Divinity: Original Sin II – Definitive Edition – Recensione

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9

Eccellente

Quando un titolo è stato realizzato bene, anche il più inesperto dei giocatori se ne accorge. Molto spesso infatti, capita che un gioco dopo il suo rilascio guadagni così bene in termine di vendite che il supporto non manca ad arrivare sottoforma di correzione dei bug, rilascio di patch per i vari problemi che possono sorgere durante il gioco, espansioni che ne aumentano la giocabilità e, infine, nuove edizioni che comprendono nel loro prezzo tutto quello che vi abbiamo detto poc’anzi. Ma quando il prodotto ha raggiunto ottimi livelli di qualità, può essere  ulteriormente migliorato? Cercherò di rispondere a questo quesito raccontandovi la mia esperienza con Dinvity: Original Sin II – Definitive Edition.

Larian Studios  torna con uno dei suoi titoli di maggior successo in una nuova edizione, come suggerisce il nome definitiva, per quei pochi utenti che non hanno ancora provato Dinvity: Original Sin II. Prima di entrare nel dettaglio delle meccaniche però, sarà meglio fare un piccolo riassunto: la storia  di Dinvity: Original Sin II  ha inizio 300 anni dopo la conclusione degli eventi narrati nel primo gioco di questa serie e ci troveremo  nel mondo fantastico di Rivellion e il potere magico proibito chiamato Source è ancora vietato alla maggior parte della popolazione, essendo un dono degli dei di questo mondo per il suo protettore Lucian.. Quando però quest’ultimo muore il caos si riversa per le strade vomitando creature immonde e pericolose che seminano il panico e la distruzione.  Da qui inizierà la nostra vera avventura, che ci porterà in viaggio attraverso posti diversi che avranno tutti lo stesso scopo: migliorarci affinché potremo divenire il nuovo utilizzatore del Source da superare anche Lucian stesso.

 Ci ritroveremo nell’editor di gioco fornito di tutto quello che ci sarà utile per creare il nostro protagonista dalla A alla Z e, vi posso assicurare, che per coloro che amano le personalizzazioni sarete capaci di perdere anche un’ora prima di ammirare compiaciuti il risultato finale del nostro personaggio. Prima tra tutte, dovremo scegliere la nostra razza tra cinque differenti che sono Elfi, Nani, Lucertoloni, Umani e Non-Morti, ognuna delle quali avrà le sue abilità e caratteristiche che la differenziano dalle altre con cui avrà i suoi punti di forza e le sue debolezze. Se però siete dei tipi impazienti e non vi va assolutamente di perdere tempo con l’editor potrete scegliere uno dei personaggi pre-impostati, così da saltare subito alla storia. Tra le tante novità a disposizione abbiamo l’introduzione di un nuovo livello di difficoltà che va ad unirsi ai già conosciuti Explorer Mode , Classic Mode e Tactician Mode (rispettivamente Facile, Medio ed Esperto) chiamato Story Mode. Questa nuova difficoltà è stata pensata proprio per coloro che preferiscono portare avanti spediti la storia del gioco, facilitandogli il compito con la scomparsa di alcuni enigmi da risolvere o riequilibrando il numero di nemici da affrontare soprattutto se non avremo un livello adeguato al dungeon in corso.

I comandi sono rimasti sempre gli stessi, ma restano comunque facili da padroneggiare, soprattutto grazie ai tutorial molto esaustivi nelle spiegazioni, e potremo sempre condividere l’esperienza di gioco con un amico che in qualsiasi momento potrà impugnare il secondo controller e aiutarci nei combattimenti (in split-screen). C’è da dire che potremo anche partecipare ai mondi di altri giocatori o invitare altri a partecipare al nostro di mondo, ma in questo caso la storia non subirà cambiamenti con quella che avremo svolto durante il nostro gioco. Inoltre, avremo anche una modalità Arena con le sue varie opzioni: la modalità Hot Seat ci permetterà di lottare contro un nostro amico sfruttando un unico pad in una lotta, a turni com’è ovvio che sia, la modalità Deathmatch, dove i partecipanti verranno spinti gli uni contro gli altri fino a che ne resterà solo uno, Kill the King, in cui la squadra dovrà proteggere uno specifico giocatore, e numerose sfide da completare sia in singolo che in multiplayer con 16 personaggi. Non mancheranno le complesse strategie da attuare durante i combattimenti in cui conoscere le debolezze e le resistenze del nemico farà sempre la differenza in battaglia, permettendo così di saper quale incantesimo scagliare per infliggere più danni o su quale nemico è meglio usare la spada piuttosto che l’arco. Tutti i menù di gioco sono facilmente richiamabili tramite la pressione dei tasti LT-RT  permettendo una rapidità nei comandi molto importante e funzionale. 

Dal punto di vista tecnico Divinity: Original Sin II – Definitive Edition si presenta con una grafica che ha raggiunto un ulteriore livello di miglioria, rasentando quasi la perfezione, introducendo il pieno supporto della grafica in 4K e dell’HDR con cui potremo godere appieno di ogni piccola sfaccettatura curate fin nei minimi dettagli rendendo il tutto più che piacevole alla vista. Il comparto audio saprà ammaliarvi piacevolmente con le sue musiche immergendovi ancor di più nelle atmosfere fantastiche di questo mondo tra un’esplorazione e una battaglia all’ultimo sangue. Manca la presenza della lingua nostrana in tutte le forme, e anche se farà storcere il naso a molti comprendo la scelta effettuata dagli sviluppatori che hanno puntato al risparmio in questo caso, anche se però almeno i sottotitoli potevano inserirli.

Pro

  • Tante cose da fare
  • Editor unico
  • Un mondo che vi prenderà totalmente
  • Graficamente perfetto

Contro

  • Mancanza dell’italiano
  • Alcune quest possono annoiare

Commento finale

Divinity: Original Sin II ritorna alla grande con questa nuova e definitiva edizione, completando il cerchio per questo secondo capitolo al massimo delle sue potenzialità. Con l’introduzione di nuove migliore, piccole ma efficaci, che hanno dimostrato ancora una volta come i ragazzi di Larian Studios siano dei gran lavoratori e perfezionisti migliorando ancora una volta quello che era già un gioco incredibile.
9

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