Mamma o Papà? - Recensione

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7

Buono

Quest’anno San Valentino cambia volto e nelle sale arriva il remake de “La guerra dei Roses” in chiave moderna e meno tragica.

Genitori poco autorevoli di tre ragazzi lasciati a se stessi e che sono diventati quasi i padroni della vita dei genitori, Valeria e Nicola (Paola Cortellesi e Antonio Albanese) capiscono che dopo 15 anni di matrimonio la scintilla è svanita e credono sia migliore accettare un divorzio, e tutte le conseguenze, piuttosto che finire a condividere solo stima e amicizia, senza provare più alcuna attrazione l’uno per l’altra.

E così, nel modo più civile possibile, prendono insieme tutte le decisioni importanti: alimenti, casa e affidamento congiunto dei figli, i quali non sono al corrente della decisione presa dai genitori un anno e mezzo prima.

A cambiare le carte in tavola e stravolgere i piani dei protagonisti sono non solo i successi lavorativi di entrambi, lei ingegnere e lui ginecologo, e le conseguenti nuove proposte di lavoro all’estero ma anche l’insinuarsi prima nell’uno e poi nell’altro di un sentimento che fa traballare ogni certezza sulla decisione da prendere: la gelosia.

Amore che si trasforma in odio dal momento in cui il romanticismo viene devastato dalla routine e di cui rimangono solo gli scarti. Che vinca il più forte, il fine da raggiungere è capovolto: non si combatte più per l’affidamento dei figli ma per il non affidamento, ironizzando su un topos più volte trattato.

Un film che vuole entrare “nel santuario intoccabile nel nostro paese che è la famiglia” dice Riccardo Milani, regista e marito della protagonista Paola Cortellesi: “volevo trasmettere il messaggio che non tutti sono fatti per essere genitori e un diritto-dovere dei genitori è quello di non cancellare la propria identità di persone nell’esercitare il mestiere più complicato del mondo”.

Di nuovo frutto della collaborazione di Paola Cortellesi e Riccardo Milani, “Mamma o Papà?” racconta la famiglia, la forza e le debolezze di due persone che insieme hanno creato un nucleo ma che non sono pronte a metter da parte l’orgoglio per farlo sopravvivere. L’egoismo dei genitori che fanno di tutto per non avere la custodia dei figli rispecchia,capovolgendolo, l’atteggiamento di chi invece la vuole per forza.

Un film divertente ma poco originale, 98 minuti incentrati quasi esclusivamente sulla guerra di supremazia di genitori che pensano solo a se stessi, per evidenziare e portare all’esagerazione l’egoismo e la cecità di molte coppie, che invece della lotta per il non affidamento, di cui parliamo ironicamente in questo film, si fanno guerra per la custodia come se i figli fossero un premio da assegnare al migliore.

Storia che non ha nulla di nuovo, già trattata nel 1989 nella commedia nera diretta da Danny DeVito “La guerra dei Roses” che, facendo scalpore, raccontava tragicamente un aspetto insolito della vita di coppia. Successivamente è stato spesso riproposto in chiave ironica o più seria, proprio per sottolineare come sia sottile il confine tra amore e guerra, per evidenziare come l’equilibrio che regge una famiglia possa essere estremamente delicato, soprattutto in una società in cui è facile perdere di vista ciò che è importante, privarlo di ogni valore dando per scontate anche le cose che non dovrebbero esserlo.

Commento finale

Le numerose tematiche introdotte sarebbero valide e interessanti, peccato che siano trattate solo per pochi secondi, utilizzate da collante per unire le varie vicende e liquidate in poche battute, nonostante questo il film è piacevole, l’ideale per trascorrere una serata in compagnia senza troppe aspettative.
7

Buono

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