Big Fish & Begonia – Recensione

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7.5

Buono

Dopo dodici anni di intenso lavoro, Big Fish & Begonia ha finalmente visto la luce. I due giovani registi Xuan Liang e Chun Zhang hanno realizzato l’opera grazie ad una campagna di crowdfunding che ha coinvolto 4000 persone, rendendo questo film d’animazione il più atteso nella storia del cinema cinese. Il film è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico, sia giovane che adulto, raggiungendo un box office di 85 milioni di dollari solo in Cina.

Al di sotto del mare, in un mondo parallelo a quello umano, vivono gli “Altri”: esseri speciali con sembianze umane, dotati di poteri soprannaturali, controllano molti dei fenomeni del mondo umano. Compiuti i sedici anni, i giovani di questa comunità speciale vengono trasformati in delfini rossi per poter salire verso la superficie e conoscere meglio il mondo umano. Dovranno però rispettare una legge suprema: non entrare mai in contatto con gli umani. Chun ha compiuto sedici anni e durante il suo viaggio d’esplorazione, incontra un giovane pescatore che sacrifica la propria vita pur di salvarla da una rete da pesca. Colpita dalla generosità del giovane, Chun dona metà della sua vita per strapparlo alla morte.

Il film è ispirato ad un classico della letteratura cinese taoista “Zhuangzi”, con rimandi ad altre storie tradizionali cinesi come “Classic of Mountains and Seas” e “In Search of the Supernatural”. Ma oltre ai riferimenti alla letteratura classica cinese, il film è ricco di originalità sia narrativa che visiva. Per la sua bellezza visiva, le musiche suggestive, la trama densa di metafore, Big Fish & Begonia è stato paragonato alle produzioni del nipponico Studio Ghibli.

Il film è stato presentato in anteprima al Cartoons on the Bay e sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 21 giugno.

7.5

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