Destiny 2 – Recensione

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8

Ottimo

Vista la mole di contenuti presenti in Destiny 2 abbiamo deciso che la cosa migliore è recensire in modo progressivo il titolo, aggiornando l’articolo man mano che i contenuti saranno portati a termine. L’aggiornamento ovviamente sarà segnalato nell’articolo e salvo casi particolari non sostituirà parti già scritte, ma ne aggiungerà di nuove in modo da mantenere una cronologia per una più facile lettura.

Come ho già detto in tante occasioni (ad esempio qui), il mio rapporto con Destiny è sempre stato strano. Un tira e molla continuo che nonostante tutto mi riporta sempre alla saga e che immancabilmente mi ha portato anche al suo secondo capitolo.
Non nego che le mie aspettative erano veramente altissime, complice una beta che non è stata in grado di convincermi pienamente e la speranza che Bungie fosse riuscita a limare quei difetti tecnici e di gameplay che per quanto mi riguarda hanno sempre impedito al titolo di dare il meglio di sé. Dopo un’intensa giornata di gioco posso dire che Bungie è quasi riuscita a stupirmi.

Dico quasi perché rientro in quella nutrita schiera di sfortunati affetti dal temuto bug Cabbage, che vede il mio prode guardiano rispedito in orbita dopo ogni cambio di mappa o filmato o transizione di zona. Ci troviamo de facto davanti al tanto discusso errore Moose che piagava la beta, solo con un nome in codice nuovo e tanta amarezza. Perché all’indomani della beta Bungie spergiurava che la build risaliva a mesi prima, che i bug segnalati erano già stati corretti e che i fan potevano dormire sonni tranquilli. Così non è stato e indubbiamente questo la dice lunga sulla qualità tecnica del lavoro svolto dal team e sull’affidabilità delle comunicazioni da parte loro. Secondo le ultime notizie sembra esserci una correlazione tra l’insorgere del bug e l’uso di modem Technicolor, sfortunatamente molto diffusi tra i provider italiani, e Bungie assicura di essere a lavoro sul problema per rilasciare un fix quanto prima. L’unico palliativo attualmente è disconnettere la console da internet per qualche minuto se si incappa nel problema ed in seguito riavviare il gioco. Una magra consolazione senza dubbio, ed il mio consiglio è di ritardare l’acquisto qualora siate in possesso di uno di questi apparecchi.

Destiny 2Lasciato alle spalle questo fastidioso inconveniente veniamo al titolo vero e proprio. Fin da subito Destiny 2 pone un maggiore accento sulla componente narrativa, con un lungo filmato che apre la scena e presenta la temuta Legione Rossa, una forza d’invasione Cabal determinata e apparentemente inarrestabile. La caduta della Torre, la cattura del Viaggiatore e la conseguente perdita della Luce creano un punto di partenza di forte ed una netta rottura con il passato. Non più immortali e potenziati dalla Luce ci ritroveremo deboli e fragili, in fuga alla ricerca di un rifugio sicuro dove leccarci le ferite e riconsiderare i nostri piani. Troveremo rifugio nella Zona Morta Europea all’ombra di un frammento perduto del Viaggiatore, unica speranza di riottenere i nostri poteri e a tempo debito di sfidare il temibile Dominus Ghaul. Dovremo quindi ricostruire il nostro arsenale e ritrovare i nostri alleati, oramai privati della loro Luce ed in preda ad una profonda crisi riguardo la loro stessa natura di guardiani.

Anche non brillando per originalità, la trama riesce in modo molto efficace a fornire quel contesto narrativo che tanto mancava nel primo episodio. Ogni missione, a prescindere dalla sua importanza, è un passo in avanti verso la riconquista, un tassello essenziale nella storia di una lotta apparentemente senza speranze. Tutto quello che davamo per scontato va adesso riconquistato e da quello che ho potuto vedere finora, l’impresa sarà ardua e richiederà considerevoli sforzi. Recuperare rifornimenti, ristabilire linee di comunicazione, ritrovare alleati perduti, tutto viene finalizzato verso lo scopo finale. Le cutscene, presenti in un numero maggiore rispetto al passato, riescono in modo efficace a creare la giusta atmosfera, narrando una storia di caduta e riscatto presentando un antagonista, Ghaul, determinato ed astuto. La Guerra Rossa, il principale arco narrativo del titolo, è composta da numerose battaglie che concorrono tutte insieme alla riconquista della Torre.

destiny 2Ed è proprio nelle battaglie “sul campo” che il titolo mostra tutto il suo valore. Destiny 2 rappresenta un’evoluzione più che una rivoluzione, un perfezionamento attraverso piccole modifiche che ne esaltano maggiormente il gameplay. A partire dalle novità presenti nelle mappe, complesse, ricche di attività secondarie e possibilità d’esplorazione. In primis le avventure, delle missioni secondarie che offrono una componente narrativa sensibilmente superiore a quella delle vecchie pattuglie e che in alcuni casi ci porteranno ad esplorare alcune delle parti più affascinanti delle ambientazioni. Numerosi eventi pubblici costellano le mappe, e la possibilità di vedere mentre si è ancora in orbita quali eventi stanno per partire e dove, si rivela una graditissima aggiunta per chi vuole evitare di vagare in cerca di attività. Graditissima aggiunta sono anche i settori perduti, dei mini dungeon nascosti all’interno delle mappe, utili per racimolare qualche ricompensa extra. Di assoluta qualità anche la componente visiva e di design delle mappe tra cui spicca Titano, che con la sua base in balia dei maremoti mi ha particolarmente colpito. La contrapposizione tra il paesaggio industriale in rovina ed i suoi futuristici livelli sotterranei è particolarmente suggestiva. La lunga discesa attraverso i poco illuminati cunicoli dei condotti di manutenzione, verso il cuore dell’infestazione dell’Alveare è stata un’esperienza notevole al pari del successivo ritorno alla luce ed al potente spettacolo delle onde che colpiscono la stazione. Di pari potenza è la colonna sonora, che agisce in perfetta sincronia con l’azione a schermo fornendo ulteriore ritmo all’azione. Un’azione che si esprime in una perfetta amalgama di colpi precisi e poteri attraverso un gunplay che appare quasi immutato rispetto al passato, a testimoniare il fatto che in quell’aspetto il team aveva raggiunto un altissimo livello già in passato. Le nuove classi si integrano perfettamente nel panorama precedente e la rinnovata divisione delle armi apre la strada a nuove ed interessanti possibilità, ma saranno necessarie più ore di gioco per capire come questo influenzi il suo gameplay.

destiny 2Per adesso quindi il mio giudizio è sicuramente positivo ma con un grande punto dolente rappresentato dai bug che affliggono la community. Se da un lato è normale che giochi di questo tipo, possano presentare dei bug al lancio, il fatto che questi fossero stati segnalati a gran voce dalla community durante la beta senza che il team fosse in grado di fornire soluzioni diverse da “stiamo indagando” getta spiacevoli ombre sulle capacità di risoluzione e sulla credibilità delle comunicazioni da parte di Bungie. Al netto di questo però, Destiny 2 per adesso si dimostra un gioco che senza distaccarsi in modo netto dal predecessore ne amplifica i punti di forza attraverso modifiche mirate ed efficaci e sopperisce con efficacia a quelle mancanza che lo penalizzavano.
C’è sicuramente ancora tanto da dire e da fare prima di mettere la parola fine alla Guerra Rossa e sono veramente molto ansioso di vedere cosa il gioco deve ancora offrirmi. Al prossimo aggiornamento!

Aggiornamento – 13/9/17

È passata una settimana oramai dal lancio di Destiny 2, ed a questo punto mi sarei verosimilmente aspettato di poter dare un voto all’ultima fatica di Bungie. Purtroppo così non è stato. Non perché non abbia voluto o non abbia avuto il tempo, ma perché dopo 7 giorni il bug Cabbage continua ad imperversare incontrollato all’interno della community.

In questa settimana è stato detto e fatto letteralmente di tutto, con dozzine di teorie più o meno fantasiose sulla reale causa del problema. L’unica cosa costante è stata il rumoroso silenzio di Bungie, che a scadenze semi-regolari ha continuato a ripetere il suo mantra di twitter “Stiamo investigando”. Questo fino alla giornata di ieri, quando dopo una manutenzione durata 7 ore ed una patch di quasi 5 Gb, il team ha elaborato una risposta. Risposta che consisteva nell’ammettere quello che l’utenza sapeva già, che il problema si presenta in particolar modo su modem Technicolor/Thomson proponendo di modificare alcune impostazioni del modem (operazioni già ampliamente provate nel corso delle giornate precedenti senza risultati apprezzabili). Ovviamente la community è stata particolarmente vocale nell’esprimere il suo malcontento per la situazione e per quanto sia normalmente schierato verso la diplomazia, non posso negare che in questo caso la reazione sia più che giustificata.

Bungie era a conoscenza del problema fin dalla “beta” di Luglio, spergiurando di aver risolto i problemi segnalati durante quest’ultima in una rischiosissima manovra di PR. La clientela ha dato fiducia alle parole del team ed ha acquistato il prodotto, sicura che il bug fosse stato risolto. Bug che non solo si è ripresentato al lancio sotto un nuovo nome in codice, ma che dopo una settimana impedisce ancora ad una fetta d’utenza pagante di usufruire del titolo e pretende che sia quest’ultima a darsi da fare con impostazioni e modifiche per poter accedere al titolo. È comprensibile e condivisibile quindi la sensazione di presa in giro causata dai vaghi update di Bungie, quei “stiamo investigando” seguiti dalle più banali delle soluzioni già presenti tra le miriadi tentate dai fan, che fanno temere lo scenario peggiore: Bungie potrebbe non sapere come risolvere il problema. La mancanza di risposte concrete, il dialogo quasi unilaterale intrapreso da Bungie con i suoi “update”, tutto fa presagire che il bug Cabbage non sia passeggero ma condivida la durata del temuto Beaver che affliggeva il primo titolo.

Per quanto la posizione sia scomoda e le notizie spiacevoli, il team deve prendere il toro per le corna e parlare apertamente con la fan base, far capire la gravità e la complessità del problema e qualora non fosse risolvibile iniziare a parlare di rimborsi. Servono risposte concrete per recuperare quella poca fiducia rimasta alla fan base colpita da questo problema, e servono rapidamente.

Aggiornamento 15/9/17

Incurante dei bug, e con l’aiuto di un modem alternativo che mi è stato gentilmente fornito (e ringrazio enormemente la fornitirice), sono finalmente riuscito a portare a termine la campagna. Con queste nuove informazioni mi sento quindi finalmente pronto ad elaboare un parere condesabile in un voto.
Destiny 2 sarà riuscito a superare il primo capitolo?

La seconda metà della campagna ci fa proseguire nella nostra impresa di ricostruire l’ormai distrutta Avanguardia per sferrare finalmente la controffensiva. Al marino Titano segue Nessus, pianeta oramai quasi totalmente convertito da Vex, che alla morfologia già vista in passato nelle zone “macchinaformate” abbina una palette cromatica di assoluto impatto. Il contrasto tra metallo e vegetazione è fortissimo, con i suoi rossi accesi che staccano prepotentemente sul cielo verde acqua. Ancora una volta il design delle zone non delude, creando una mappa fortemente verticale ricca di salti e cunicoli geometrici. I Vex saranno il vostro principale nemico attraverso una lunga serie di avventure, ma per coloro che spingeranno per portare a termine la trama Nessus si rivela una sosta fin troppo breve. Lo stesso si può dire di Io, anche se la cosa non mi è certo dispiaciuta. Io infatti si rivela il pianeta meno “interessante”, con un design che richiama prepotentemente la Venere del primo capitolo (senza però gli agglomerati urbani). Il ritorno sulla Terra invece si dimostra molto più intenso del previsto, grazie ad una serie di missioni particolarmente adrenaliniche e che mettono ulteriormente in luce il gameplay del titolo. La disposizione dei nemici, le situazioni create, tutto contribuisce a creare la piacevolissima sensazione di scontrarsi con un avversario imbattibile e riuscire a trionfare grazie alla nostra abilità ed al nostro equipaggiamento. Bungie è senza dubbio riuscita a trovare il giusto compromesso tra difficoltà e frustrazione, un equilibrio raro che rende l’azione unica ed intensa. Allo stesso modo il potenziamento del personaggio avviene in modo molto più naturale e costante rispetto al passato. Le attività che forniscono ricompense sono davvero tantissime e raggiunto il livello sarete accolti da una pioggia di equipaggiamenti e ricompense di reputazione (quest’ultime a patto che abbiate fatto qualche avventura secondaria). La campagna si conclude degnamente con una missione epica e trionfale, un’assalto disperato alle rovina della Città ed alla roccaforte di Gaul. Una parola va spesa sulla caratterizzazione di Gaul, che viene tratteggiato in modo inaspettato dal titolo rivelando una certa profondità come personaggio. La sua ossessione per il Viaggiatore e la sua Luce, unita al suo bisogno di accettazione, lo rendono un nemico insolito e sotto certi aspetti affascinante. Il rapido finale (forse fin troppo) lascia aperti numerosi interrogativi sul futuro, in particolar modo se avete seguito le varie sottotrame presenti nei pianeti, fornendo tantissimo materiale per il futuro. Per quanto sia soddisfatto della campagna e dello svolgimento della sua trama, avrei preferito che Bungie si fosse ispirata ai suoi cugini di Blizzard, sviluppando il filone principale nel tempo attraverso il rilascio di nuovo content in una sorta di trama stagionale da concludere con lo scontro finale con Gaul. Il concetto di resistenza e ricostruzione, così presenti tematicamente, si sarebbero prestati benissimo a questo tipo di soluzione.

Titoli come Destiny 2 però iniziano davvero alla fine della trama, ed è qui che entrano in scena le numerosissime attività giornaliere. Sebbene non si distacchino nella sostanza da quelle già presenti nel primo titolo, queste attività sono sensibilmente superiori in numero e qualitativamente. La prima e più ovvia e la possibilità di ripetere le missioni principali per ottenere ricompense extra. Queste “meditazioni” coinvolgono ogni giorno 3 missioni diverse, migliorando sensibilmente la situazione rispetto al suo predecessore. A queste si affiancano le sfide, particolari obbieitivi da sbloccare durante le nostre partite, siano esse peregrinazioni per le mappe o assalti. Ogni sfida completata rappresenta un’ulteriore fonte di preziosa reputazione ed un modo per mettere costantemente alla prova la nostra abilità. Non potevano poi mancare gli Assalti, sapientemente posizionati nel segmento finale del gioco. Questo oltre a garantire una maggiore coerenza narrativa (la Guerra Rossa è la priorità assoluta in fin dei conti) riesce a mitigare la sensazione di ripetizione che attangliava il primo capitolo. Qualitativamente gli Assalti si dimostrano all’altezza della situazione, presentando sfide complesse e varie, che metteranno alla prova sia la vostra capacità di fuoco sia i vostri riflessi. Il Pyramidion, nei meandri delle sue geometrie, presenta una serie di trappole ambientali decisamente intriganti, che spezzano piacevolmente l’azione. Certo, non mancano tra tutti questi contenuti le tanto (da me) odiate pattuglie, ma la mole di possibilità alternative (a cui vanno comunque aggiunti i vari settori perduti e gli eventi presenti nelle mappe) le rende facilmente trascurabili. Grazie alla mole di contenuti, ed un raid appena rilasciato, Bungie ha sicuramente guadagnato tempo in attesa del primo DLC del titolo ma è ancora presto per capire se questo basterà a saziare la fame dei giocatori più accaniti.

Pro

  • Gameplay frenetico ed accattivante
  • Comparto audio video eccellente
  • Contenuti numerosi e di qualità

Contro

  • Team poco trasparente nella gestione dei bug
  • Il rischio di stagnazione dei contenuti è comunque presente

Commento finale

Dare un giudizio su Destiny 2 richiede una certa capacità di partizionare il titolo. Da un lato infatti abbiamo un gioco che supera il suo predecessore in quasi ogni aspetto, offrendo un gameplay validissimo ed apportando numerose migliorie dal punto di vista dei contenuti sia come qualità che come quantità. Il comparto audio visivo è senza dubbio meritevole, unendo paesaggi suggestivi ad una colonna sonora di assolutà qualità. Dall'altro però è impossibile non ricordare la mole di bug e crash che ancora affligono una nutrita fetta d'utenza, la scarsa qualità della comunicazione dimostrata dal team e l'incognita rappresentata dal futuro, tutti presagi di una storia che si ripete senza che il team abbia imparato a sufficienza dal passato. Come procedere quindi? Semplicemente valutando quello che Destiny 2 è in questo momento: un titolo che presenta alcuni difetti tecnici sicuramente non trascurabili ma senza dubbio risolvibili, e che al tempo stesso riesce ad innalzarsi sul suo predecessore grazie al suo gameplay ancora più raffinato ed ai suoi numerosi e ottimi contenuti. Un acquisto obbligato per i fan del primo capitolo ed un ottimo punto d'ingresso per chi vuole iniziare ora la sua avventura da Guardiano.
8

Ottimo

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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