Elex – Recensione

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5

Mediocre

Il nome dei Piranha Bytes è sempre stato legato ad una peculiare reputazione. I loro titoli solitamente rientrano nel proverbiale “o li ami o li odi” per vie delle particolari (e spesso anacronistiche) scelte di design che li accompagnano. Le saghe di Gothic e Risen sono infatti caratterizzate dalla loro alternanza di scelte tecniche discutibili e gameplay intrigante in un equilibrio che per quanto scoraggiava molti utenti, riusciva comunque a premiare coloro in grado di sorvolare sui difetti del titolo. Elex purtroppo non riesce in questa impresa.

L’ambientazione di Elex è forse uno dei suoi punti di maggior pregio. Il pianeta Magalan, tecnologicamente superiore al nostro, viene colpito da una cometa e conseguentemente devastato. Dalle rovine del vecchio mondo emergono quindi 4 diverse fazioni: i Berserker, che rifiutano ogni forma di tecnologia e fanno affidamento sulla magia per ricostruire il pianeta; i Chierici, che invece studiano le meraviglie tecnologiche del passato in modo religioso; i Fuorilegge, che rifiutano qualsiasi tipo di ordine costituito dedicandosi esclusivamente alla sopravvivenza; le Albe, che attraverso l’assunzione del misterioso Elex (elemento presente nella cometa) hanno accesso a straordinarie capacità ma perdono ogni forma di emozione. Nella lotta tra fazioni per la supremazia vestiremo i panni di Jax, comandante delle Albe che a seguito di una missione fallita (una condanna a morte per qualunque Alba) riesce a scampare al suo destino e si ritrova solo e senza equipaggiamento in un mondo particolarmente ostile. I veterani dei titoli Piranha Bytes noteranno subito come l’incipit rientri perfettamente nei canoni tipici delle produzioni dello studio, fornendo fin da subito un obbiettivo fondamentale al giocatore: sopravvivere. Il mondo di Magalan è straordinariamente ostile e senza un adeguato equipaggiamento qualunque creatura può facilmente sbarazzarsi di voi in pochi colpi. Sarà quindi prioritario procurarci delle armi basilari e cercare protezione presso una delle varie fazioni del gioco per avere protezione e supporto e poter pianificare così la nostra vendetta.

Le fazioni rappresentano una scelta imprescindibile, perché la maggior parte dell’equipaggiamento può essere ottenuto solo attraverso l’appartenenza ad una determinata fazione e ad ognuna di esse è legato un preciso stile di gioco. Se infatti vogliamo creare un personaggio orientato verso la tecnologia e le armi “futuristiche”, i Chierici saranno in grado di offrire abilità ed equipaggiamenti adeguati; se invece vogliamo optare per un approccio più fantasy usando spada e magia allora i Berserker saranno la scelta migliore. A prescindere quindi dall’aspetto filosofico delle varie fazioni, che come da tradizione non sono mai nettamente buone o cattive, la nostra scelta determinerà pesantemente il nostro stile di gioco e lo sviluppo del personaggio. Se da un lato questo caratterizza in modo molto forte ogni partita, dall’altro forza il gioco ad attuare una serie di scelte di gameplay decisamente discutibili. Ogni rango all’interno di una fazione permette l’accesso a diversi equipaggiamenti, progressivamente più potenti, e tolte alcune rare eccezioni la quasi totalità del vostre arsenale dipenderà dalla vostra affiliazione. Se Jax vuole sopravvivere deve legarsi ad una fazione e scalarne i ranghi per riuscire ad ottenere nuovamente il potere perduto e  questo da un lato motiva il giocatore ad impegnarsi ma allo stesso tempo finisce col menomate l’open world. Non sarà possibile infatti raccogliere l’equipaggiamento dei nemici sconfitti, che sopratutto nelle fasi iniziali del gioco richiedono un notevole impegno per essere battuti. Questo finisce con il creare un’opprimente sensazione di stasi nel personaggio, che progredirà quindi molto lentamente anche a causa dell’economia decisamente avara di risorse del gioco. Non sarà raro infatti sbloccare un nuovo rango di una fazione per poi scoprire che i prezzi dei nuovi equipaggiamenti richiederanno lunghe ore di farming per racimolare la cifra necessaria. In particolare lo stacco tra il primo ed il secondo rango è fortissimo, una cocente delusione dopo tutta la fatica fatta.

Ad aggravare la situazione interviene poi il combat system, decisamente mal realizzato e poco bilanciato. I colpi sferrati dal nostro personaggio soffrono di un fastidioso input lag, che rende molto difficile attaccare con efficacia. Colpi consecutivi infliggono danni crescenti, ma molto spesso il sistema non registrerà correttamente la pressione del tasto, rendendo vani i vostri sforzi. Un colpo di troppo o una difesa non registrata può determinare rapidamente la vostra sconfitta e anche un equipaggiamento adeguato non garantisce la salvezza nelle battaglie più concitate. La situazione peggiora considerevolmente nei frequenti incontri multipli dove spesso si viene circondati da 4 o 5 nemici che colpiranno senza dare nessun possibilità di contrattacco ed il sistema di movimento poco preciso e scarsamente reattivo non facilita la situazione, punendo ingiustamente il giocatore. Un’ulteriore problema è causato dalla commistione di tipologie di armi e dal loro illogico bilanciamento. Vi capiterà infatti di trovare fucili al plasma che fanno lo stesso danno di una spada o di un arco, o nemici armati di lanciagranate in grado di buttarvi a terra con ogni colpo senza darvi la possibilità di avvicinarvi qualora abbiate scelto un personaggio da corpo a corpo. Per quanto l’idea di mischiare i diversi stili funzioni sul piano teorico, pad alla mano l’esperienza si rivela fastidiosamente frustrante e poco propensa a ricompensare la pazienza del giocatore. Purtroppo la situazione non migliora quando si parla del mondo di gioco che sebbene sia tutto sommato affascinante, appare esageratamente disarmonico nell’accostare scenari radicalmente diversi creando un effetto patchwork spiacevole. Anche la progressione della trama si rivela fin troppo confusionaria e frammentata, rallentata dalla costante necessità di accumulare risorse fondamentali per lo sviluppo del personaggio e troppo spesso incapace di bilanciare la difficoltà delle sue sfide. Tutti questi elementi purtroppo oscurano una componente ruolistica molto profonda, con numerose scelte e possibilità per il giocatore, che in un contesto più godibile avrebbero aumentato considerevolmente la rigiocabilità del titolo.

Il lato tecnico non riesce nella difficile impresa di risollevare il titolo, che sotto moltissimi aspetti è in linea con le produzioni a medio budget della scorsa generazione. I modelli appaiono poco convincenti e fin troppo uguali tra loro, vittime di un design poco originale delle armature e di un sistema di animazioni decisamente datato. Lo stesso vale per le creature mostruose del gioco, che sembra riproporre sempre gli stessi modelli con modifiche marginali alle texture. I vari ambienti oscillano notevolmente dal punto di vista qualitativo, con le zone più ricche di vegetazione che raggiungono un livello accettabile di dettaglio contrapposte a quelle desertiche e vulcaniche che appaiono desolantemente spoglie e prive di reali punti di interesse. Il lato audio non offre una colonna sonora degna di nota ma trova una certa redenzione in un doppiaggio abbastanza efficace e ben interpretato, sprecato da un sistema di animazioni facciali praticamente inesistente.

Pro

  • Ambientazione originale
  • Componente ruolistica profonda

Contro

  • Sviluppo del personaggio lento e stagnante
  • Sistema di controllo poco reattivo ed impreciso
  • Combat system frustrante
  • Tecnicamente inadeguato

Commento finale

I titoli dei Piranha Bytes si sono sempre retti su di un equilibrio precario, oscillando tra una certa inadeguatezza tecnica ed una componente ruolistica molto profonda. Elex però fallisce nel trovare questo equilibrio e finisce con l'offrire un gameplay eccessivamente frustrante e poco remunerativo unito ad una cosmesi tecnica decisamente al di sotto degli standard attuali. Il mash up di ambientazioni e stili di gioco, interessante in teoria, si rivela fin troppo superficiale nella sua realizzazione e privo del bilanciamento necessario per renderlo davvero godibile. Un titolo difficile da consigliare anche ai fan più affezionati allo studio. Peccato.
5

Mediocre

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall’insolito.
Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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