Castle Torgeath: Descent into Darkness – Recensione

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5

Mediocre

Il mercato moderno offre tantissimi titoli diversi, ma cosa più importante offre una possibilità rapida e diretta di comparazione quando si deve scegliere cosa acquistare. Seppure non infallibile, questo sistema rappresenta spesso quello più utilizzato e si dimostra un setaccio particolarmente efficace nel mare delle offerte odierne. Il prezzo. Quando si è in dubbio su due (o più titoli) simili per intenti, il prezzo rappresenta spesso un modo diretto per contestualizzarne i pregi ed i difetti, attraverso la domanda “perché dovrei comprare A al posto di B?”. Questa domanda mi ha attanagliato durante la mia partita a Castle Torgeath, ma purtroppo non sono riuscito a trovare un motivo valido per consigliarlo su una produzione di pari costo se non la nostalgia.

Castle Torgeath è un gioco con meccaniche molto semplici e dirette. Intrappolati nelle segrete di un enorme castello, senza la possibilità di tornare indietro, dovremo farci strada attraverso il tipico repertorio di trappole, mostri e pericoli per riguadagnare la libertà. Armati inizialmente di una spada, una torcia e una magia, saremo chiamati a perlustrare con attenzione i numerosi corridoi e le stanze presenti, alla ricerca di chiavi o indizi su come proseguire. La visuale in prima persona aumenta il coinvolgimento facendo sentire maggiormente l’atmosfera di pericolo incombente nonostante l’aspetto visivo essenziale ma efficace, che volutamente ricerca il feeling retro di titoli come King’s Field o Hexen. Il costante pericolo rappresentato dal graduale spegnimento della nostra torcia, dalla fame che ci obbliga a rovistare nelle segrete alla ricerca di cibo e dall’altissima pericolosità delle trappole, creano il giusto mix di tensione che caratterizza l’esplorazione di questo genere di titoli. Purtroppo il gameplay non riesce a dimostrarsi all’altezza.

Il vero problema di Castle Torgeath risiede infatti nella sua incapacità di trasmettere un senso di progressione al giocatore e nel suo sistema di combattimento. Le mappe, enormi e labirintiche, sono piagate da corridoi fin troppo uguali, che rendono esageratamente difficile l’orientamento. Una palette cromatica troppo uniforme complica inutilmente la vita al giocatore, facendo passare inosservate chiavi necessarie alla progressione e aumentando il tempo trascorso a vagare alla ricerca di un possibile indizio. Questo crea un fastidioso senso di mancanza di scopo nelle azioni del giocatore. L’esplorazione si riduce così alla ricerca di una porta chiusa, inequivocabile segnale che si sta andando nella direzione giusta. Il sistema di combattimento, al netto dei suoi diversi tipi di attacchi, è fin troppo semplice e finisce ben presto per essere una continua ripetizione di: indietreggiare ed affondare o lanciare una magia. Ma senza un sistema di sviluppo del personaggio soddisfacente, se non limitatamente alla possibilità di assegnare alle statistiche senza mai spiegare in modo accurato questa possibilità, i combattimenti diventano rapidamente tediosi e ripetitivi.

Pro

  • Atmosfera ben riuscita
  • Mappe intricate
  • Richiesta economica contenuta…

Contro

  • …ma per quel prezzo c’è di meglio sul mercato
  • Combat system monotono
  • Nessun senso di progressione

Commento finale

Se si considera che il Dungeoneering Studios sono composti da solo 3 persone, il livello raggiunto da Castle Torgeath è tutto considerato notevole, vista anche la rapidità nello sviluppo di nuovi aggiornamenti che potrebbero migliorare l’esperienza. Ma allo stato attuale resta veramente difficile consigliarne l’acquisto se non per nostalgia verso il genere o per premiare il lavoro del team. Il mercato è fin troppo ricco di titoli sensibilmente superiori allo stesso prezzo.
5

Mediocre

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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