For Honor - Recensione

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8

Ottimo

Ciò che più volte ho ribadito con assoluta certezza è che Ubisoft, volente o nolente, riesce sempre a distinguersi nel mercato videoludico. È tra le software house più criticate che conosciamo, principalmente a causa di campagne marketing spesso fasulle, contenuti aggiuntivi proposti a prezzi esorbitanti e via dicendo. Non è una novità, quindi, vedere Ubisoft sempre sulla linea del declino, lì lì a cadere da un momento all’altro. C’è però una cosa che ho sempre evidenziato: il coraggio e la volontà di Ubisoft nel presentare e promuovere nuove IP in maniera davvero sorprendente. Che sia Watch_Dogs, Assassin’s Creed, Far Cry, Rainbow Six e altri, Ubisoft ha sempre dalla sua la freschezza e la novità, nonostante questa può essere giustamente criticata. Steep, For Honor, Watch_Dogs, The Division, Valiant Heart, Child of Light sono soltanto alcune delle nuove proprietà intellettuali di Ubisoft, senza contare un supporto valido per le proprie IP storiche come Far Cry e Assassin’s Creed. Si può criticare tutto di Ubisoft, ma non che sia un’azienda che ci crede e che propone nuove ed interessanti leve per promuovere il videogioco. Oggi parliamo di For Honor, un titolo che ha suscitato il mio interesse fin da subito proprio grazie ad un tipo di gameplay nuovo, innovativo e che fosse il fulcro principale dell’intera esperienza. Abbiamo avuto modo di provarlo ed apprezzarlo durante le varie fasi di test, ma oggi siamo qui per analizzare il gioco nella sua completezza. Sarà riuscita Ubisoft a immettere sul mercato una nuova serie da catalogare? Oppure For Honor presto cadrà nel dimenticatoio? Spoiler: ci è riuscita assolutamente.

Anche se la parte principale del gioco è il multiplayer, gli sviluppatori hanno inserito nel gioco anche una modalità single-player, una campagna con una trama a sé stante che cerca di spiegare il motivo per cui Vichinghi, Samurai e Cavalieri si combattono brutalmente. Sarà possibile affrontarla sia in solitaria che in cooperativa con un compagno, ma non temete, la difficoltà potete sceglierla voi tranquillamente. La longevità si assesta sulle sette-otto ore, anche se potreste metterci di più se volete godervela in ogni angolo, recuperando collezionabili e facendo tutti gli obiettivi di missione. Se non siete contenti, c’è la possibilità di affrontare la campagna single-player anche a difficoltà realistica, mettendovi in seria difficoltà. Qui non avrete modo di visualizzare HUD di gioco e altre icone, inoltre non ci saranno checkpoint ad aiutarvi nell’impresa, quindi servirà parsimonia e soprattutto uno studio più approfondito degli eroi che utilizzeremo. Sono diciotto livelli che faranno da sfondo a innumerevoli quanto brutali battaglie, sangue che schizza a destra e a manca e una soddisfazione davvero emozionante, soprattutto dopo certi massacri memorabili. Tutto questo sarà molto utile per comprendere al meglio le meccaniche di gioco, anche se abbiamo la modalità allenamento per comprendere al meglio la struttura del gameplay.

Durante le missioni avremo modo di approfondire quelle che sono le mosse e i movimenti basilari dell’eroe, senza troppe pretese per quanto concerne quelli più avanzati, che però si ritroveranno fin troppo utili nel multiplayer competitivo. La trama risulta molto piacevole e con un buon ritmo, capace di accompagnare fedelmente il giocatore verso la fine della campagna senza farlo annoiare anche grazie ad un gameplay frenetico e adrenalinico. Purtroppo, nonostante le buone premesse, la campagna di For Honor è comunque un espediente per i giocatori meno avvezzi al multiplayer, cercando di convincerli che nella modalità online c’è del buono. Non ci sono momenti davvero memorabili, così come la trama risulta soltanto piacevole, ma non indimenticabile. Si nota molto palesemente che alcuni livelli della campagna siano studiati per “allungare il brodo” e dare al giocatore motivi per andare avanti senza troppe domande. Ubisoft è stata meno coraggiosa su questo punto di vista, ma non mi sento di criticarla: For Honor è un prodotto nuovo e pensato da sempre per il multiplayer, quindi l’interesse e il maggior lavoro è stato fatto prevalentemente per primeggiare la componente multigiocatore.

Ciò che fa contraddistinguere For Honor da tanti altri titoli è il sistema di combattimento. Qui il lavoro svolto è encomiabile, davvero superlativo. I diversi eroi disponibili sono tutti diversificati tra loro e tra questi troviamo: Cavalieri, Samurai e Vichinghi che hanno a disposizione diverse classi, da quelle leggere a quelle pesanti, oltre che quelle intermedie. Esattamente dodici eroi diversi che hanno dalla loro un’accuratezza davvero sorprendente e capaci di riuscire nell’intento di essere molto utilizzati e bilanciati. È ovvio che ci sia ancora qualche problema di bilanciamento, ma parliamo di problemini quasi impercettibili e che in realtà potrebbero essere classificati come classi profondamente diverse tra loro con i propri pro e i contro a seconda dello stile di gioco e soprattutto dall’avversario. Il Combat System è davvero unico nel suo genere, offrendo al giocatore la possibilità di sperimentare una strategia unica e che ben si sposa con la brutalità del gameplay. Attivata la modalità guardia, ovvero una rappresentazione del semplice lock on sul nemico, ci sarà uno scudo a tre lati che implica i diversi tipi di attacchi. Muovendo la levetta a destra, potremmo falciare gli avversari con dei fendenti, così anche da sinistra, mentre dall’alto potremmo effettuare dei tagli potenti e brutali contro il nemico. Lo stesso schema si applica per la difesa, dove avremo modo di difenderci semplicemente se sfruttiamo lo stesso lato d’attacco del nemico. Semplicemente in realtà è riduttivo, perché si tratta di un movimento immediato e veloce, così che il nemico può cambiare e attaccare così velocemente che potreste non accorgervene. Ad accompagnare questo sistema di attacco a difesa, ci sono le abilità uniche di ogni eroe, che variano dal recuperare vita o effettuare un attacco a zona. Il sistema di combattimento è comunque più avanzato e complesso di quello che si può trascrivere, ma non per questo si tratta di un meccanismo difficile da comprendere: il gioco non richiede giorni di apprendimento, anche perché dopo poche ore sarà già possibile fare numeri importanti in multiplayer, ma approfondire le tecniche avanzate e specializzarsi con particolari eroi porterà sicuramente miglior giovamento alle fasi di attacco e difesa.

Graficamente il gioco si presenta molto bene. Abbiamo fatto la prova su una PlayStation 4 Pro su schermo 4K e 1080p. La prova è risultata incredibile su entrambi i fronti, ove l’utilizzo di una risoluzione maggiore ha portato miglioramenti dell’immagine sia in 4K upscalato che in FullHD. Per tutti coloro che non posseggono una tv 4K, i miglioramenti dell’immagine su schermi in 1080p sono palesi come una miglior pulizia dell’immagine, veramente molto definita e senza nessun tipo di scalettatura. Inoltre con la versione Pro si nota un’effettistica migliore e a tratti sorprendente. Questo non significa che il gioco funzioni a dovere soltanto su PS4 Pro, perché abbiamo avuto modo di testare il gioco anche su Xbox One e PlayStation 4 e il risultato è altrettanto incredibile, anche se la potenza visiva di PS4 Pro su schermi 4K è evidente. Il frame-rate è ancorato a 30fps fissi e non tende ad abbassarsi nemmeno una volta, dando una fluidità di gioco ottima per i combattimenti. Purtroppo il principale problema di For Honor è relativo alla componente multiplayer, dove su PS4 si ha spesso Nat ristretto anche se la console ha un Nat di tipo uno o due (quindi perfetto). Inoltre spesso e volentieri si assiste ad una migrazione dell’host che rovina in parte l’esperienza. Speriamo che gli sviluppatori s’impegnino al meglio per risolvere quanto prima le problematiche.

Pro

  • Sistema di combattimento unico
  • Graficamente sorprendente
  • Dodici eroi da approfondire

Contro

  • Campagna poco coraggiosa
  • Problemi di connessione onnipresenti

Commento finale

For Honor si presenta ottimamente, anche se con qualche riserva. Se sul lato multiplayer abbiamo ottime modalità, tra cui Dominio, Deathmatch a squadre e scontri 1v1, 2v2 ecc, il problema principale risiede sempre nei server, dove riescono a reggere davvero poco e che, almeno in questo periodo iniziale, stanno dando qualche problema di troppo. La campagna è purtroppo un espediente dimenticabile, anche se divertente e interessante ai fini produttivi, dove portarla a termine significa aver imparato a giocare e ad apprezzare un sistema di combattimento unico. Graficamente il titolo è davvero ottimo, con un livello di dettaglio degno e di spessore, una fluidità che non viene mai meno anche nelle situazioni caotiche e un’illuminazione davvero egregia. A migliorare ulteriormente il pacchetto si mette il bilanciamento dei dodici diversi eroi che meritano di essere approfonditi uno ad uno soltanto per ammirarne l’accuratezza. For Honor non è di certo un capolavoro, ma sicuramente un ottimo titolo da considerare per l’acquisto.
8

Ottimo

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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