Get Even – Recensione

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7

Buono

Nel corso degli ultimi venti anni, il punto nevralgico del mercato videoludico ha subito numerosi e costanti spostamenti: se negli anni 80 il mercato era dominato prevalentemente da sviluppatori giapponesi, nel ventennio successivo hanno preso prepotentemente piede programmatori statunitensi ed europei. Negli ultimi anni invece, grazie anche a una sovvenzione da parte dei governi locali, alcune piccole software house dell’Europa dell’Est si sono fatte conoscere sul mercato riscuotendo, in alcuni casi, un ottimo successo (vedi The Witcher). Ed è quest’ultimo il caso di Farm 51 che, forte del supporto di Bandai Namco, ha finalmente pubblicato, dopo tanta attesa, Get Even.

Annunciato per la prima volta nel corso del 2013 con un pompatissimo trailer, Get Even si presenta a noi quest’oggi come un titolo che ha deciso di non fare dei pixel e dei poligoni il suo punto focale, puntando quindi principalmente sulla trama e sull’esperienza del giocatore. Perché sì, contrariamente a quanto visto nel primo trailer, Get Even non è un titolo che offre una veste grafica capace di far gridare al miracolo ma che è capace di nascondere i suoi difetti nelle ambientazioni cupe e nella tensione che in certi momenti si rivela essere ad altissimi livelli. Ma andiamo con ordine.

In Get Even vestiremo i panni di un militare addestrato di nome Black che, a seguito di un tentativo di salvataggio di un ostaggio fallito, si risveglia in una sorta di manicomio “armato” del suo solo smartphone e di un casco denominato Pandora. Attraverso Pandora e la voce guida di un misterioso soggetto denominato “Red” il nostro eroe può vivere dei ricordi del proprio passato, ricostruendo scene e situazioni, al fine di recuperare la memoria perduta e capire quale siano le ragioni della sua prigionia all’interno del manicomio. Per quanto possa sembrare assurdo, lo smartphone di Black ha un ruolo assolutamente fondamentale per il completamento del gioco in quanto, grazie alla presenza di alcune app, vi permetterà tra le altre cose di sfruttare la torcia, consultare la mappa o individuare la posizione dei nemici attraverso il rilevamento di calore.

get evenAssegnare a Get Even un genere e cosa assai complessa poiché, sebbene gli sviluppatori lo abbiano etichettato come sparatutto, a noi è sembrato invece di essere al cospetto di un esperienza ludico/narrativa a tutto tondo. La trama, i dettagli, i dialoghi e talvolta alcuni personaggi, infatti, creano un’atmosfera particolare in Get Even, con la trama che in un attimo riesce a passare dal reale al surreale, dal concreto al metafisico; il titolo di Farmi 51, inoltre, non permette mai al giocatore di capire se ciò che sta vivendo è reale o se è finzione, se quel che sta succedendo al protagonista faccia parte del presente oppure del suo passato. Senza addentrarci troppo nella narrazione dei dettagli riguardanti la trama, Get Even mette i giocatori di fronte a una storia inizialmente semplice ma che dopo qualche ora si complica e si annoda, diventando sempre più intensa e, purtroppo, provocando saltuariamente qualche senso di smarrimento o di confusione anche nei giocatori più attenti. A rendere ancora più complicata (per noi italiani) la comprensione degli avvenimenti nel gioco ci pensa non l’assenza di un doppiaggio in lingua italiana, sostituito da quello in inglese di ottima fattura, ma la presenza di sottotitoli difficili da leggere a causa delle dimensioni eccessivamente ridotte.

Procedendo nei vari episodi che compongono la storia di Get Even, i giocatori saranno chiamati a compiere delle vere e proprie scelte morali (come uccidere un determinato personaggio): a seconda delle scelte compiute la trama prenderà una determinata piega fino alla fine della storia.

get evenNonostante il comparto visivo non sia propriamente quello che si dice un “bel vedere”, il sonoro di Get Even propone un vasto campionario di effetti sonori e di suoni che riescono a immergere completamente il giocatore nell’esperienza, riuscendo, in più di una occasione, a far balzare il giocatore dalla sedia.

 

Pro

  • Trama interessante
  • Tensione altissima
  • Prezzo contenuto

Contro

  • Sottitoli illegibili
  • Trama troppo complicata per alcuni
  • Realizzazione tecnica sottotono

Commento finale

Get Even è un titolo difficile da decifrare: se da una parte c’è un comparto tecnico grezzo che nasconde dietro i toni cupi l’inaccuratezza della sua realizzazione, dall’altra abbiamo una trama fitta e cervellotica che sembra essere nata dalla penna di uno dei migliori storywriter di Hollywood. Soprattutto per l’ultimo aspetto citato in precedenza, Get Even non ci è sembrato un titolo accessibile a tutti, ma apprezzabile principalmente da coloro che amano storie intricate e titoli da “vivere” a discapito di un’azione frenetica e onnipresente. Peccato per l’assenza di un doppiaggio in lingua italiana e per la presenza di sottotitoli praticamente illegibili se non si sta letteralmente attaccati allo schermo.
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