’interno di una griglia che va a sovrapporsi ad una mappa di gioco caratterizzata da rilievi, depressioni ed altre asperità. Il turno di ciascuna unità, sia essa alleata o nemica, è caratterizzato da tre fasi: movimento, azione e orientamento. Questa chiude di fatto il turno dell’unità attiva con la selezione del posizionamento relativo che influisce sul sistema di fluttuazione dei danni che si modificano anche in base all’elevazione del terreno.

La fase di azione, invece, è strettamente legata a doppio filo al sistema di classi mutuato interamente dal Job System di Tactics Ogre; nome compreso. Attaccando con l’arma equipaggiata o utilizzando una qualsiasi delle numerose abilità disponibili, infatti, le unità guadagneranno punti esperienza e job points. I primi andranno ad influire sul livello della stessa, accrescendone le statistiche di base, mentre i secondi dovranno essere spesi per sbloccare le abilità attive o passive che caratterizzano ciascuna classe.

Il Job System di God Wars Future Past è il fondamento su cui si basa il sistema di sviluppo di personaggi e le sue possibili ramificazioni. Se infatti le classi disponibili, durante le prime fasi di gioco, sono le basilari Warrior, Priest e Magician; procedendo nella vicenda sarà possibile sbloccare classi intermedie come Archer, Monk o Incantor e, infine, le più esotiche Herculean, Shinobi e Confucian, per un totale di oltre venti classi disponibili. Il titolo Kadokawa, inoltre, richiede al giocatore di assegnare a ciascuna unità fino a tre classi: una classe principale che determina l’equipaggiamento, la distribuzione delle statistiche ed il loro accrescimento; una classe secondaria, che permette all’unità cui viene assegnata di utilizzare le abilità della classe stessa; ed una classe definita “Unica” che permette l’accesso alle abilità esclusive dell’unità. Se le classi principale secondaria ampliano le possibilità di personalizzazione delle unità, l’introduzione di una terza classe esclusiva per ciascuna unità permette di mantenere un certo senso di individualità che in altri esponenti del genere, tende ad andare perduto al di fuori delle fasi narrative.

La descrizione delle meccaniche di God Wars Future Past restituisce l’immagine di un titolo piuttosto generico; quasi sovrapponibile a qualsiasi altro gioco di ruolo strategico su griglia. Ciononostante, pur non portando nulla di nuovo al genere, il titolo Kadokawa Games riesce a mantenersi al di sopra della linea della mediocrità soprattutto grazie alla narrazione delle vicende presentate.

Discostandosi dall’ambientazione classica dalle tinte medievali, God Wars Future Past trasporta il giocatore agli albori del passato mitologico del Giappone. Incorporando elementi e personaggi della tradizione shintoista e traendo ispirazione dal Kojiki (lett. Vecchie Cose Scritte) e dalle Cronache di Shaka (una sorta di versione giapponese della storia del Buddha), trasformando la terra del sol levante in Mizuho, divisa nei tre regni di Fuji, Izumo e Hyuga dove esseri umani, spiriti e divinità convivono in equilibrio precario.

Stanca dei conflitti e dei disastri naturali che sconvolgono la terra di Mizuho, la sacerdotessa Tsukuyomi sacrifica al vulcano del monte Fuji la figlia Sakuya per propiziare un nuovo periodo di pace e decide di sigillare l’altra sua figlia Kaguya, come piano di contingenza. Tredici anni dopo, il periodo di pace costato il sacrificio della giovane Sakuya e l’esilio volontario della sacerdotessa Tsukuyomi sta volgendo al termine e Kaguya, ancora chiusa nella sua prigione di bamboo, viene liberata dal boscaiolo Kintaro e dal suo fidato compare l’orso Kuma. Inizia così per Kaguya, accompagnata da Kintaro, Kuma e tutta una serie di personaggi presi dal folklore e dalla mitologia giapponese, un’avventura che la condurrà attraverso i tre regni di Mizuho alla ricerca delle risposte necessarie a risolvere la crisi che sta attraversando il regno ed a svelare il destino di sua madre.

L’esposizione è l’aspetto migliore della narrativa presentata da God Wars Future Past; le cut-scene tra una battaglia e l’altra sono presentate con i ritratti statici dei personaggi che parlano attraverso un voice acting che, pur non impressionando, ben si accorda con ciascuno di essi riuscendo sia ad infondere una certa nota di personalità e di caratterizzazione sia a mantenere quel vago sentore di stereotipo proprio delle narrazioni mitologiche. Tra un capitolo e l’altro, infine, i ritratti statici lasciano il posto ad un interessante mix a metà strada tra il manga e l’anime dove spiccano sia la cura riservata al character design ed alle animazioni in 2D.

La presentazione tecnica di God Wars Future Past rimane ben entro i limiti del generico; pure optando in favore dell’utilizzo di modelli 3D durante le fasi di battaglia, la caratterizzazione migliore sembra essere riservata ai ritratti bidimensionali che risultano colorati e ben caratterizzati. Il ragguardevole numero di abilità, inoltre, risulta fortemente ridimensionato dal ridotto numero di animazioni con il risultato che abilità diverse vengono presentate dalla stessa animazione e dagli stessi effetti visivi contribuendo a minare fortemente la personalità generale del titolo Kadokawa GamesL’accompagnamento sonoro, infine, non presenta alcun commento musicale memorabile o degno di nota, e risulterebbe scialbo se non fosse per qualche effetto sonoro sparso che richiama i motivi della cultura nipponica.

Disponibile sia per Playstation4 che per Ps Vita, God Wars Future Past da il meglio di sé sulla portatile di casa Sony. La versione casalinga, infatti, rende i limiti tecnici del titolo Kadokawa Games più appariscenti, mentre il formato portatile risulta più adeguato sia al genere che ai tempi delle battaglie che possono anche protrarsi per tempi piuttosto lunghi. Entrambe le versioni, infine, sono caratterizzate da un’intelligenza artificiale che pianifica ogni azione delle sue unità con subdola precisione anche al livello di difficoltà intermedio. Se questo potrebbe scoraggiare in qualche modo i giocatori non proprio abituati ad affrontare le insidie e le meccaniche di un GDR strategico, il livello di sfida sempre piuttosto alto potrebbe fornire un ulteriore punto a favore di God Wars Future Past.

 

 

Pro

  • Vicenda Affascinante e Inusuale
  • Meccaniche di Gameplay solide
  • Profonda personalizzazione dei personaggi

Contro

  • Realizzazione tecnica nella media
  • Comparto audio ispirato ma ripetitivo
  • Versione PS Vita migliore della versione per Playstation4

Commento finale

Nonostante una vicenda dalle premesse affascinanti e relativamente inusuali e l’implementazione di meccaniche di gameplay tra le solide presentate in un gioco di ruolo strategico, God Wars Future Past non aspira a niente di meglio del suo status di prodotto ben confezionato: un compito di calligrafia eseguito sì bene ma privo di quella scintilla di personalità o di quello sprazzo di innovazione che, probabilmente, avrebbe potuto  elevarlo nei pressi dei livelli qualitativi di un Tactics Ogre o di un Final Fantasy Tactics a cui tanto fortemente si ispira.
7

Buono

Nicola
Nato quando ancora andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante, venne introdotto, a soli cinque anni, al mondo dei videogiochi dal padre, fiero possessore in un Mattel Intellivision (esatto la console con le scocche di legno). Tornato dal suo esilio temporaneo in Canada, continua a litigare con i commessi dei negozi di elettronica a causa della sua spasmodica ricerca del gioco di nicchia definitivo: quello che conoscerà ed apprezzerà solamente lui.

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