Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue Recensione

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7.4

Buono

Kingdom Hearts è senza dubbio una saga tanto amata quanto difficile da seguire. Ce ne siamo accorti già all’uscita di quel Chain of Memories che ebbe l’antipatica conseguenza di “obbligare” i giocatori ad acquistare un GBA e letteralmente spaccare in due la trama di Kingdom Hearts II. La serie ha in seguito avuto varie incarnazioni su diverse altre console, mettendo a dura prova persino i fan più accaniti. In seguito i meno pazienti hanno avuto modo di riordinare tutti i pezzi del puzzle grazie alle due Collection HD su PlayStation 3 (che rivedremo in un unico titolo per PS4 a fine marzo). Bene o male tutti i capitoli erano tornati all’appello sulla console Sony, tutti tranne Dream Drop Distance, uscito per Nintendo 3DS nel 2012. Per chiudere quindi il cerchio delle riedizioni remaster, Square Enix ha quindi realizzato Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue, ennesima Collection HD con il suddetto capitolo e altri contenuti che arricchiscono ulteriormente la lore di Kingdom Hearts in vista del terzo capitolo.

Dream Drop Distance

Nonostante il titolo possa far prefigurare un ennesimo capitolo collaterale, Dream Drop Distance è in realtà un capitolo abbastanza importante che funge da ponte tra il secondo e il terzo capitolo e allaccia la storyline delle vicende di Sora con gli elementi altrettanto importanti di Birth By Sleep.
Nonostante abbiano già dato prova di sé, a Sora e Riku viene dato il compito di affrontare uno speciale apprendistato sotto l’occhio attento di Yen Sid, al fine di  ottenere il riconoscimento di Maestri di Keyblade. L’apprendistato consiste nel visitare i cosiddetti Mondi Dormienti (mondi non completamente liberati  dall’Oscurità, e che si trovano in una sorta di “limbo”) e riportarli alla normalità chiudendo le loro rispettive Serrature. I due amici tornano dunque nei vari mondi dell’universo Disney, ma ben presto si accorgono che ognuno di loro è isolato in una sorta di dimensione parallela di ciascun mondo.
Nonostante il peso delle vicende nel continuum narrativo della serie, la storia di Dream Drop Distance soffre di un problema abbastanza comune della saga: gli eventi e i particolari importanti della trama sono per lo più concentrati verso il finale dell’avventura, mentre durante il resto del viaggio la narrazione si dilunga spesso a dismisura in scenette poco interessanti o che al massimo ci “punzecchiano” con l’apparizione di determinati personaggi per spingerci ad andare avanti.

Sul lato del gameplay troviamo delle novità non indifferenti. Forse anche troppe.
Innanzitutto è stato inserito il cosiddetto Fluimoto, che permette ai protagonisti di interagire con elementi degli ambienti quali muri, scorrimano, pali ecc. sia per muoversi rapidamente con acrobazie varie e sia per effettuare nuovi e potenti attacchi in battaglia. Invece di farci accompagnare da Paperino e Pippo, in Dream Drop Distance potremo creare e allevare degli Spiriti, ovvero versioni benigne degli Incubi, i nemici che dovremo abbattere in quest’avventura al posto dei classici heartless. Gli Spiriti ci assisteranno in battaglia e otterranno punti esperienza proprio come dei personaggi di supporto; oltre a diventare più forti, sbloccare man mano le loro abilità renderà disponibili ai protagonisti nuovi attacchi e poteri. Nonostante sia da apprezzare lo sforzo nel proporre qualcosa di nuovo, i giocatori meno giovani potrebbero chiedersi se fosse davvero necessario un sistema di allevamento di mostriciattoli pupazzettosi che per di più dovremo accudire e accarezzare per aumentare il grado di affinità
Altra novità discutibile riguarda l’alternanza tra Sora e Riku. Non solo i due protagonisti non potranno interagire l’uno con l’altro, ma le sessioni di ciascuno avranno un tempo limitato; una volta esaurito il gioco ci farà automaticamente passare all’altro personaggio. Non è ben chiaro quale dovrebbe essere lo stimolo derivato da questa scelta, fatto sta che proseguire nell’avventura con queste continue interruzioni (a volte persino in occasione di un boss) non risulta né entusiasmante e né aiuta a concentrarsi sugli eventi. Nonostante Sora e Riku percorrano per lo più strade e eventi diversi in ogni mondo, è pur vero che in diversi casi gli ambienti sono comunque quelli e dopo un po’ è normale soffrire di una certa ripetitività.
Da segnalare che praticamente tutti i mini-giochi originali concepiti per il Nintendo 3DS non hanno trovato spaio in questa versione per PS4.

Dal punto di vista tecnico, l’opera di remaster ha fatto bene al titolo, con modelli poligonali dettagliati, abbondanti effetti speciali e un frame rate stabile sui 60 fps. Grazie al DualShock 4 anche la giocabilità ha guadagnato non poco, soprattutto grazie a una migliore gestione della telecamera (sempre abbastanza ribelle).

A Fragmentary Passage

La vera perla di questa collection, se non altro perché costituisce l’unico contenuto veramente inedito. Questo episodio fa seguit al finale segreto di Birth By Sleep e ha il doppio scopo di collegarsi sia al primissimo Kingdom Hearts che fungere come antefatto agli eventi di Kingdom Hearts III. In questo capitolo vestiremo i panni di Aqua imprigionata nel Mondo dell’Oscurità, senza apparente speranza di uscirne.
In grande contrasto con i più fanciullesco Dream Drop Distance, questo episodio ha uno stile più oscuro, e ci presenta la protagonista in tutta la sua battaglia interiore, attraverso dubbi e paure riguardanti i suoi amici, ma soprattutto sé stessa. Un’introspezione dai tratti non comuni nella serie, che ci auguriamo ritornino anche nel futuro capitolo.

In questo caso il gameplay è un’evoluzione più coerente con i passati capitoli, riprendendo soprattutto diversi elementi del combat system già visti in Birth By Sleep. Aqua dispone di una buona varietà di attacchi, dalle tecniche situazionali innescabili dopo le combo alle spettacolari magie (ora nuovamente gestite con una classica barra di MP).
Nonostante l’avventura nel Mondo Oscuro ci metta di fronte una varietà di situazioni notevoli, c’è da segnalare che per terminarla saranno necessarie circa tre ore di gioco, si potrebbe considerare A Fragmentary Passage una sorta di lunga demo, a cui è stata però dedicata cura e attenzione. È vero che sono stati inseriti vari livelli di difficoltà e diversi obbiettivi secondari che ci ricompenseranno con personalizzazioni per la mise di Aqua, ma non è niente che vi terrà incollati allo schermo.

Oltre a darci un assaggio del possibile assetto di gioco del futuro capitolo della serie, l’episodio ci permette di dare uno sguardo al nuovo aspetto grafico di Kingdom Hearts, che grazie all’Unreal Engine 4 si ritrova con uno stile visivo sì più realistico rispetto al passato, ma senza abbandonare lo stile fumettoso che lo contraddistingue. Gli ambienti sono più ampi rispetto al passato (anche se sempre limitati), convincenti e particolareggiati; gli effetti speciali (in particolar modo delle magie) sono davvero uno spettacolo per gli occhi e il tutto scorre più che discretamente, con solo qualche sporadico calo di frame rate.

Kingdom Hearts χ Back Cover

Come per 358/2 Days e Re:Coded nelle precedenti Collection HD, anche in questa abbiamo un collage di cutscene che raccontano la storia di Kingdom Hearts χ, gioco per browser poi importato per dispositivi mobile che si pone cronologicamente prima di tutti gli altri capitoli e narra le vicende dei cinque Veggenti e del loro Maestro dei Maestri, dandoci i primi dettagli sulla natura della Guerra dei Keyblade e qualche indizio sulle origini di Xehanort.
Il filmato dura circa un’ora ed è stato realizzato anch’esso con l’Unreal Engine 4, anche se in questo caso ci è sembrato un utilizzo ben più modesto e disimpegnato rispetto a A Fragmentary Passage.
Le vicende narrate saranno sicuramente importanti al fine di comprendere l’interezza dell’universo della serie, ma fanno sorgere anche molte nuove domande. Anche in questo caso dunque non ci resta che attendere per capire come tutto si come tutto si ricolleghi nel continuum della trama.

 

Pro

  • Il buon Dream Drop Distance trasposto con grande cura
  • Lo stile di A Fragmentary Passage fa esaltare per il futuro della serie

Contro

  • Capitolo con Aqua davvero troppo corto
  • Back Cover interessante, ma realizzato con approssimazione

Commento finale

Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue è un titolo che non offre molta sostanza, soprattutto considerato il prezzo probabilmente eccessivo per la quantità di contenuti presenti. Dream Drop Distance rimane un buon gioco, nonostante qualche controversia nel sistema di gioco. Mentre A Fragmentary Passage, nonostante la sua durata esigua, è il capitolo che più esalterà i giocatori sul futuro della serie. La collection è in effetti indicata soprattutto per i fan che non vogliono perdersi neanche una virgola della storia. Scopo comune alle tre le parti di questa collection è quello di accompagnarci direttamente davanti alla porta di Kingdom Hearts III, e farci dare una sbirciata dalla serratura.
7.4

Buono

Classe 1983, inizia a videogiocare con Commodore 64, NES e i coin-op nelle sale giochi (di cui sente la mancanza). Da allora non ha mai smesso di menar di pollici sul joypad, seguendo per oltre 20 anni con passione l'industria dei videogame, per poi finire a scriverne su diverse realtà online. Mastica un po' ogni genere, ma predilige RPG, action, adventure, picchiaduro e platform. Amante delle arti marziali, nemico degli estremismi, il suo stato intellettuale ideale prevede riflessioni antropologiche e rutto libero.

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