Atelier Lydie & Suelle The Alchemists and the Mysterious Paintings – Recensione

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Terzo e ultimo episodio della saga “Mysterious”, Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings arriva in Europa seguendo le avventure di Sophie e il peregrinare di Firis, riportando la saga ad un’atmosfera tanto rilassata da far ricordare la saga di Arland pubblicata su PS3. Chiaramente la somiglianza non ha niente a che vedere con la qualità che, in questo capitolo, non si discosta poi di tanto da quella dei due predecessori, ma se non altro lo stentato open-world voluto per il prequel è stato accantonato per tornare ad una struttura più tradizionale. Che sia meglio o peggio, questa è comunque una decisione che la dice lunga sul come Gust intende portare avanti la serie.

Nei panni di Lydie e Suelle, due gemelle di umili origini con un padre pittore alquanto irritante, il giocatore potrà quindi tornare nelle colorate atmosfere di Atelier senza subire l’angosciante stretta degli obiettivi a tempo. Sembra insomma che tutte le novità apportate da Atelier Firis siano stato bruscamente accantonate per lasciare spazio ad un ritorno al clima disteso di Sophie, mentre le due sorelle protagoniste scoprono l’incredibile possibilità di entrare nei quadri e poter lì raccogliere gli ingredienti con cui fare trionfare la propria Atelier alchemica in città.

Pro

  • Storia dal ritmo rilassato e atmosfere squisitamente colorate.
  • Sistema alchemico ben realizzato.
  • Esteticamente anche apprezzabile…

Contro

  • … ma la direzione artistica non può colmare le lacune tecniche che la serie dimostra ancora oggi.
  • Tutte le innovazioni di Firis sono state accantonate.
  • Livello di sfida medio-basso.
  • Piuttosto anonimo

Commento finale

Duole ammetterlo, ma di questa trilogia Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings rappresenta la degna conclusione. Su PlayStation 4 la saga ha forse dato il peggio di sé, e benché il prodotto in questione non risulti del tutto insufficiente, difficilmente lo si consiglierebbe, soprattutto alla luce di prequel decisamente più meritevoli e di una scena JRPG in continuo fermento, sia su PS4 che su PC. Gli utenti Switch, invece, potrebbero trovare pane per i loro denti, vista la scarsa scelta di esponenti del genere, ma se volete il nostro consiglio è forse il caso di rivolgere la vostra attenzione alla saga di Dusk e ai suoi episodi, disponibili per PS3 e PS Vita nella loro edizione “Director’s Cut”: non ve ne pentirete.
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C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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