Caparezza – Prisoner 709 – Recensione

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9

Eccellente

Caparezza, al secolo Michele Salvemini, è tornato con un disco più che mai maturo. Perché sì, il celebre artista di Molfetta è cresciuto nel tempo insieme al suo pubblico, da quando nel lontano 1995 si faceva ancora chiamare Mikimix, riuscendo a proporre e pubblicare contenuti sempre più profondi. Caparezza è uno di quegli artisti a cui i contenuti non sono mai mancati: anche in Fuori Dal Tunnel, brano diventato tormentone nel 2011, Capa proponeva una critica pesante e neanche tanto velata, nascondendola dietro un ritmo orecchiabile e a una metrica dal ritmo incalzante.

A distanza di tre anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco, Museica (capolavoro assoluto), Caparezza è tornato con Prisoner 709, un album che, per essere capito e apprezzato, richiede la conoscenza dei motivi che hanno portato l’artista pugliese alla sua realizzazione.  Da qualche tempo, infatti, Caparezza soffre di un brutto male denominato acufene, un ronzio continuo che sente nell’orecchio. L’Acufene di Caparezza è causata dall’abuso di volumi di ascolto troppo alti e non esiste cura che possa guarirlo da questo male (consiglio di ascoltare il brano Larsen). Quindi che fare? Ritirarsi e chiudere la carriera qui o andare avanti? Caparezza ha fatto la scelta migliore che potesse fare: “vomitare” quello che ha detto in rime, con senso e ordine, come è sempre riuscito a fare nella sua carriera.

Prisoner 709 è un disco introspettivo di Caparezza dove vengono messe a confronto diversi aspetti dell’artista e dell’uomo Michele Salvemini. Non mancano inoltre riferimenti alla psicologia e a tanti “mali” che oggi affliggono la società moderna. Come la copertina dell’album “ispira”, siamo prigioneri di gabbie mentali e ogni brano riesce ad analizzarne una, qualche volta in maniera più ironica, qualche altra in maniera più seria e cupa.
Non mancano inoltre collaborazioni importanti come Darryl Mc Daniels dei Run DMC, Max Gazzè e John di Leo, in un mix di generi in un solo album che riescono a integrarsi tra loro e che, nonostante le tematiche “pesanti”, riesce a farsi ascoltare con leggerezza e con piacere.

Tracklist

Prosopagnosia (capitolo: il reato) feat. John De Leo
Prisoner 709 (capitolo: la pena)
La caduta di Atlante (capitolo: il peso)
Forever Jung (capitolo: lo psicologo) feat. DMC
Confusianesimo (capitolo: il conforto)
Il testo che avrei voluto scrivere (capitolo: la lettera)
Una chiave (capitolo: il colloquio)
Ti fa stare bene (capitolo: l’ora d’aria)
Migliora la tua memoria con un click (capitolo: il flashback) feat. Max Gazzé
Larsen (capitolo: la tortura)
Sogno di potere (capitolo: la rivolta)
L’uomo che premette (capitolo: la guardia)
Minimoog (capitolo: l’infermeria) feat. John De Leo
L’infinto (capitolo: la finestra)
Autoipnotica (capitolo: l’evasione)
Prosopagno sia! (capitolo: la latitanza)

9

Eccellente

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