Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory – Recensione

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7

Buono

È da molto tempo ormai che, tra cartoni animati e fumetti, spiccano due nomi di grande calibro che continuano a macinare fan gonfiando i portafogli dei loro creatori. Stiamo parlando, come molti avranno capito, di Pokémon e Digimon, due brand che dalla loro creazione hanno intrattenuto tutti i loro fan con le loro avventure nelle forme più varie. Anche se il primo citato ha un egual successo in entrambi gli emisferi del globo, i Digimon riscuotono un maggiore successo in Oriente. Da qualche anno però questo brand sembra tornato alla ribalta con il rilascio di tre nuovi capitoli, di cui l’ultimo uscito da pochissimo, per la console di casa Sony, sia casalinga sia portatile. Ed è proprio di quest’ultimo capitolo di cui discuteremo in questa recensione. Ecco la mia personale esperienza con Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory.

Grazie all’impegno di Bandai Namco, che non ha bisogno di nessuna presentazione visto il suo enorme successo, possiamo mettere le mani sul secondo capitolo della saga Cyber Sleuth ma, perché c’è più di un ma, avremo la costante sensazione di giocare al suo predecessore. Iniziamo per ordine. Come è successo per il primo capitolo della serie Cyber Sleuth, anche in Hacker’s Memory la storia si svolgerà nel mondo virtuale chiamato Eden. Per chi non lo sapesse, Eden è una piattaforma digitale a realtà virtuale aumentata dove chiunque, una volta connesso dal proprio computer di casa, può passeggiare tranquillamente esplorandolo in lungo e in largo. Purtroppo però, la pace sembra essere ben lontana dal voler restare in questo mondo. Keisuke Amazawa, il nome completo del nostro protagonista, subirà il furto del suo account e, di conseguenza, dovrà utilizzare un account di riserva per potersi connettere di nuovo. Nel periodo in cui egli si trova, questa situazione non è vista di buon occhio perché questo stratagemma è usato comunemente dai cosiddetti hacker che, come è accaduto al protagonista, cambiano vari account ogni volta che compiono un misfatto digitale. Per questo motivo verrà allontanato da tutti i suoi conoscenti, che lo tratteranno peggio di un reietto, abbandonandolo a se stesso. Un misterioso messaggio, inviato da un certo K, gli dirà che il colpevole che lui sta cercando si chiama Yougi Shiga quindi a Keisuke resta solo una cosa da fare per togliersi da questa situazione, ovvero cercare da solo informazioni per risalire al vero colpevole e smascherarlo una volta per tutte.

A dare un ulteriore aiuto al nostro protagonista e al suo gruppo di hacker ci saranno i Digimon partner che potremo avere per tutta la durata del gioco, che oscilla tra le 30 – 40 ore (se si conta solo la storia base ma che aumenteranno se completerete anche le missioni secondarie e collezionare tutti i Digimon e le medaglie). I Digimon in questo capitolo saranno ben 327 tipi diversi, una quantità superiore rispetto al suo predecessore e aumenteranno tramite il rilascio di alcuni DLC. Dopo averne scelto uno tra Tentomon, Gotsumon e Betamon come partner iniziale potremo formare i nostri team portandone con noi fino a 11 esemplari. Per ottenerli basterà semplicemente incontrarli casualmente nelle mappe di gioco per sconfiggerli in combattimento e, non appena compariranno a schermo, il gioco li scansionerà per noi. Non appena la scansione arriverà al 100%, contate che per ogni incontro la scansione aumenterà del 20% o del 25% a seconda della rarità del mostriciattolo digitale, potremo ottenere un Digimon di quella specie tutto per noi. Se saremo pazienti però e lasceremo che la scansione arrivi al 200% il nostro compagno digitale sarà generato con dei parametri migliori rispetto alla sua versione al 100%. Ognuno di loro può avere più di una scelta evolutiva durante la sua crescita e sta a noi decidere quale sarà il Digimon in cui si trasformerà e quale cammino seguire per farlo diventare sempre più forte o quale di loro diventerà colui che abbiamo sempre sognato di avere al nostro fianco, nel mio caso War Greymon ha sempre un posto speciale nel mio cuore. C’è da dire però che per ottenere alcune forme più rare, il Digimon dovrà obbligatoriamente rispettare alcune condizioni, il più delle volte un parametro ad un determinato livello, altrimenti non potrà accedervi

Per far crescere i nostri combattenti dovremo farli scontrare con gli altri Digimon che troveremo sparsi nelle diverse mappe tenendo conto che ognuno di essi avrà un tipo e un elemento che gli forniranno una debolezza, grazie alla quale infliggergli il 50% dei danni in più, e una resistenza, che dimezzerà i danni subiti, durante gli scontri. I tipi sono: Vaccino, Virus, Data e Null. Vaccino sarà forte contro Virus ma debole contro Data, Virus forte contro Data e debole contro Vaccino, Data forte contro Vaccino ma debole contro Data, mentre il tipo Null invece non sarà ne debole ne forte contro gli altri tre tipi e contro se stesso. Gli elementi invece ne sono di più e sono: Fuoco, Erba, Acqua, Elettricità, Vento, Terra, Luce, Oscurità e Neutro. Anche questi, come la classica morra cinese che accompagna tutti gli RPG, avranno una debolezza e una resistenza. Fuoco, Erba e Acqua sono deboli e forti ognuno contro l’altro, ovvero Fuoco prevale su Erba ma non su Acqua ed ecc., stessa cosa per il triangolo Elettricità, Vento e Terra e per il duo Luce e Oscurità, mentre Neutro, come suggerisce il nome, non ha debolezze o resistenze. All’inizio sarà un po’ complicato, ma una volta presa la mano saprete padroneggiare le lotte alla perfezione.

Dal punto di vista tecnico Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory si presenta con una grafica che non aggiunge nulla di nuovo a quello che abbiamo già visto nel suo precedente capitolo. Le ambientazioni dell’Eden sono spoglie, anche troppo, e non sono state aggiunte aree nuove e rilevanti. Anche i personaggi, che risultano leggermente più curati rispetto alle ambientazioni e gli sfondi, risultano non troppo definiti e le animazioni sono legnose in alcuni punti. Anche sul fronte del comparto audio non ci sono novità eclatanti, anche con l’introduzione di nuove musiche. Come accaduto per il primo Cyber Sleuth, e diversamente da Digimon World: Next Order, non c’è nessun tipo di localizzazione in italiano. Il doppiaggio è in lingua madre, ovvero giapponese, mentre i sottotitoli sono in inglese che, nonostante non ostacolino troppo la comprensione, potrebbero rivelarsi un ostacolo per gli utenti che hanno qualche lacuna negli studi di questa lingua.

Pro

  • 327 Digimon tutti da collezionare
  • Una storia alternativa
  • Ci terrà impegnati un bel po’

Contro

  • Troppo riciclato
  • Niente italiano
  • Grafica non troppo curata

Commento finale

Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory è un titolo che, nonostante possa deludere le aspettative molto alte dei fan che non vedevano l’ora di giocarci, può piacere. Anche se le ambientazioni e le meccaniche sanno di già visto, e tanto oserei dire, può essere goduto dai fan che vogliono comunque accaparrarsi una copia del gioco per scoprirne la storia che racconta e i curiosi che non si sono mai approcciati al brand videoludico. Non condivido la decisione di Media.Vision, lo studio di sviluppo, di voler riciclare tutto come nemmeno la mancanza dei sottotitoli italiani da parte di Bandai Namco, ma sono contento che questo capitolo sia arrivato anche da noi non restando confinato nella terra del Sol Levante.
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