Dynasty Warriors 9 – Recensione

Featured Giochi Recensioni Videogiochi
5

Mediocre

La saga di Dynasty Warriors non è mai stata nota per la sua propensione al cambiamento. Qualunque variazione nella formula del suo gameplay è sempre stata talmente minima che solo i fan saprebbero distinguere una versione dall’altra (escludendo ovviamente le migliorie grafiche). Per questo motivo la notizia che Dynasty Warriors 9 avrebbe optato per una struttura più orientata verso il genere rpg open world ha subito catturato l’attenzione della sua fan base. Con un certo rammarico però devo dire che l’esperimento di Omega Force finisce per deludere anche i fan più affezionati.

La storia di Dynasty Warriors è fondamentalmente la stessa in tutte le sue numerose iterazioni, e ripercorre in modo più o meno fedele la celebre saga dei Tre Regni cinese, che racconta il turbolento periodo che a seguito della caduta della dinastia Han ha investito la Cina tra il 220 ed il 280. Dovremo quindi iniziare nei panni di uno dei generali dei regni di Wu, Wei o Shu (all’inizio potremo scegliere un solo personaggio per regno ma pian piano ne sbloccheremo sempre di più), e farci strada in quel mondo di conflitti che era la Cina del tempo. Abbandonata la formula classica, Dynasty Warriors 9 ci catapulta all’interno di un mondo aperto dove i fronti della battaglia mutano continuamente, con accampamenti che vengono persi e conquistati in ogni momento. In questo caotico scenario dovremo dividerci tra il nostro obbiettivo principale e le missioni secondarie che popolano la vasta mappa di gioco, mentre liberiamo i vari accampamenti per fare in modo che i nostri alleati riescano a raggiungere il fronte principale. Purtroppo però, l’interconnessione tra questi sistemi non si dimostra all’altezza della situazione. La struttura di gioco infatti prevede che ogni capitolo abbia una missione principale ben chiara, alla quale sono legate diverse missioni secondarie che se completate ne abbassano la difficoltà. Distruggere un accampamento potrebbe privare il nemico del supporto dei suoi arcieri o aiutare un contadino potrebbe farci scoprire una via meno protetta verso la roccaforte nemica. Allo stesso modo assicurarci che le nostre truppe siano al fronte ci garantirà il loro supporto durante il combattimento.
Sebbene sulla carta l’idea è senz’altro meritevole, nel concreto i vantaggi che conferiti dal dedicarsi a queste attività sono troppo esigui per giustificare l’investimento di tempo, tempo che nella maggior parte dei casi passeremo camminando o cavalcando attraverso un mondo vasto e desolantemente vuoto nella speranza di imbatterci in un gruppo di nemici o di animali selvatici per rompere la terribile monotonia delle nostre peregrinazioni. La formula open world non riesce a trovare un modo per valorizzare il fulcro storico della saga, le sue spettacolari battaglie. Queste risultano stavolta molto meno d’impatto e appaiono diminuite nelle loro dimensioni, troppo spesso ridotte ad anonime schermaglie nei campi (in particolar modo nei primi capitoli).

Perfino il combat system appare semplificato e molto meno interessante che in passato. L’aggiunta dei colpi speciali ber buttare a terra o sollevare l’avversario sminuisce il sistema di combo, privandolo della (poca) varietà dei precedenti capitoli. L’enorme numero di personaggi selezionabili non riesce a migliorare la situazione vista la tendenza del gioco a riproporre gli stessi moveset diverse volte, limitandosi a cambiare i modelli. A poco serve l’aggiunta di attività secondarie, che non riescono a colmare il vuoto che caratterizza l’intera esperienza. Potremo dedicarci alla pesca, alla caccia di animali selvaggi ed al crafting di accessori ed armi per potenziare il nostro personaggio. Questi potenziamenti però richiedono un considerevole investimento di tempo e non offrono vantaggi abbastanza significativi da spingere il giocatore a dedicarsi a queste attività. La presenza de facto di una sola arma per personaggio (che si potenzia in modo fin troppo lineare) non riesce a trasmettere un senso di progressione e sviluppo, nonostante la presenza di un sistema di statistiche potenziabili a seguito dei nostri level up. Il problema di fondo sembra quindi essere una scarsa comprensione di quel delicato equilibrio necessario a costruire un gioco open world. Il team ha sicuramente cercato di inserire più idee possibili nel prodotto, nel tentativo di offrire quella che senza dubbio doveva essere un’esperienza nuova e completa per la saga. La somma disarmonica delle parti finisce per creare un prodotto che risulta di gran lunga inferiore ai capitoli precedenti, che si discosta dalla formula passata senza riuscire a trovare un suo equilibrio. Un vero peccato per quella che poteva essere una punto di svolta in una saga che da tempo cercava nuovi spunti.

Il lato tecnico del titolo appare decisamente inadeguato ed assolutamente non in linea con gli standard delle produzioni odierne. Al netto di modelli tutto sommato convincenti ed abbastanza dettagliati, il mondo di gioco appare scarno e desolante. La bassissima distanza di visualizzazione comporta la presenta massiccia di un fastidioso effetto di pop up dei vari elementi naturali, omologando l’ambiente in una lunga distesa marrone occasionalmente interrotta da qualche albero o corso d’acqua. Un frame rate inconsistente accompagna l’intera esperienza, ulteriormente aggravato su Xbox One dalla minore risoluzione di rendering (il gioco infatti gira a 720p). Anche i colpi speciali appaiono decisamente sottotono rispetto al passato, quasi a tradire come la stragrande maggioranza delle risorse sia stata infruttuosamente dedicata alla componente open world a scapito della cosmesi visiva. Il lato audio offre un accompagnamento musicale che compie il suo dovere senza mai spiccare, facendo da sottofondo ad un doppiaggio inglese abbastanza convincente.

Acquistando attraverso i banner Amazon di questa pagina aiuterai MyReviews a crescere. Vi ricordiamo che MyReviews è un sito indipendente e completamente autofinanziato fin dalle sue origini.

Pro

  • Grande numero di personaggi
  • Tenta qualcosa di nuovo per la saga

Contro

  • Open World vuoto e desolante
  • Realizzazione tecnica assolutamente inadeguata

Commento finale

L’esordio open world del genere musou non è decisamente dei migliori e Dynasty Warriors 9 finisce con l’essere un titolo poco soddisfacente anche per i fan più sfegatati della saga. Un mondo di gioco vuoto ed inutilmente vasto, una serie di meccaniche che non riescono a creare un gameplay soddisfacente, unite ad una realizzazione tecnica decisamente sotto gli standard attuali condannano anche le (poche) idee valide del titolo. Come da tradizione sarà quindi meglio aspettare la versione Empires o Extreme del titolo nella speranza che i suoi difetti vengano corretti e permettano una vera evoluzione della saga.
5

Mediocre

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com