BlazBlue: Cross Tag Battle – Recensione

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7.9

Buono

Oggi se si guarda al panorama picchiaduro bidimensionale è impossibile non incrociare il nome di Arc System Works, studio di sviluppo asceso al successo con saghe come Guilty Gear e BlazBlue, ma anche per aver pubblicato su console i prodotti di altri team incapaci di controbattere allo strapotere di marchi storici e popolari come quelli annoverati dal portfolio di Capcom.

BlazBlue: Cross Tag Battle nasce proprio come dimostrazione del successo dei rapporti maggiormente proficui intrattenuti da Arc System Works con diverse compagnie, tutte rappresentate in questo videogioco dagli eroi di IP differenti: si va dal ben noto BlazBlue (di cui il gioco eredita, furbamente, il nome) a Persona 4 Arena co-prodotto con Atlus, passando per Under Night In-birth di French Bread (gli autori del mai troppo apprezzato Melty Blood) e arrivando ad un’inedita collaborazione con l’apprezzatissima serie 3D statunitense (ma in stile spiccatamente manga) di Monty Oum, RWBY. Un unico tetto per tanti eroi, con un numero di personaggi pronti a sfilare sulla sua passerella digitale che si aggira attorno alla 40ina; tutto questo sarebbe ancora più vero se non fosse che più della metà di questi sono stati furbamente (!) preclusi ai giocatori e venduti in pacchetti DLC da comprare a parte. Una politica avvilente che fa oltretutto puntare il dito sull’ampio riutilizzo di asset (scenari 3D, musiche, pixel-art) di cui BlazBlue: Cross Tag Battle si mostra sfacciatamente colpevole. Sarebbe infatti ingiusto non far notare fin da subito la presenza di un enorme pachiderma rosa in mezzo alla stanza, quando si guarda a questa produzione.

Non puoi evadere dall’incrocio dei destini!

Ma…fortunatamente Arc System Works è riuscita a proporre un prodotto più che soddisfacente sotto il profilo ludico, e sebbene non si presenti come il più virtuoso (o anche semplicemente consumer friendly) picchiaduro bidimensionale sulla piazza, possiamo assicurare che le premesse di BlazBlue: Cross Tag Battle sono più che soddisfacenti per chi fosse alla ricerca di un videogioco accessibile, ma comunque caratterizzato da una notevole profondità. Un po’ come il ben più noto Dragon Ball FighterZ di Bandai Namco (di cui Arc System Works è comunque sviluppatore), anche in questo caso viene proposto un sistema di combattimento basato non solo sull’esecuzione di combo tramite un moveset grandamente semplificato, ma anche sulla collaborazione fra i due guerrieri scelti per ogni scontro. Com’è intuibile dal titolo, la parola “tag” non è lì solo per far scena, ma dichiara fin da subito gli intenti di una meccanica ludica davvero ben riuscita. Durante gli scontri ci si può alternare con un partner scelto fra i diversi universi partecipanti, ma anche richiamarlo durante l’azione (in ben tre varianti di colpi differenti, con addirittura la possibilità di scambiarsi “on air”) per creare l’occasione di creare nuove concatenazioni e combinare gli effetti delle mosse più devastanti. Sebbene questa filosofia non sia poi nulla di nuovo, specie in un mondo dove Capcom ha incrociato i suoi personaggi più famosi con volti provenienti da fumetti e animazione, bisogna ammettere che il ritmo del picchiaduro Arc System Works regge benissimo il confronto, tanto da porsi ben al di sopra della media degli ultimi esperimenti della ben più conosciuta compagnia videoludica (qualcuno ha detto Marvel Vs Capcom Infinite?). Come di norma in casa Blazblue, anche questo videogioco permette a chiunque di avvicinarsi alle meccaniche base e apprendere i primi rudimenti di ogni specifico eroe grazie ad una completissima modalità dedicata al tutoraggio e a un buon numero di missioni dedicate ad ogni combattente. Basta dedicarsi qualche ora alla scoperta di ogni guerriero per accorgersi di come dietro ad una mise decisamente accattivante e user friendly si nasconda un picchiaduro dalle meccaniche stratificate, in grado quindi di dare grande libertà a smanettoni e cultori del genere.

Quel che duole ammettere, tuttavia, è la quasi totale mancanza di modalità single player degne di nota e una volta completata, la seppur simpatica, modalità storia d’ordinanza (che offre diversi epiloghi), non rimarrà molto da fare se non affidarsi a classiche modalità survival; proprio per questo BlazBlue: Cross Tag Battle imbastisce una modalità multiplayer con tanto di stanze 3D in cui muoversi alla ricerca di sfidanti, e il netcode, joypad alla mano, si è dimostrato più che affidabile. Questo non significa che il gioco manchi di contenuti – se ci si dimentica per un secondo che quasi tutti gli asset sono presi direttamente da prodotti presenti sul mercato da diversi anni – o di possibilità di sperimentazione e divertimento, ma è lampante che questo prodotto sia diretto soprattutto agli amanti delle botte senza troppi fronzoli, magari muniti di Season Pass che garantirà loro l’accesso a tutti i protagonisti (a proposito, è stata già annunciata una seconda stagione di contenuti prossimamente in arrivo) e con un buon numero di amici con cui confrontarsi, sia in locale che in rete. BlazBlue: Cross Tag Battle è insomma un picchiaduro bidimensionale solido, magari lontano dai canoni a cui ci hanno abituato altri videogiochi basati su valori di produzione molto più importanti, ma non per questo da sottovalutare.

Pro

  • Sistema di combattimento accessibile e sufficientemente profondo
  • Massiccia dose di fan service per gli amanti di Blazblue, Persona 4, RWBY e Under Night In-birth
  • Netcode solido
  • Tanti personaggi fra cui scegliere…

Contro

  • … ma preparatevi a sborsare quattrini extra
  • Single player un po’ povero
  • Colonna sonora ed elementi grafici da deja vu assicurato

Commento finale

In ultimo appello, sarebbe davvero dura non ammettere che Arc system Works sia riuscita a tirare fuori da quella che poteva sembrare una sfacciata operazione commerciale un prodotto capace di reggersi sulle proprie gambe, ma l’assurda decisione di rendere inaccessibili 19 personaggi (su 40) rimane comunque un fatto da non sottovalutare. Se “la cresta” di DLC non vi spaventa, sappiate che in questo titolo troverete diverse meccaniche con cui fare amicizia prima di potervi lanciare a rotta di collo nell’agguerritissima arena degli scontri online.
7.9

Buono

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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