Il nome del figlio – Recensione

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La prima scena del film è girata negli studi di Radio Dimensione Suono, in cui, prima di recarsi a una cena organizzata dalla cognata, viene intervistata Simona (Micaela Ramazzotti), una bellissima ragazza di periferia ansiosa di mostrare attraverso il proprio best-seller, ”le notti di Effe”, una Roma sconosciuta a molti.  Tutto il resto del film è incentrato sulla cena, la quale da  simpatica serata tra amici di infanzia, che vede protagonisti i fratelli Pontecorvo, Paolo e Betta, interpretati da Alessandro Gassmann e Valeria Golino, i rispettivi coniugi, Simona e Sandro (Luigi Lo Cascio), e un caro amico di famiglia, Claudio, interpreatato da Rocco Papaleo, ruolo chiave nella commedia, si trasforma in tutt’altro. Lentamente emerge la storia dei cinque personaggi attraverso i numerosi flashbacks che si ripetono durante tutta la cena e mostrano la loro infanzia, il carattere di ciascuno, i luoghi in cui si svolgeva la loro vita, le abitudini della famiglia, le idee politiche e infine quanto e come sono stati influenzati dalla presenza della madre e dal carattere del padre.

 il nome del figlio

Il nome del figlio” è il secondo film tratto dalla piecè teatrale “Le prénom”: il primo è un film francese del 2012 diretto da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte , gli stessi scrittori dell’opera. Il film è uscito il 6 luglio 2012 nelle sale italiane con il titolo “Cena tra amici”. Le stesse vicende vengono ripercorse nell’adattamento italiano dell’opera, diretto da Francesca Archibugi e nelle sale dal 22 gennaio 2015. L’idea che ciascun personaggio offre di sé allo spettatore nella prima parte del film si ribalta completamente alla fine: nessuno è quello che sembra, ognuno ha qualcosa da nascondere che trasforma profondamente l’immagine iniziale. È come se ognuno indossasse una maschera che riesce a cambiare solo grazie alle rivelazioni che rendono quella semplice cena una svolta per la vita di ognuno. Cinque attori in 94 minuti di film, che fra equivoci, scherzi, liti e fraintendimenti accompagnano in un viaggio ricco di tematiche attuali e sociali, significativo è il dibattito che vede protagonista lo scontro tra le due idee politiche storicamente in conflitto in Italia. Come dice la regista, Francesca Archibugi, il suo non è un giudizio sulla politica, è puramente un racconto. La goccia che fa traboccare il vaso e che fa in modo che ognuno si scagli contro l’altro, nel corso di quella che sarebbe dovuta essere una “cena tranquilla”, senza risparmiare insulti e maldicenze è lo scherzo studiato da Paolo (Alessandro Gassmann), il quale annuncia di aver deciso insieme  alla moglie Simona il nome perfetto per il bambino che stanno aspettando.

Le esperienze degli attori protagonisti sono molto differenti ma nonostante questo i cinque personaggi sono stati in grado di amalgamarsi e compensare le mancanze dell’uno con le qualità dell’altro: “hanno lavorato meticolosamente su ogni particolare per poi lasciare spazio all’improvvisazione, diventando quasi registi in grado di dar forma alla propria forza creativa” dice la regista che attraverso la sua orchestrazione crea una sinfonia. Il film è prodotto da “Indiana Production” e “Lucky Red” in collaborazione con “Motorino Amaranto”,  “ Rai Cinema” e “Sky”. In alcune parti risulta sottotono e spento, lento nello scambio di battute e spesso ripetitivo, spesso scontato anche se compensato dai numerosi colpi di scena, inaspettati per chi non ha già visto la commedia francese. Hanno lavorato alla sceneggiatura Francesca Archibugi e Francesco Piccolo i quali hanno scelto l’appartamento in cui sono ambientate quasi tutte le scene del film nella periferia di Roma perché sembrava “adatto attribuire a quei personaggi un investimento così, in quella zona della città.” Elemento  fondamentale per la sceneggiatura, per testimoniare l’amore sconfinato e l’ammirazione provata da due dei cinque amici per la filosofia, è una casa stracolma di libri: la regista racconta che arrivavano scatole in continuazione, sembrava che i libri non bastassero mai, erano sempre troppo pochi, invece dovevano essere ovunque, in ogni angolo dell’appartamento. Grazie alle riprese compiute dalla stessa Francesca Archibugi in sala parto, vediamo per la prima volta sul grande schermo la piccola Anna Virzì, figlia di Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì, in una scena commovente che mostra i primi attimi di vita della bambina. Ad occuparsi delle musiche invece è Battista Lena, che sceglie una canzone di Lucio Dalla del 1981 per collegare i ricordi dell’adolescenza al tempo presente: “Telefonami tra vent’anni”.

Scheda del film

Titolo: Il nome del figlio
Regia: Francesca Archibugi
Attori: Alessandro Gassmann, Valeria Golino, Micaela Ramazzotti, Rocco Papaleo, Luigi Lo Cascio
Genere: Commedia
Durata: 94 minuti
Produzione: “Indiana Production” e “Lucky Red” in collaborazione con “Motorino Amaranto”, “Rai Cinema” e “Sky”
Paese: Italia
Anno: 2015
Data Uscita: 22 gennaio 2015

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