Ghost of a Tale – Anteprima

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I titoli indie sono una parte sempre più integrante della softeca anche per l’utenza console, con progetti che riporano alla memoria la garage era dello sviluppo software. Piccoli team, composti da pochissime persone che riescono nella non facile impresa di dar vita a prodotti in grado di catturare l’attenzione del pubblico. È questo il caso di Ghost of a Tale, titolo sviluppato quasi esclusivamente da una sola persona: Lionel “Seith” Gallat e che dopo un periodo di Early Access si appresta al suo lancio ufficiale previsto per il primo trimestre del 2018.

Ghost of a Tale è alla sua radice uno stealth game di chiara ispirazione fiabesca, che ci metterà negli scomodi panni del topolino bardo Tilo impegnato nella ricerca di sua moglie Merra. Imprigionato dopo uno spettacolo davanti al re, il nostro alter ego dorà farsi strada attraverso una labirintica prigione sfruttando ogni strategemma possibile per superare gli imponenti ratti di guardia e riconquistare la libertà, aiutato da un cast di personaggi dalle motivazioni non sempre chiare. La notevole differenza di stazza rende praticamente impossibile il confronto diretto con le guardie, in grado di eliminarci con pochi colpi ben assestati, ma al tempo stesso ci permette di nasconderci agilmente all’interno di casse e barili per far perdere le nostre tracce. Questa semplice meccanica riesce a creare un gameplay coinvolgente e inaspettatamente riflessivo, che ci obbliga a studiare con attenzione i percorsi delle guardie ed a valutare la tempistiche delle nostre azioni. Tilo è indubbiamente un personaggio fragile ma non per questo totalmente indifeso, ed un attento uso delle risorse che ci circondano ci permetterà di mettere temporaneamente fuori gioco le guardie alle nostre calcagna facendo cadere barili pericolanti sulle loro teste o facendoli scivolare sul grasso nel terreno.

Ovviamente l’uso di questi oggetti è limitato e le guardie si riprenderanno ben presto dallo stordimento, configurando questi stratagemmi come delle soluzioni d’emergenza. A queste poche “armi” si aggiunge uno degli elementi cardine del titolo, la capacità di Tilo di indossare particolari costumi che modificheranno le interazioni con i vari npc. Con il giusto completo infatti sarà possibile convincere una rana pirata che siamo il suo defunto capitano, e con le giuste citazioni farci dare il suo prezioso tesoro, oppure trovando un set completo di armatura potremo ingannare le guardie e passare davanti a loro inosservati. Sarà quindi indispensabile esplorare con attenzione ogni anfratto e cercare di portare a termine le varie richieste dei personaggi secondari, in modo da ampliare il più possibile il nostro guardaroba aumentando così le nostre possiblità.
Nonostante la natura ridotta dell’esperienza Early Access, circa un terzo del gioco completo secondo le previsioni dello sviluppatore, non si può non fare un plauso all’ottimo level design che caratterizza l’esperienza di gioco. Le varie zone che compongono la prigione sono collegate da numerosi passaggi, segreti o meno, scorciatoie, porte che richiedono particolari chiavi da rubare e via discorrendo, in una mappa densa di contenuti e fortemente interconnessa. Il backtracking è presente con forza nella partita, ma ad ogni nuova incursione in una zona troveremo una nuova scorciatoia in grado di rendere il passaggio sempre più agevole e meno rischioso.

Visivamente il titolo è caratterizzato da uno stile molto colorato e fiabesco, che riesce a trasmettere la giusta atmosfera al titolo. I cupi corridoi della prigione che occupano la prima parte del titolo, lasciano spazio al verde brillante dei cortili della fortezza. L’impatto visivo è senza dubbio notevole, in particolar modo se si pensa che si tratta di un progetto ancora in Early Access e che viene sviluppato per la maggior parte da una sola persona. I vari modelli sono ricchi di dettagli e personalità, riuscendo così ad incrementare l’immersione del giocatore nel mondo fantastico del titolo. Il comparto audio offre il giusto accompagnamento musicale che sottolinea adeguatamente i vari momenti del gioco, creando la giusta tensione durante le fasi più concitate. L’assenza di un doppiaggio (e di una localizzazione, seppur questa sia prevista al lancio) può facilmente essere perdonata vista la natura del progetto, e la qualità dei dialoghi, assieme alla caratterizzazione dei vari personaggi riesce a farci dimenticare questa mancanza.

Con una finestra di lancio prevista per Marzo 2018, Ghost of a Tale è un titolo da tenere assolutamente d’occhio, che offre un’esperienza stealth semplice ed appagante unita ad un atmosfera fiabesca che raramente viene associata a questo tipo di titolo. Ovviamente torneremo a parlarne al suo lancio ufficiale, ma nel mentre consigliamo caldamente a tutti gli appassionati del genere di dare una possibilità al titolo.

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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