Diluvion Recensione

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6.5

Sufficiente

Dopo aver provato la beta di Diluvion, la quale non mi aveva impressionato molto, ero molto curioso di vedere come fosse il frutto definitivo delle fatiche di Arachnid Games, casa indipendente che grazie al publisher Gambitious Digital Entertainment ci porta ad immergerci letteralmente in un mondo di esplorazione sottomarina.

Diluvion unisce le caratteristiche sia del gioco di esplorazione con elementi “survival”, con una trama interessante, anche se non esattamente originale. Dopo una catastrofe generata dalla follia umana, il mondo viene sommerso dalle acque e i pochi sopravvissuti devono combattere per resistere in un microuniverso subacqueo, lottando contro risorse scarse e cercando la salvezza in un paradiso promesso.

La nostra missione è quella di trovare gli indizi per raggiungere la terra promessa, esplorando le profondità marine a bordo del nostro piccolo sommergibile. Per fare ciò dovremo attraversare tre macro aree, ognuna delle quali è suddivisa in una serie di missioni che ci guideranno verso la nostra meta finale. Non voglio rivelare troppo della trama, essendo essa il punto di forza del gioco.

Il sistema di gioco è suddiviso in varie sezioni. Quella principale è sicuramente la navigazione attraverso le profondità marine. Il sistema di controllo, come avevo già constatato nella versione demo, è inizialmente ostico, sia usando mouse e tastiera che il pad della Xbox One. Ci vuole un po’ di tempo per prendere confidenza con i comandi, anche in funzione dalla visuale. Il nostro mezzo infatti è visualizzato dall’esterno e occupa il fianco sinistro dello schermo, quindi la visuale ha comunque un punto morto, che soprattutto durante i combattimenti rende complicata l’individuazione dei bersagli. Con un po’ di pratica e qualche improperio, sono riuscito a capire come governare il mio sottomarino e iniziare sul serio l’esplorazione. A differenza della versione beta, quando iniziamo saremo l’unico membro dell’equipaggio, per cui la cosa principale da fare è andare a reclutare la ciurma per poter sfruttare le potenzialità del vascello. Ci sono una serie di avamposti dove attraccare, sia per fare rifornimento di aria che di armi e dove ricevere informazioni utili per proseguire la nostra missione. Il mio timore più grande era inizialmente il fatto di avere risorse scarse, soprattutto l’aria che si consuma durante la navigazione, così come le armi, ma devo dire che i punti di rifornimento sono abbastanza agevoli da raggiungere, posizionati in modo strategico per evitare che il gioco arrivi troppo bruscamente ad un tragico “game over”. Una volta posizionati i membri dell’equipaggio al loro posto e raccolte le informazioni per la missione, si entra finalmente nel vivo dell’azione.


Dovremo spostarci attraverso le varie sezioni per raccogliere ulteriori informazioni, raggiungere determinati obiettivi e da quelli proseguire. Non ho trovato grosse difficoltà nel proseguire nel gioco, a parte gli incontri casuali con sottomarini nemici. In questo caso, vuoi per il sistema di combattimento che come dicevo è penalizzato da una visuale a dir poco caotica, vuoi per l’eccessiva aggressività dei nemici incontrati, mi sono ritrovato troppe volte a dover ripartire dall’ultimo salvataggio. Il problema principale è che i nemici di solito ci attaccano senza alcun preavviso, magari quando stiamo leggendo i dettagli della missione o mentre siamo ancora atraccati ad una base, per cui il mio tempo di reazione mi porta all’interno dell’azione troppo in ritardo, trovandomi già con la nave pesantemente danneggiata. Si possono effettuare riparazioni di emergenza con dei kit, ma il gioco continua inesorabilmente ad andare avanti, per cui spesso ogni mia azione è stata vanificata dal fatto che nel frattempo che riparavo la nave, ero già stato colpito nuovamente. Fortunatamente durante il gioco possiamo rafforzare la nostra nave, sia per quel che riguarda la resistenza agli attacchi che l’efficienza delle armi. Acquistando upgrade e munizioni, soprattutto le letali torpedini si riesce a proseguire, non senza difficoltà, ma neppure arrivando al famoso “rage quit per estrema frustrazione.

La grafica è un efficace mix tra la grafica 3D della navigazione e quella 2D, chiaramente ispirata dalle atmosfere steampunk che già il nostro caro e amato Jules Verne aveva creato oltre un secolo fa. La componente 3D è ben realizzata, facendomi sentire effettivamente all’interno di un mondo oscuro tutto da esplorare. Il mondo sottomarino viene scoperto a poco a poco, tagliando la profonda oscurità con i nostri deboli fari e scandagliandolo con il sonar. Ci sono dei fondamentali aiuti alla navigazione, ovvero dei simpatici pescetti dorati che ci indicheranno la strada da seguire quando ci sentiremo schiacciati dalla pressione del mare e dalla tensione del gioco.

La colonna sonora è ottima, poiché riesce a sottolineare efficacemente i momenti salienti della nostra esplorazioni, passando da un brano rilassante ad uno incalzante quanto l’azione si fa frenetica, oppure una pezzo carico di tensione quando dovremo portare il nostro mezzo al limite delle sue possibilità.

Purtroppo in vero limite di Diluvion sta nella struttura dell’esplorazione, in quanto mi sono sentito troppo su dei binari prestabiliti, obbligato a muovervi dal punto A al punto B senza margine di esplorazione, senza efficaci side-quest che potessero ampliare l’esperienza di gioco e renderla più varia ed interessante.

Pro

  • Storia interessante
  • Atmosfere alla “Jules Verne” ben realizzate
  • Comparto grafico di notevole impatto

Contro

  • L'esplorazione non ha grande mordente
  • Il sistema di controllo penalizza molto il combattimento

Commento finale

Diluvion è un gioco che mi ha affascinato, ma l’ho trovato purtroppo un’opera incompiuta. Nonostante l’ottima grafica ed una storia interessante, purtroppo si riduce ad una mera esplorazione lineare, un avanzare di obiettivo in obiettivo, senza margine di libertà. L’unica varietà è rappresentata dai combattimenti, che sono comunque penalizzati da un sistema di controllo troppo caotico pr essere gestiti con successo, soprattutto nelle prime fasi del gioco. La scarsità delle risorse poteva offrire sicuramente uno stimolo ulteriore, ma alla fine il livello di difficoltà non è così elevato come ad esempio ho potuto constatare di persona in un altro titolo similare, ovvero Sunless Sea.E’ un gioco che purtroppo, come accade in molte produzione indipendenti, ha un sacco di potenziale, ma che o per ragioni di budget o di competenze tecniche, non riesce ad esprimerlo come potrebbe. Rimane comunque un buon prodotto, piacevole da giocare, ma non imprescindibile.
6.5

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Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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