Giochi di Potere – Recensione

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5

Mediocre

Giochi di Potere, del regista Per Fly, uscirà nelle sale il prossimo 11 luglio. Il film è ispirato al libro di memorie di Michael Soussan, “Backstabbing for Beginners: my crash course in International Diplomacy”, ex funzionario ONU.

Il sognatore Michael Sullivan (interpretato da Theo James), figlio di un diplomatico venuto a mancare quando il figlio era solo un bambino, vuole seguire le orme del genitore defunto. Idealista fino al midollo, Michael ambisce a una carriera nei rapporti internazionali. Finalmente Sullivan ottiene il lavoro dei suoi sogni, grazie al programma speciale “Oil for food”*. Giunto in Iraq, però, l’uomo inizia a notare dei particolari “stonati”. Agenti e funzionari di governi stranieri approfittavano delle difficoltà del Paese per poterne trarre cospicui profitti. Dubbioso e titubante, Michael si consulta con il suo capo Pasha (Ben Kingsley). Pian piano Sullivan ricostruisce un puzzle intricato e, tessera dopo tessera, si renderà conto di quanto i paesi occidentali (ma anche lo stesso Saddam Hussein) abbiano approfittato delle ricchezze degli iraqeni. All’integro Michael non resta che denunciare i loschi affari, mettendo a rischio la sua stessa incolumità.

Sebbene la storia sia intrigante e di rilevanza storica, il film non convince del tutto. Prima pecca, il personaggio di Michael Sullivan. L’immagine che emerge di lui durante il film è quella di uningenuo e trasognato uomo di sani principi. Questo potrebbe essere vero per metà, ma la cultura, la furbizia e la scaltrezza nel rivelare i sotterfugi di vari governi che il vero Michael ha saputo avere, fanno a pugni con il suo ritratto nella trasposizione cinematografica. Il secondo elemento che disturba il film è l’inserimento di personaggi già visti e rivisti. Come quello della spia misteriosa, immancabile in ogni pellicola di cospirazione governativa americana che si rispetti. Non presente nel libro (e quindi inventato), la spia fa cadere Giochi di Potere nei soliti cliché di genere.

Interessante dal punto di vista storico il ritratto sociale che Fly è in grado di filmare in Giochi di Potere. Si riesce quasi a respirare lo stesso clima politico di quegli anni, grazie a una riproduzione fedele della denuncia di Soussan. Purtroppo tanto non basta a rendere il film degno di nota, memorabile o anche solo pari rispetto agli innumerevoli film di denuncia, di cui segue le tracce.

*Il programma “Oil for food”, come quasi tutta la parte storica presente nel film, è realmente esistito. Nel 1996, la popolazione irachena si trovava ad affrontare un periodo di crisi. Dopo la Prima Guerra del Golfo, l’Iraq fu costretto a pagare forti sanzioni. A rimetterci fu il popolo, tanto che lo stesso ONU decise di intervenire con il programma “Oil for food”. Questo consisteva in un’agevolazione nella compravendita del petrolio, in grado di arricchire gli introiti del Paese. Più della metà del guadagno effettivo venne realmente destinato alla compravendita di cibo, ma il restante andò a finire nelle tasche di multinazionali e funzionari. Michael Soussan, autore del libro già citato, fu l’uomo che portò alla luce i suddetti “inghippi”.

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