Battle Chasers: Nightwar – Recensione

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7.5

Buono

Probabilmente come me non avete mai sentito parlare di Battle Chasers, comic edito nel 1998 dalla WildStorm e nato dalla penna di Joe Madureira. Lo stesso Madureira che a seguito della sospensione del fumetto nel 2001 fondò la Vigil Games e diede vita a Darksiders, che condivide tutti gli aspetti chiave del suo caratteristico tratto. A seguito delle complesse vicende legate alla bancarotta di THQ, la Vigil Games è stata ufficialmente chiusa ma parte della dirigenza (tra cui Madureira) è confluita nella Airship Syndicate che attraverso un progetto Kickstarter ha creato una trasposizione videoludica del comic Battle Chaser. Nato quindi da una situazione non esattamente ottimale, Battle Chasers: Nightwar si rivela invece una vera e propria sorpresa.

Cominciamo col dire che non è necessario aver letto il fumetto per poter godere appieno del gioco. La breve introduzione spiega rapidamente i rapporti che intercorrono tra i vari personaggi, un gruppo di avventurieri riuniti per proteggere la figlia di un eroe del passato, che si troveranno ad intralciare i piani di potere di un oscuro necromante. Sebbene perfettamente funzionale la storia non stupisce mai il giocatore, proseguendo con un ritmo abbastanza costante e non prendendo mai il sopravvento sull’azione che invece è indubbiamente il punto forte del titolo. Battle Chaser è un rpg a turni che miscela sapientemente tantissimi sistemi tutti ugualmente importanti nel bilanciamento finale, in un’armonia che raramente ho potuto notare in un titolo nato da un Kickstarter.

Il suo combat system si basa sull’alternanza tra azioni che fanno guadagnare risorse e abilità che le spendono, un sistema tutto considerato semplice ma con alcune interessanti aggiunte che donano una notevole complessità strategica. Le azioni sono istantanee e permettono a chi le esegue di accumulare sovraccarica, una sorta di mana aggiuntivo che scompare al termine del combattimento, mentre le abilità sono solitamente più potenti ma richiedono tempo per essere eseguite e prevedono un consumo di mana. Consumo che verrà ridotto dalla presenza di sovraccarica, che andrà quindi ad essere spesa al posto del mana ed in alcuni casi andando anche a potenziare le abilità utilizzate. La consapevolezza che la sovraccarica inutilizzata decade interamente tra un combattimento e l’altro detta il ritmo dei combattimenti, facendoci valutare se optare per l’utilizzo di un’abilità spendendo mana o aspettare un paio di turni e utilizzarla gratuitamente con la sovraccarica. A questo si aggiunge la barra ultra condivisa da tutti i personaggi, che permette di lanciare potenti abilità quando si raggiungono determinati livelli di carica. Questo semplice sistema da vita ad un combat system ricco di possibilità, che sfrutta pienamente le peculiarità dei vari personaggi. Ogni eroe infatti possiede due skill tree che gli conferiscono ruoli distinti e la possibilità di investire in entrambi e di riassegnare i punti liberamente, offre una flessibilità tattica notevole ed invoglia alla sperimentazione. Le sinergie tra i vari effetti causati dalle abilità sono tantissime e rappresentano la chiave per superare alcuni degli scontri più difficili.

La difficoltà infatti rappresenta sotto certi aspetti il vero punto debole del titolo, che appare spesso incapace di bilanciare in modo uniforme il suo livello di sfida. Dopo una parte iniziale accessibile, il gioco aumenta drasticamente la sua difficoltà, obbligando attraverso la sua gestione delle statistiche ad un grind considerevole. Col progredire dei livelli infatti avremo bisogno di bonus alle statistiche sempre più alti per vedere dei reali incrementi nelle prestazioni, obbligandoci quindi ad una continua caccia all’equipaggiamento. La necessità di mantenere il livello e l’equipaggiamento di tutti i personaggi all’altezza (e solo 3 su 6 possono far parte del gruppo e guadagnare esperienza), unita ad una curva di sviluppo abbastanza ripida, ci vedrà costretti ad interrompere i nostri progressi per dedicarci alla manutenzione dei personaggi.
Se da un lato l’economia del gioco fornisce numerosi metodi per livellare ed ottenere equipaggiamenti (attraverso le cacce, l’arena, la pesca e non ultima la possibilità di ripetere i dungeon completati ad una difficoltà maggiore per migliori ricompense), dall’altra la necessità è tale da rendere queste attività obbligatorie smorzando il ritmo di una storia non particolarmente appassionante. La natura casuale dei dungeon aiuta senza dubbio a diminuire la sensazione di ripetizione durante le vostre numerose scorribande, ma non riescono a nascondere un bilanciamento poco accurato di questi aspetti. Fortunatamente il team ha riconosciuto il problema ed al momento della scrittura è in sviluppo una patch per andare a sistemare questi aspetti non proprio riusciti.

Il lato visivo è un altro punto di forza del titolo, che attraverso lo stile di Madureira dona vita ad un mondo arcane-punk suggestivo e molto colorato. I vari dungeon, sebbene non brillino per originalità, sono ricchi di dettagli e di elementi animati e la presenza a schermo dei nemici contribuisce a creare la sensazione di un ambiente vivo e popolato. I vari modelli sono ricchi di dettagli e di elementi in costante movimento. Le animazioni durante i combattimenti riescono a trasmettere la giusta forza ai colpi (il montante di Calibretto resta in assoluto la mia preferita), dando la giusta sensazione di potenza. La world map svolge egregiamente il suo lavoro gestendo gli spostamenti e gli incontri casuali (che saranno evitabili superate certe soglie di livello) in modo pulito e pratico e la netta separazione cromatica delle zone aiuta i giocatori ad orientarsi. Il lato audio offre un accompagnamento gradevole ed adeguato, che sottolinea efficacemente l’azione. Un plauso va senza dubbio ai vari effetti sonori, che assieme alle animazioni danno vigore al combattimento. Il titolo purtroppo presenta alcuni rallentamenti ed è soggetto a fastidiosi crash, che vista la presenza della funzione autosalvataggio possono causare la corruzione dei vostri salvataggi. Sebbene la patch in lavorazione dovrebbe sistemare quest’aspetto, consiglio assolutamente di fare copie di backup in modo da evitare di perdere il frutto delle vostre ore.

Pro

  • Stile visivo accattivante
  • Combat system profondo ed efficace

Contro

  • Il titolo sfocia troppo spesso nel grind
  • Rallentamenti e crash possono rovinare l’esperienza

Commento finale

Tirando le somme Battle Chaser: Nightwar è un titolo che mi ha positivamente sorpreso nonostante i suoi difetti. Se non temete la prospettiva di una certa mole di grind e qualche occasionale crash, Battle Chaser: Nightwar sarà in grado di offrire un combat system ricco e complesso, capace di mettere alla prova anche i giocatori più smaliziati unito ad una cosmesi visiva accattivante. Considerato quindi il prezzo contenuto, non posso che consigliarlo a tutti coloro che apprezzano un buon rpg a turni.
7.5

Buono

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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