Dragons Dogma : Dark Arisen – Recensione

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8.5

Ottimo

Nel lontano 2012 Capcom faceva uscire l’action rpg Dragon’s Dogma sulle console della precedente generazione. Il titolo venne accolto positivamente dalla critica, che ne apprezzava il combat system dinamico ed impegnativo e le complesse meccaniche dietro quello che sembrava un semplice hack’n slash. Circa un’anno dopo vide la luce Dark Arisen che ampliava considerevolmente l’end game attraverso una nuova zona, l’isola di Nerabisso, ospitante un corposo dungeon ricco di nuovi oggetti e nemici particolarmente agguerriti. Nonostante la fanbase chiedesse a gran voce l’arrivo nei mercati occidentali del suo seguito Online, Capcom è rimasta sorda a queste richieste rilasciando però nel 2016 un porting per PC attraverso la piattaforma Steam (ne abbiamo parlato esaurientemente qui). Seguendo la tortuosa strada dei remaster questo porting è infine sbarcato sulle console di questa generazione, dandoci modo di rigiocare questo titolo sulle macchine moderne.

È bene specificare che abbiamo davanti un porting praticamente diretto della sua versione Steam, senza nuovi contenuti o modifiche rispetto al prodotto originale. Rimane quindi la problematica scelta dei programmatori di impedire la creazione di molteplici personaggi, aggirabile però attraverso la creazione di account ad hoc da dedicare ai nostri diversi alter ego. Al netto di questa scelta (molto controversa anche all’epoca del suo rilascio originale), il titolo è riuscito a mantenersi godibilissimo dal punto di vista del gameplay anche per gli standard attuali. Le particolare scelte fatte all’epoca sono infatti riuscite a creare un’esperienza di gioco originale e intrigante caratterizzata dalla profondità dei suoi sistemi, che dietro una semplicità iniziale nascondono una complessità che non ha nulla da invidiare a produzioni più moderne e blasonate mantendo al tempo stesso una sua unicità. Si ha quindi la costante sensazione di avere tra le mani un titolo non “vecchio” ma diverso.

Giocare oggi Dragon’s Dogma fa percepire ancora di più la distanza che il titolo prendeva dai suoi concorrenti, scegliendo una direzione diversa da quella scelta non solo dai suoi contemporanei ma anche dai titoli che sono venuti dopo. Una sorta di universo alternativo dove al posto di seguire il trend imperante di coop e multiplayer, si scelgono invece le quasi anacronistiche pedine, aiutanti virtuali creati da noi e messi a disposizione di altri personaggi. Al posto di filmati spettacolari e taglio cinematografico nella narrazione si è preferita la semplicità delle sue cutscene essenziali ma non per questo meno incisive nelle loro rivelazioni durante i momenti cardine della trama. L’utilizzo molto limitato del fast travel, disponibile solo a patto di posizionare precedentemente un’apposita pietra nella zona interessata, riesce a conferire una dimensione molto concreta al mondo di gioco ed aggiunge una certa pericolosità ad ogni viaggio a piedi grazie al ciclo giorno/notte che cambia radicalmente la difficoltà di ogni spostamento. Così come il suo sistema di sviluppo del personaggio che pone particolare rilievo sul numero di livelli ottenuti con una determinata classe ai fini del determinare le nostre statistiche. Sotto praticamente ogni aspetto quindi, Dragon’s Dogma è un’esperienza unica e dotata di un suo particolarissimo fascino che gli garantisce un invecchiamento anomalo.

Tecnicamente il titolo mantiene gli stessi standard dettati dalla sua controparte Steam, senza ereditarne i fastidiosi problemi che ne hanno piagato il lancio. Il framerate migliorato e stabilizzato rispetto alla sua prima incarnazione incide molto positivamente sull’esperienza di gioco, in particolare durante i combattimenti più concitati e ricchi di attacchi speciali che in precedenza vedevano i nostri fps scendere drasticamente. L’assenza del fastidioso effetto letterbox e la maggiore risoluzione riescono a mitigare un conteggio poligonale che anche per l’epoca non era sempre all’altezza della situazione mentre le texture non sembrano mostrare sostanziali miglioramenti rispetto al loro primo upgrade avvenuto con Dark Arisen.

 

Pro

  • Longevo e ricco di contenuti
  • Sistema di sviluppo e di pedine originale

Contro

  • Mancanza di componente cooperativa
  • Visivamente datato

Commento finale

L'arrivo di Dragon's Dogma sulle console odierne rappresenta una doppia occasione: in primis la possibilità di giocare in una versione (seppur marginalmente) visivamente rinnovata un titolo validissimo, longevo ed originale, in grado di mettere alla prova anche l'utenza più smaliziata grazie alle sue numerose sfide; la seconda ed altrettanto importante è quella di trasmettere a Capcom il giusto interesse che il mercato occidentale ha nei confronti di questo brand in modo da invogliare il publisher a prendere in considerazione la distribuzione del suo seguito o meglio ancora lo sviluppo di un capitolo totalmente inedito. Se non avete ancora provato questo meritevolissimo prodotto è questa la vostra occasione, grazie anche al prezzo contenuto.
8.5

Ottimo

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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