Cinquanta sfumature di rosso – Recensione

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Cinquanta sfumature di rosso (ovvero Fifty shades freed dove “freed” sta per “schiavo liberato”). Tornano in scena Mrs e Mr Grey provenienti direttamente dal secondo capitolo della saga (che al cinema ha incassato ben 381 milioni di dollari nel mondo) per una “sfumatura di rosso” venata di giallo. Eh si perché in questo ultimo capitolo torna Mr Hyde (Eric Johnson – Smalville, Alcatraz, Supernatural, Criminal minds), l’ex capo di Ana, pronto a vendicarsi di più di una cosa – niente spoiler, promesso!

La trama: Christian Grey (Jamie Dornan – Robin Hood, Marie Antoinette, Il sapore del successo) e Anastasia Steele (Dakota Johnson – Suspiria, Single ma non troppo, Ben & Kate) si sposano e coronano così il loro sono d’amore. Durante la luna di miele europea tra gli occhi e passeggiate romantiche scatterò un po’ di tensione: l’ex capo di Ana, Hyde è pronto a tutto pur di vendicarsi della donna che gli ha fatto perdere il posto di lavoro.

Al di là di tutti commenti pretestuosi, la saga di Cinquanta sfumature (letteraria) non ha “solamente” “sdoganato” le pratiche bdsm vendendo oltre 125 milioni di copie ma è entrata nell’immaginario collettivo al pari di Pretty Woman o di altri film (decisamente più politically correct) di genere. La saga resta un record per i numeri macinati visti anche i biglietti staccati (per il primo capitolo, “Cinquanta sfumature di grigio“, gli incassi compleasivi sono stati di 571 milioni di dollari) ma non detiene il primato di aver portato le pratiche bdsm sul grande schermo – prima dei signori Grey ricordiamo pellicole come “Secretary” (2002) con protagonisti Maggie Gyllenhaal e James Spader, ad esempio, o “Killingme softly” (2002) con Heather Graham e Joseph Fiennes in scena… Insomma se il periodo del cinema (italiano e americano) post scandali, non è dei più felici – tanto che Katherine Blakeman, direttrice delle comunicazioni del Centro nazionale per lo sfruttamento sessuale degli Stati Uniti ha espresso il suo allarme sui film di genere – è anche vero che dobbiamo imparare che è un film resta pur sempre un film. Altrimenti il genere horror sarebbe da bandire… Colonna sonora (parziale) affidata a Danny Elfman (Mission Impossible, Mars attack, Buffy l’ammazzavampiri, American Hustle, Motel Woodstock). Per gli amanti del genere (filmico – letterario).

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Stefano Labbia
Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale d'Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore”, nel 2016 per Casa Editrice Leonida cui è seguita la sua seconda silloge poetica dal titolo "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni), l'anno successivo. Il suo romanzo "Piccole Vite Infelici" (Elison Publishing) ha vinto il Premio Elison 2017 - miglior romanzo inedito. Nel 2018 uscirà una raccolta di racconti, "Bingo Bongo & altre storie" (Il Faggio Edizioni), "Vivo!" (PubMe - Collana "Il Piacere di Scrivere") e per LFA Publisher, la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo "Killer Loop'S".

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