Beata ignoranza - Recensione

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8

Ottimo

Oggi esistono due tipi di persone: chi usa la tecnologia e chi non la usa. È questa l’eclatante differenza tra Filippo (Alessandro Gassmann), affascinante professore di matematica che introduce nel sistema un metodo di insegnamento innovativo, che coinvolge l’utilizzo di un’app anche per risolvere le equazioni, e Ernesto (Marco Giallini), professore di lettere di vecchio stampo, conservatore e nemico della tecnologia e soprattutto dei social network.

Immaginiamo una sfida tra le due tendenze, un esperimento per il quale l’uno deve uscire e l’altro entrare nella rete, cosa può succedere?

Beata Ignoranza è il nuovo film di Massimiliano Bruno che ha come protagonisti Alessandro Gassmann, Marco Giallini e una novità per il cinema italiano: Teresa Romagnoli, che fin ora avevamo visto solo in piccole parti, la più recente nel 2016 nella serie televisiva di canale 5 “Tutti insieme all’improvviso” accanto a Panariello. Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, Beata Ignoranza sarà nelle sale dal 23 febbraio.

Già insieme in Se Dio Vuole, la coppia Gassmann-Giallini funziona. Una comicità composta e senza eccessi, nell’antitesi costante tra il “fighetto” ammirato da tutti, nel primo film nei panni di un sacerdote anticonvenzionale, moderno e coinvolgente, e ora in quelli di un professore di matematica che riesce a sedurre anche i propri studenti, e il personaggio serioso e preciso che Giallini caratterizza. Tutto ciò in Beata Ignoranza si trasforma nel paragone tra il vecchio e il nuovo sistema, evidenziando tutte le crepe di quello che crediamo un mondo perfetto che vince la distanza.

Sul web ognuno può indossare una maschera senza essere costretto ad essere se stesso, possiamo cambiarci nome e dire ciò che non avremmo mai il coraggio di dire… forse diventando un po’ più noi stessi di quanto si pensi. E alla fine ci riconosciamo meglio nell’alter-ego che creiamo o nel nostro riflesso allo specchio? Forse in una dimensione a metà, che non esclude del tutto uno dei due aspetti ma li unisce nella teoria del giusto mezzo.

Beata Ignoranza non vuole raccontare solo l’epoca del web, tra social network e chat, ma vuole scavare nel profondo.

La rete infatti è solo un pretesto che fa da collante tra i diversi personaggi per introdurre il tema delle relazioni: possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, possiamo poter parlare anche con chi si trova a kilometri di distanza, ma spesso la comunicazione che manca è quella con le persone più vicine perché la distanza più grande e incolmabile non è fisica ma mentale, e se manca questa non c’è nessuna tecnologia in grado di sostituirla.

Così Nina(Teresa Romagnoli), ideatrice della sfida, riavvicina Filippo ed Ernesto che, da amici d’infanzia, avevano finito per odiarsi a causa di una donna, Marianna (Carolina Crescentini), la madre di Nina. Frequente il ricorso al flashback soprattutto nella parte iniziale del film per raccontare la storia dei protagonisti, le ragioni del litigio e dell’allontanamento dopo il liceo, con un velo di malinconia legato alla morte della donna che entrambi hanno amato.

Commento finale

Film introspettivo e ragionato, ci insegna che i legami forti vincono e che nella vita ci vuole coraggio perché non tutto si realizza come previsto ma non per questo non merita di essere apprezzato. Capace addirittura di strappare una lacrima sulle note della canzone Isn’t she lovely di Stevie Wonder, si rivela più della classica commedia superficiale e scontata di critica all’epoca dei social network.
8

Ottimo

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