Dragon Ball FighterZ – Recensione

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Eccellente

Una delle poche sicurezze nella vita è il portarsi ciò che di meglio abbiamo conosciuto durante l’infanzia, che sia un ricordo vivido, un film o i propri giocattoli. Considerando l’età ormai avanzata, possiamo definire Dragon Ball un’opera degna di essere entrata nella storia, perché tutti ormai conoscono le gesta di Goku e compagni, dai più piccoli ai più grandi. Un po’ come i lungometraggi animati Disney che sono praticamente religione fatta, Dragon Ball è un po’ il precursore di alcuni dei maggiori anime di successo odierni e futuri: è semplicemente una base di partenza per creare uno shonen di qualità. Bandai Namco Entertainment sa perfettamente che la serie di Akira Toriyama è una gallina dalle uova d’oro e l’accoppiata con le console è praticamente il mix perfetto che tutti i fan desiderano. Se da bambini si giocava con la fantasia nel imitare i movimenti della Kamehameha oppure del Makankosappo, grazie ai vari videogiochi è ora espressamente possibile. Con i vari Xenoverse che hanno rilanciato il nome dopo diversi titoli decisamente non all’altezza, Bandai Namco Entertainment ha confidato nella bravura dei ragazzi di Arc System Works e della loro passione nel creare un picchiaduro accessibile e tecnico allo stesso modo, graficamente sublime e con diverse modalità. Gli ingredienti perfetti danno vita ad un piatto di qualità, ma se lo chef è anche abile e capace, ciò che ne esce è qualcosa di strepitoso. Dragon Ball FighterZ è esattamente questo, un titolo capace di miscelare le ottime capacità del team di sviluppo con il fascino della serie, dando vita ad un titolo eccelso di cui analizziamo i dettagli di seguito.

Abbiamo ripetuto diverse volte che Dragon Ball FighterZ non vuole essere un picchiaduro semplice da gestire, piuttosto si potrebbe definire accessibile per chi vuole provare a battersi senza troppe pretese tecniche riuscendo a dire la propria anche online, ma alla base del gioco c’è un tecnicismo davvero profondo, ben strutturato e che solo i veri esperti potranno padroneggiare. Lo si percepisce facendo scontri online nelle diverse modalità, dove ci si può imbattere in qualche giocatore davvero capace che anche con una singola combo riesce a togliervi circa il 65% della barra della salute. Gli attacchi sono infatti molteplici e si dividono per attacchi alti, bassi e concatenamenti di varia natura. FighterZ ha una particolarità rispetto ad altri picchiaduro tecnici: le combo non si devono concatenare frame for frame, ma basterà semplicemente sfruttarle per far si che il gioco le memorizzi e le mette su schermo in sequenza. Questo però è già solo limitato alle combo classiche deboli, medie e potenti. Se già volessimo sfruttare il concatenamento tra combo di diversa potenza, salti, doppi salti e super attacco finale, il timing cambia. Ogni personaggio ha ovviamente il suo parco mosse e quindi ognuna di queste è riconducibile ad un tipo di combo diversa. Prendiamo per esempio Yamcha e il suo artiglio del lupo: l’attacco si presenta come una raffica di colpi veloci e potenti che lancia via l’avversario contro la parete per sfruttare il rimbalzo e continuare ad attaccare. Non a caso, una delle ultime sfide combo di Yamcha è proprio il concatenare due artigli del lupo normali, più un rimbalzo, più un teletrasporto alle spalle, più la tecnica finale del super artiglio del lupo. Si tratta di una combo non propriamente facile da gestire, ma chiunque ne sia realmente capace potrebbe essere definito un avversario pericoloso.

Come Yamcha sono praticamente tutti, chi tra loro predilige colpi dell’aura o raffiche di pugni. In Dragon Ball FighterZ il roster non è troppo numeroso rispetto ai capitoli precedenti, ma basti pensare che ognuno di loro sia praticamente diverso dall’altro. Sono esattamente originali, ovvero che rappresentano la reale controparte dell’anime, con i loro pregi e i loro difetti. I Saiyan per esempio tendono ad avere attacchi veloci e con concatenamenti ricchi di colpi d’aura, mentre un Crilin o un Tenshihan dovranno far fronte con tecniche più concentrate per tenere l’avversario in balia dei colpi. Hit è un personaggio che sfrutta il salto temporale, proprio della sua controparte animata e tra i vari attacchi che possiede può fare breccia nella difesa avversaria con pochi tasti, ma di contrordine ha una difficoltà di utilizzo maggiore, dove padroneggiarlo risulterà sicuramente più complicato rispetto ad un Goku o un Vegeta. Piccolo sfrutta attacchi dalla distanza grazie al braccio che si allunga, ma anche grazie ad un sistema di attacco che cambia posizione più volte mettendo l’avversario in situazione di confusione. Insomma ognuno dei 24 personaggi risulta diverso dall’altro e ognuno può risultate temibile se padroneggiato a dovere. A questo si aggiunge che la propria squadra è formata da tre giocatori, bilanciando al meglio l’intero match classico, infatti alcune tecniche concatenate, come di cui sopra, possono realmente rendere un proprio combattente inutilizzabile dopo appena un paio di combo ben assestate. La possibilità di cambiare personaggio rende il titolo più competitivo di quello che sembra, perché la pressione dei due tasti adibiti non funziona solo in quel dato momento, ma bensì può essere sfruttata sempre per ulteriori concatenamenti e soprattutto cambi improvvisi per rendere una combo più letale. Pure nei super attacchi si può sfruttare la squadra, facendo fare le medesime abilità anche agli altri due, anche se la loro potenza è ovviamente dimezzata per non creare squilibri. Su questo aspetto c’è molto da dire, ma non è facilmente e realmente spiegabile perché certe cose vanno provate per approfondire al meglio, ma vi posso assicurare che il bilanciamento è la prima cosa che hanno valorizzato in questo titolo e le diverse e multiple combinazioni possono realmente fare la differenza. Solo una cosa non mi è davvero piaciuta: la scelta dei combattenti. Per scegliere la propria squadra bisogna eseguire una serie di azioni lente nel menu di gioco, invece che dare la possibilità al giocatore di scegliere prima dell’incontro. Per farlo dovete innanzitutto premere il tasto per il Menu, scorrere e andare su Personalizza, scorrere e andare su Modifica Squadra e poi con un menu davvero poco intuitivo potete cambiare la squadra in corso, anche se vi da diverse possibilità di combinazioni da salvare. Il problema rimane che, durante alcuni scontri online potrebbe essere simpatico cambiare personaggi, soprattutto quando si gioca all’arena con altri compagni, ma in quel caso bisogna togliersi dalla coda e fare i passaggi di cui abbiamo appena finito di spiegare. Si tratta di un problema minore, forse inesistente per alcuni, ma personalmente l’ho trovato decisamente scomodo e inutile, in quanto da sempre i picchiaduro fanno scegliere i propri combattenti un attimo prima della sfida. E, bada, questo accade anche in Dragon Ball FighterZ, ma soltanto durante le battaglie locali o altre sfide single-player.

Per quanto concerne le modalità, il titolo ne presenta diverse e tutte molto interessanti. Partendo dalla modalità Storia, entreremo nei panni di diversi personaggi come Goku, Vegeta e altri che perdono la propria personalità per un certo tempo a causa di un qualche mistero che non staremo qui a svelarvi. La campagna funziona attraverso una mappa interattiva nel menu di gioco, con diversi turni da sfruttare, quasi come se fosse il gioco della Dama. Mettere le proprie pedine su certi archi temporali implica che possiamo sconfiggere il determinato nemico e recuperare Zenie (moneta del gioco) e qualche abilità particolare. Se si volesse fare tutto ciò che è possibile, la longevità aumenta di molto, ma di contro anche la noia nel dover superare sfide fin troppo accessibili nei primi capitoli. Nel Hub di gioco abbiamo anche il Torneo Mondiale che rappresenta il ring online, sia classificato che semplice, dove ci si può mettere in gioco contro avversari multiplayer. A seguire abbiamo anche la Battaglia Locale dove è possibile creare un proprio torneo con diversi giocatori e lo scontro classico contro un altro amico. Oltre questo, sempre per il single-player abbiamo la Torre Arcade che presenta tre diversi archi di gioco, sia in modalità normale che difficile. Qui potete misurarvi con la difficoltà del titolo che va man mano ad aumentare fino ad un livello davvero esagerato. Scegliete la vostra squadra e scalate la cima della torre prendendo voti alti, dove nella modalità difficile sarà possibile sbloccare sia Goku che Vegeta in Super Saiyan God Super Saiyan. Per quanto riguarda gli scontri online, oltre il Torneo Mondiale è possibile scontrarsi anche nell’arena che si trova al centro dell’Hub, dove sarà anche possibile assistere ai match di diversi avversari. A tutto questo si aggiunge, infine, una modalità addestramento che contiene il classico allenamento, il tutorial presente anche nella beta per le basi e poi le Sfide Combo che mostrano, in realtà, tutta la complessità di certe meccaniche (e nemmeno tutte) che potranno essere sfruttare per rendere la propria esperienza più competitiva.

Una delle pecche della beta era il servizio dei Server, davvero mal funzionante. Per trovare una partita ci volevano dai 15 ai 30 minuti di tempo, e spesso nemmeno la si portava a termine a causa del Lag. Nel gioco completo questi problemi sono stati decisamente risolti, ma non proprio completamente. Le partite vengono trovate praticamente subito, con un massimo di un minuto e mezzo d’attesa, mentre il problema del lag e di disconnessioni continue permane. Ogni tanto vi butta fuori dalla partita o dall’Hub di gioco, facendo cadere la connessione ai server. Si tratta di un problema che non colpisce sempre e non a tutti, ma non si comprende realmente come possa funzionare e come si può arginare. Toccherà quindi a Bandai Namco correre ai ripari al più presto, perché il cuore di questa produzione è esattamente lo scontro online e avere problemi del genere può minare l’intera e reale esistenza del gioco, in quanto le modalità single-player sono sicuramente ben inserite, ma ciò che conta principalmente è affinare il proprio stile con avversari di tutto il mondo.

Passando poi al lato tecnico, Dragon Ball FighterZ è proprio una gioia per gli occhi. Più volte ho già ribadito questa cosa, elogiando l’esperienza visiva che ne deriva, ma ancora non si può fare a meno di notare l’attenzione al dettaglio. Il gioco è esattamente fatto per i fan, mostrando alcuni dettagli anche minuziosi che fanno davvero felice il giocatore più accanito. Prima della battaglia, per esempio, abbiamo le piccole opening degli avversari che si scambiano qualche parola prima di iniziare: in questo caso mettere di fronte un Goku contro Freezer o un Yamcha contro Tenshihan mettono in moto delle battute interessanti e non sparate a caso, ma perfettamente sintonizzate. Ad aggiungersi ci sono anche alcune mosse finali che fanno la differenza con ulteriori personaggi in squadra: se nella nostra squadra abbiamo Gohan Adulto, costui ha come tecnica finale la Super Kamehameha con Goten, ma se in gruppo abbiamo anche Goku, lui si aggiunge e rende l’intera scena più bella da vedere. Così come Androide 18 che sfrutta Androide 17 come supporto sia nelle normali combo che nell’attacco finale, ma se in squadra avessimo Crilin sarà lui a prendere il posto di Androide 17 durante la Super. E non è finita! Ci sono le Conclusioni Drammatiche che fanno esplodere gli occhi per quanto siano dannatamente belle: concludere il combattimento con un particolare tasto e certi requisiti, si può assistere ad un finale diverso dalla classica posa di vittoria. Se state usando Goku e siete su Namecc a sconfiggere Freezer, premendo il tasto apposito (B o Cerchio) per sconfiggerlo, potrete assistere alla disfatta di Freezer che cerca di colpire Goku alle spalle dopo che quest’ultimo gli aveva donato un po’ della sua energia. Non sono tante scene di questo tipo, ma quelle poche presenti sono spettacolari. Il tutto è funzionante a 60 frame per secondo, impeccabili, anche se i personaggi sfruttano un tipo di animazione diversa, più lenta, per essere più simili alla controparte dell’anime.

Pro

  • Visivamente spettacolare
  • Diverse modalità di gioco
  • Profondità ben strutturata

Contro

  • Ancora singhiozzi coi Server
  • Menu a tratti poco intuitivo
  • Tutorial non troppo esaustivo

Commento finale

Abbiamo detto tutto su Dragon Ball FighterZ e finalmente possiamo concludere facendo un plauso agli sviluppatori per un titolo incredibile ed eccezionale. Si tratta di un picchiaduro che riesce ad essere accessibile ma anche molto profondo, che ha una cura visiva sublime e diverse modalità per intrattenersi, sia online che in single-player. C’è qualche singhiozzo dei server, ma visti i tantissimi miglioramenti rispetto alla beta tenutasi qualche giorno fa, possiamo stare tranquilli che verranno sistemati gli ultimi problemini e avere finalmente una tenuta solida. Il roster è composta da ventiquattro personaggi, tra i più amati della serie Z e anche del nuovo Super, che inserisce all’interno alcuni personaggi di spessore come Hit e Goku Black. La profondità di gioco è incredibilmente strutturata che non finisce mai di sorprendere e rende la completa esperienza molto più gratificante qualora si voglia migliorare il proprio stile di gioco. Anche i neofiti potranno provarci, perché alcune meccaniche sono davvero accessibili, però è probabile che online sarà più dura del previsto se i giocatori sfruttano diverse combinazioni letali. Basterà semplicemente giocarci di più e assimilare un po’ alla volta l’intero sistema, così da riuscire ad avere le proprie soddisfazioni.
9

Eccellente

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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