Sylvio - Recensione

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5

Mediocre

La sequela di giochi horror che ha invaso il mercato in questi ultimi anni ha avuto dei protagonisti di caratura, non ultimo l’acclamato ritorno di Residente Evil con il suo settimo capitolo, e altri che pur non potendo godere di produzioni enormi, hanno comunque saputo rendere giustizia al genere. Naturalmente per fare un buon horror-game ci vogliono alcuni requisiti, tra i quali spiccano sicuramente la tensione e una trama che possa sorreggere l’intera impalcatura. Sylvio cerca di inserirsi in questo genere sfruttando come spunto la ricerca del paranormale attraverso le registrazioni audio.

Rumore di fondo

Nei panni della detective del paranormale Juliette Waters, ci incamminiamo verso un desolato parco di divertimenti che di divertimento ha ben poco. La spettrale struttura ci accoglie nel suo misterioso grembo e la nostra missione sarà quella di capire cosa  si celi nelle sue viscere. Dotati di un microfono e di un registratore, dovremo addentrarci nel decadente complesso, cercando di trovare indizi che ci permettano di avanzare nella nostra esplorazione. Il microfono ci serve per registrare su nastro i rumori spettrali e funge anche come indicatore di direzione. Una volta che i suoni saranno registrati, potremo accedere alla modalità di ascolto e modificare sia la velocità che la direzione, un po’ come abbiamo provato a fare tutti per ascoltare i presunti messaggi subliminali sui dischi rock. Risentire le registrazioni e sentir emergere le voci è abbastanza inquietante, peccato che questa sia l’unica cosa che veramente ha un senso in tutto il gioco.

Nuvole nere

Se vi ricordate Lost, la serie di J.J. Abrams, ad un certo punto appare una entità sotto forma di nuvola nera. Anche qua succede lo stesso, ma in questo caso il nostro compito è quello di sconfiggerla, sia per non essere fatti fuori e sia per sbloccare altri indizi. Per eliminare la nera minaccia, avremo a disposizione una specie di fucile ad aria compressa, che può sparare sia delle strane palle di gomma che dei chiodi arrugginiti. Le palle di gomma sono completamente inefficaci contro le misteriose presenze, tornandoci utili solo per risolvere alcuni enigmi ambientali. Quindi non rimangono che i chiodi, che cancelleranno le presenze malefiche da questa dimensione, lasciando una traccia audio da analizzare. Il fucile è forse l’arma più stupida che si sia mai vista in un gioco.. Tralasciando il fatto che bisogna trovare le bombolette di aria compressa per poterlo rendere funzionante e che non ne possiamo portare nessuna di riserva con noi, c’è il fatto che una volta caricata una tipologia di proiettili, saremo costretti a scaricare il fucile per poter usare l’altra. Normalmente si permette al giocatore di poter fare il cambio di caricatore, e non scappare come un disperato alla ricerca del proiettile giusto!

…tutto il resto è noia

L’esplorazione, che avviene tutta in modalità in prima persona, è abbastanza noiosa, costringendoci a ritornare più e più volte sui nostri passi per ricercare elementi utili e indizi. Non ci sono aiuti, dobbiamo capire tutto per conto nostro, cercando, frugando, aprendo, registrando e riascoltando. Quindi la durata complessiva del gioco, che si aggira attorno le 15 ore, è essenzialmente legata al percorrere più e più volte gli stessi ambienti.

Ambienti che oltretutto sono realizzati in maniera indecorosa, con texture che non si vedevano dai tempi forse del primo Unreal su PC. Miseri sono anche i controlli, legnosi e per nulla naturali, che ci imbrigliano in una continua lotta per poterci spostare nella mappa.

L’unica cosa che si salva in Sylvio è il comparto audio, che però da solo non fa certo uscire dalla palude di mediocrità questo gioco

Pro

  • Interessante lo spunto...

Contro

  • ...ma pessima la realizzazione

Commento finale

Sylvio è un clone di giochi horror come Slender o Layers of Fear, ma lontano anni luce da essi. La premessa sarebbe stata anche interessante, ma la realizzazione sia narrativa che tecnica è veramente deludente. Durante il gioco l'unica cosa che mi ha pervaso è stata la noia e il senso di smarrimento, invece che l'orrore. Quest'ultimo è stato generato solo ed esclusivamente dalla penosa realizzazione tecnica sul versante grafico e su quello dei controlli.
5

Mediocre

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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