Destiny 2: La Maledizione di Osiride – Recensione

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5

Mediocre

Non è un momento facile per Bungie, che vede il suo ultimo titolo Destiny 2 al centro di un turbine di lamentele e recriminazioni. Un insolito mix di scelte di sviluppo sbagliate, pessima comunicazione con la fanbase e forse quella che può essere chiamata totale incapacità di supportare adeguatamente la loro opera, sta inesorabilmente deteriorando le ottime basi di partenza che abbiamo avuto modo di osservare a Settembre. Per questo motivo il primo dlc doveva riuscire nel non facile compito di segnare un punto di svolta, un’inversione di tendenza in grado di risollevare le sorti di quello che sembra un titolo oramai dimenticato.

Mi dispiace dire che Bungie ha mancato il bersaglio di diverse leghe.

Ambientato dopo il termine della campagna base il dlc ci porterà ad esplorare l’assolato Mercurio, alla ricerca dell’enigmatico Osiride nella sua lotta contro la minaccia dei Vex. Dovremo quindi attraversare la misteriosa Foresta Infinta, un potente motore di simulazione, per impedire quello che sembra un futuro inevitabile. Se questo vi sembra il tipico incipit di ogni missione che riguarda i vex non vi sbagliate, perché l’intero contenuto tradisce uno scarso impegno profuso nella creazione di nuovi contenuti, tendenza che storicamente ha caratterizzato le “espansioni minori” della saga e che questa volta si fa sentire in modo molto più marcato rispetto al passato a causa dello stato precario in cui si trova il titolo. La main quest è completabile in poche ore e riesce al tempo stesso a rivelarsi povera di contenuti ma si lascia andare troppo spesso a lungaggini inutili, in particolar modo nelle fasi centrali della storia. La discutibile scelta di riciclare uno degli assalti del gioco base, trasformandolo in una missione, e contemporaneamente di riclicare una missione del dlc per farla diventare un assalto è sintomo di uno sviluppo superficiale e privo di reali idee alla base. Mercurio stesso è una mappa minuscola, la cui dimensione è artificiosamente amplificata dall’impossibilità di utilizzare l’astore al suo interno. Lo stesso problema si riscontra nella trama, in particolar modo per quanto riguarda Osiride. Figura particolarmente importante nella lore del gioco, che da tanto tempo chiedeva a gran voce un approffondimento, Osiride appare mal caratterizzato e con un ruolo poco più che marginale.

Questo dlc inoltre fallisce nel delicatissimo compito di ridare vita all’end game, proponendo alternative inadeguate e poco ispirate. A partire dalla goffa introduzione della playlist di assalti eroici, che si limita a potenziare i nemici dei vecchi assalti scartando il sistema dei modificatori del primo capitolo che avrebbe indubbiamente donato una maggiore rigiocabilità. Le nuove avventure eroiche, ambientate all’interno della Foresta Infinita, sono troppo brevi e incredibilmente ripetitive nonostante la loro generazione procedurale. Il limite di una al giorno inoltre tronca le gambe a quella che poteva essere una feature particolarmente interessante se supportata a dovere. La possibilità di affrontare una sfida ogni volta diversa, magari impostando manualmente diversi modificatori, avrebbe offerto profondità a quello che invece si riduce ad un semplice percorso che a causa del suo level design poco ispirato finisce per essere una sequenza di corridoi ed arene.

Unico punto di vero pregio della produzione è il comparto visivo. Nonostante la sua dimensione ridotta, Mercurio riesce ad offrire scorci particolarmente evocativi e ricchi di quelle suggestioni che hanno sempre valorizzato il titolo. La nuova zona esplorabile, con le sue rovine spazzate dal vento e dalla sabbia riesce a trasmettere tutto il misticismo legato al personaggio di Osiride. In particolare Mercurio del passato, con i suoi colori vibranti e le sue atmosfere naturali si distacca in un modo netto dalle forme geometriche e meccaniche di quella gigantesca simulazione che prende il nome di Foresta Infinita.

Pro

  • Scenari evocativi e ricchi di suggestioni

  • Gunplay sempre appagante

Contro

  • Pochissimi contenuti e di qualità non ottimale

  • La scelta di bloccare anche vecchi contenuti dietro l'acquisto

Commento finale

La Maledizione di Osiride concentra tutte le problematiche che attanagliano il titolo di Bungie, esasperandone in questo modo il peso negativo. Anche se era irreale aspettarsi che un semplice dlc potesse risolvere l'enorme mole di problemi che in questi mesi attanagliano il titolo, la delicatissima situazione in cui versa il gioco avrebbe richiesto una cura ed una mole di contenuti molto maggiore rispetto a quella offerta. I pochi contenuti non riescono a fornire una valida motivazione per tornare sul titolo per più di qualche breve ora, tratteggiando un futuro non esattamente roseo per il titolo. A questo si aggiunge la discutibilissima scelta di bloccare l'accesso a numerosi contenuti (in particolare le versioni autorevoli del Raid) a tutti coloro che non hanno acquistato il contenuto extra, tagliandoli così fuori da contenuti accessibili fino al giorno prima. Con un solo dlc rimasto nel season pass, previsto per la primavera 2018, è molto difficile immaginare un futuro roseo per il titolo se non a seguito di un deciso cambio di rotta da parte del team di sviluppo.
5

Mediocre

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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