Destiny 2: I Rinnegati – Recensione

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7.5

Buono

Si è parlato veramente tanto di Destiny 2 nell’ultimo anno. Dopo una buona accoglienza da parte della critica, il titolo di Bungie ha iniziato un lento declino per via della sua incapacità di mantenere l’attenzione del pubblico sul lungo periodo. Un endgame non all’altezza, la mancanza di molte feature presenti nel primo capitolo, 2 dlc tutto considerato mediocri ed una pessima comunicazione da parte del team di sviluppo hanno contribuito a far diventare Destiny 2 un titolo emblematico e sinonimo di delusione.
Era quindi scontato che la prima grande espansione, I Rinnegati, avesse lo scomodo compito di risollevare un titolo che sembrava oramai una causa persa e dare prova che Bungie è riuscita ad imparare dai suoi errori.

 

Cominciamo quindi con la campagna principale, che si è dimostrata per adesso il pezzo forte dell’espansione. La scomparsa di Cayde-6 funge da catalizzatore per la trama che ci vedrà a caccia dei suoi assassini nella Riva Contorta, una landa desolata e dominata dai temibili Baroni. Queste grottesche creature, delle versioni non morte dei Caduti, sono i leader della fazione degli Infami e la loro sconfitta è la condizione essenziale per aprirci la strada verso il redivivo Uldren Sov e vendicare così Cayde. Protagonisti assoluti diventano quindi i Baroni che con le loro boss battle scandiscono la nostra progressione, occupando un ruolo centrale nell’espansione grazie all’eccellente caratterizzazione sopra le righe (che strizza l’occhio ai tipici cattivi dei comics). Avremo così 8 differenti sfide, ognuna costruita attorno alle caratteristiche del Barone prescelto: ad esempio per affrontare la Centaura dovremo inseguirla a bordo di un Barracuda in una distesa tossica; il Tiratore creerà cloni olografici (ma ugualmente letali) per cercare di stanarci; il Boia sfrutterà la sua potenza fisica e l’arena ristretta per metterci in difficoltà. Se quindi i boss sono decisamente ben realizzati, lo stesso non si può dire dei nemici comuni. La fazione degli Infami infatti ricalca troppo spesso i comportamenti di altre fazioni, mischiando troppo poco le carte in tavola per riuscire a far sparire una generale sensazione di già visto. Sebbene il movente della vendetta non sia esattamente originale, il team è ugualmente riuscito a trovare la giusta spinta per i giocatori e l’uso di toni più cupi crea una storia che alla sua conclusione non lascia spazio per la celebrazione della vittoria ma piuttosto proietta ombre sul futuro stesso dell’Avanguardia.

Alla valida campagna fa seguito un endgame che cerca di rimediare ai numerosi errori del passato, dedicando una zona intera a questa fase del gioco a dir poco cruciale. La Città Sognante è una zona ad altissimo livello di sfida, accessibile solamente in seguito al completamente di una serie di missioni ad essa dedicata. Una volta arrivati nella nuova zona il primo impatto è stato senza dubbio impressionante. Il suo aspetto onirico contrasta ferocemente con il livello di sfida offerto dai nemici della zona. Pensata interamente per giocatori che hanno raggiunto (o superato di poco) il soft cap settato a 500 luce, la Città mette duramente alla prova il nostro equipaggiamento facendoci guadagnare ogni singolo miglioramento con sudore e sangue. Ugualmente interessante si è dimostrata la modalità Azzardo, che vede due squadre sfidarsi in una particolare variante della tipica modalità orda. Oltre che sbarazzarci della minaccia offerta dall’IA dovremo guardarci le spalle dalle possibili invasioni del team nemico, che cercherà di uccidere i nostri compagni di squadra in modo da rallentare i nostri progressi. Questa formula ibrida, che mischia pvp e pve, si è dimostrata abbastanza divertente e facilità la partecipazione di quei giocatori refrattari alle modalità spiccatamente pvp. Sebbene queste nuove attività si stiano dimostrando meritevoli sul breve periodo, è difficile non guardare al futuro con diffidenza visti i precedenti di Bungie. La Città Sognante è un ottimo punto di partenza per tutto il segmento end game, ma il team dovrà dimostrarsi in grado di supportarlo in modo costante ed efficace e non soltanto attraverso i dlc del nuovo season pass.

I Rinnegati non offre solamente nuovi contenuti, ma anche diverse modifiche al gameplay ed al bilanciamento generale oltre ad una nuova categoria di armi. L’arco fa il suo ingresso con prepotenza nel nostro arsenale, e devo dire che nonostante il mio scetticismo iniziale si è dimostrato una validissima aggiunta. Combinando una gittata considerevole ad una buona potenza offensiva (adoro le frecce con la punta esplosiva) questa semplice arma si dimostra perfettamente in grado di eliminare i nemici non solo sulla lunga distanza, ma anche sulla media grazie ad un rateo di fuoco tutto sommato accettabile. Il nuovo sistema di equipaggiamenti, che divide le armi in primarie e secondarie e le slega parzialmente dalla divisione in cinetiche ed energetiche, ci permette una maggiore personalizzazione del nostro guardiano e nella costruzione delle nostre build. Anche il sistema di potenziamento dei vari equipaggiamenti è cambiato, proponendo una divisione in livelli di potenziamento parallela all’infusione. Se con la seconda potremo aumentare il livello di luce, i livelli di potenziamento migliorano in modo diretto una caratteristica dell’oggetto dandoci modo di migliorare ulteriormente i pezzi più potenti del nostro arsenale. Purtroppo, il sistema di potenziamento richiede una quantità veramente considerevole di materiali già dopo i primi livelli, frenando l’entusiasmo inziale e dando immediatamente la sensazione di una scelta motivata dalla necessità di allungare artificialmente le tempistiche. Lo stesso accade con le nuove specializzazioni delle sottoclassi, limitate dalla possibilità di acquisirne al massimo 1 a settimana. Se a questa insolita scelta si aggiungono le difficoltà dimostrate da Bungie nel mantenere un bilanciamento tra le varie classi, la paura di investire tempo e fatica per sbloccare una specializzazione potenzialmente inutile è considerevole.

Stilisticamente parlando, le nuove zone confermano l’abilità del team nel level design e la qualità della direzione artistica. La Riva Contorta, con i suoi toni viola ed il suo aspetto desolante, si presta magnificamente ad essere teatro della nostra vendetta. Le costruzioni dei caduti si fanno spazio tra i profondi crepacci e le rovine dell’Atollo, con passerelle arrugginite che uniscono le varie isole di pietra. A questi spazi aperti si contrappongono le tinte arancioni dei vari interni che alternano corridoi claustrofobici ad inaspettati spiazzi che sfruttano la morfologia irregolare della zona. La Torre di Guardia, teatro dello scontro finale, si distacca con forza dalle architetture precedenti richiamando la fantomatica età dell’oro della mitologia del titolo con le sue colonne e le sue volte ricche di decori ormai in rovina. La stessa cura è stata messa nei nostri antagonisti che nonostante ricalchino la struttura base dei Caduti, sono ricchi di dettagli inquietanti che trovano il loro apice nei vari Baroni. Il lato audio offre una colonna sonora eccezionale, che sottolinea perfettamente l’intensità e l’epicità dell’azione, conferendo la giusta carica al giocatore ed il doppiaggio trasmette una buona intensità emotiva. Purtroppo, il lato tecnico è ancora oscurato da diversi errori che ancora permangono dopo quasi un anno (cabbage su tutti), dando dimostrazione di una scarsa capacità del team di ascoltare e di risolvere i problemi del titolo.

 

Pro

  • Campagna avvincente
  • Design sempre all’altezza
  • Endgame convincente

Contro

  • Dubbi sul supporto futuro
  • Tendenza al gating ed al grind
  • Problemi tecnici irrisolti dal day one

Commento finale

I Rinnegati rappresenta indubbiamente un punto di svolta per Destiny 2, una sorta di scommessa che non è facile fare a cuor leggero. Al netto di numerosi elementi positivi, si intravede lo spettro della più corposa mole di errori passati che si concretizzano in un bilanciamento che tende in modo esagerato alle pratiche del grind e del gating per rallentare il progresso dei giocatori, facendo così presagire un supporto non proprio eccellente dei nuovi elementi di merito. Vogliamo comunque dare fiducia al team promuovendo (seppur con qualche riserva) il lavoro svolto con I Rinnegati e sperando che questo sia l’inizio di una nuova stagione positiva per questo polarizzante titolo.
7.5

Buono

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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