Crash Bandicoot: un nome che dentro di sé racchiude anni e anni di storia videoludica. Pubblicato per la prima nel 1996 esclusivamente per PlayStation, Crash è diventato, nel corso degli anni, una vera e propria icona della console Sony. Visto il grande successo ottenuto dal primo capitolo Naughty Dog, lo sviluppatore americano conosciuto oggi per aver dato vita a capolavori come la serie di Uncharted e The Last of US, pensò, all’epoca, di sfruttare il successo del brand Crash creando gadget a tema e soprattutto vendette la licenza ad altre software house che a loro volta la sfruttarono – questo accade ancora oggi – per dar vita a nuove ed entusiasmenti avventure del simpatico Bandicoot. Peccato però che la qualità dei titoli sfornati dagli altri sviluppatori non si avvicina nemmeno per idea a quella del capitolo originario. E con l’arrivo sul mercato di PlayStation 2 e PlayStation 3 e Xbox 360 il genere platform, a cui Crash apparteneva, venne quasi dato per morto. Perché il mercato di quegli anni si era spostato su altri generi videoludici. Dopo un periodo di monotonia le software house  hanno pensato di tornare alle origini proponendo ai propri utenti videogiochi rimasterizzati, ovviamente tutto con una qualità migliore. Questo è il caso di Crash Bandicoot N-Sane Trilogy che ha fatto il suo esordio la scorsa settimana anche su Xbox One e Xbox One X. Essenzialmente il titolo offre un’esperienza di gioco simile ai capitoli originali, ma con una veste grafica nuova e un set di animazioni completamente rivisti in chiave moderna.

  • Craaaaaaaaaaaassh Bandicoooooooooot!

Crash Bandicoot N-Sane Trilogy di cui, in questa recensione, andremo a parlare è in realtà il porting della versione uscita lo scorso anno su PlayStation 4. Le novità riguardanti il gioco sono in fin dei conti poche: un nuovo livello aggiuntivo, gratuito, e disponibile comunque anche sulla console Sony, e l’aggiunta della tecnologia HDR.

Crash Bandicoot N-Sane Trilogy propone il ritorno di Bandicoot, personaggio creato dal dott. N. Cortex, che ha  l’obiettivo di conquistare il mondo. A causa di un guasto, però, la sua creatura riesce a scappare e per una serie di situazioni diventa il nemico numero uno del suo creatore. In poche parole: l’obiettivo del gioco è quello di riuscire a fuggire dai nemici e sventare i piani del malvagio Cortex, sconfiggendo prima i suoi scagnozzi e poi, alla fine, lui. Crash Bandicoot N-Sane Trilogy La difficoltà del gamplay è rimasta invariata, infatti risulta non propriamente facile in certi frangenti e in molti tratti può diventare anche frustrante. Ma si sa il primo Crash non è semplice e mette sul piatto delle sfide da superare decisamente difficili rispetto ai capitoli successivi. Gli sviluppatori, inoltre, hanno inserito anche le reliquie a tempo, che non erano presenti nella versione originale, rendendo così l’esperienza ancora più gratificante (ma anche più complicata). Dopo aver sconfitto il primo boss, il gioco ci consente di sbloccare Coco, personaggio utilizzabile al posto di Crash ma che, tutto sommato, con le abilità e le movenze e molto simile a lui.

  • Crash, perché vuoi rovinare sempre i miei piani?!

Nella Crash Bandicoot N-Sane Trilogy ovviamente sono presenti anche il secondo e il terzo capitolo della serie, che secondo i fan e la critica videoludica sono i due titoli più amati perché al loro interno contenevano nuove, e diverse, dinamiche di gioco. Infatti Crash diventò un vero e proprio fenomeno videoludico con l’uscita del secondo capitolo. Mentre il terzo lo consacrò, nel mondo, come icona videoludica della PlayStation.  Crash Bandicoot N-Sane Trilogy La storia di Crash 2, invece, mostra il ritorno del dott. Cortex (ma va!) che questa volta ha l’obiettivo di rubare dei cristalli che aumentarebbero il suo potere e finalmente gli permetterebbo di conquistare il mondo. Nel terzo, e ultimo capitolo, di Crash Bandicoot N-Sane Trilogy abbiamo la possibilità di muoverci nel tempo, passando così in un batter d’occhio dal medioevo al futuro, dove incontreremo i boss più famosi del mondo Crash. Come abbiamo detto in apertura, la differenza con la versione PS4, uscita ormai un anno fa, è il livello Future Sense, quello di Crash 3: Warped. L’ispirazione a Stormy Ascent è palese: gli sviluppatori hanno voluto ricreare un livello difficile e più in linea con quelli del primo Crash, utilizzando però le abilità, i nemici e le ambientazioni del terzo capitolo.

  • Versioni Xbox One e Xbox One X a confronto

Come è stato per PlayStation 4 lo scorso anno, che supportava anche la sua versione potenziata, anche su Xbox il gioco possiede due versioni, una migliore su Xbox One X e quella standard su Xbox One. Le abbiamo provato entrambe e possiamo dire che le differenze ci sono e sono decisamente notabili. La versione Xbox One S ha dalla sua parte, rispetto a quella per PlayStation 4, l’HDR. Mentre la risoluzione di gioco e il valore del framerate sono simili. Invece la differenza di qualità si nota tra la versione Xbox One X  rispetto a quella  PS4 Pro.  Innanzitutto la console di Microsoft supporta il 4K e quindi offre una maggiore pulizia degli ambienti, ombre più definite e un miglioramento alle texture. L’HDR, aggiunto anche su PlayStation 4 Pro, svolge egragiamente il suo lavoro  mettendo su schermo dei colori troppo luminosi, fastidiosi e poco gradevoli. Paradossalmente per quanto comunque il gioco sia nato su PlayStation, la versione Xbox One risulta qualitativamente migliore. Alcuni movimenti, salti, risultano più precisi se fatti con il joypad di Xbox One rispetto a quello PlayStation 4, in quanto offre gli analogici in una certa posizione, non allineati, che aiutano e non poco ad indirizzare il personaggio nella giusta direzione.