La Teoria del Tutto – Recensione

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1962, Università di Cambridge. Durante una festa Stephen (Eddie Redmayne), brillante studioso di cosmologia, incontra Jane (Felicity Jones), studentessa di lettere ed appassionata di poesia spagnola. Tra loro vi è subito intesa. Le loro vite si intrecciano sempre più intimamente e tutto sembra andare per il meglio, ma all’età di 21 anni, Stephen scoprirà di avere una malattia incurabile, quella del motoneurone, che neutralizza le cellule responsabili del movimento ed atrofizza i muscoli. Il giovane diviene un malato terminale e gli vengono dati solo due anni di vita. Adesso solo l’amore e la forza di una donna dall’enorme coraggio, potranno forse portare i due a vincere un conflitto prospettatosi come una sconfitta inevitabile.

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Affascinante storia vera di una delle menti più eccelse ancora in vita, La Teoria del Tutto, non tratta solo dell’esistenza del brillante astrofisico Stephen Hawking, ma anche e soprattutto di ciò che vi è dietro : l’amore della moglie Jane Wilde che sacrificò la sua vita per far trascorrere nel migliore dei modi quella del marito tanto amato. La pellicola è tratta dal memoir “Travelling to Infinity: My Life with Stephen”, scritto da Jane Hawking, ed è diretta dal regista premio Oscar James Marsh seguito da un cast straordinario tra cui spiccano nomi, oltre quelli dei già citati protagonisti, come David Thewlis (il Remus Lupin di Harry Potter), Emily Watson (Le onde del destino di Lars Von Triar) e Charlie Cox (Boardwalk Empire).
“La storia di Stephen Hawking, anche se dolceamara, non è una tragedia anche se una malattia quasi fatale che colpisce un giovane uomo abile di belle speranze ne ha tutti gli elementi. E’ il personaggio di Stephen che fa sì che non lo sia; la sua resistenza alla malattia con umorismo, perseveranza e determinazione rende questa storia, alla fine, il contrario di una tragedia” Afferma il regista che è stato preso in modo incredibile dalla vita di Hawking che, continua, “è ancora vivo”. Ed è attorno a questo che ruota l’intero film, attorno alla tenacia di due persone che lottano incessantemente contro qualcosa di, apparentemente, molto più grande e forte di loro. La straordinarietà con la quale Hawking nonostante le diagnosi mediche riuscì a sopravvivere e ad essere ancora oggi tra noi, è sconvolgente. Esempi come questi, donano al mondo la speranza e la convinzione che per quanto la vita possa essere dura e dolorosa, può esistere comunque un rimedio al male e che mai dovremmo abbatterci davanti agli ostacoli che si pongono sul nostro cammino. La storia di uno come Stephen, è una storia a lieto fine : il cammino di qualcuno che nonostante la disgrazia che la vita gli ha riservato, ha comunque condotto un’esistenza felice, ha raggiunto la fama, ha avuto la fortuna di avere ben tre figli e di essere addirittura decorato all’onore dalla Regina D’Inghilterra.

La Teoria del tutto è un film che trasporta lo spettatore in un’altra dimensione in cui si è impassibili ma si partecipa al dolore ed anche alla gioia dei personaggi. Il regista ha saputo valorizzare la bravura dei due protagonisti proponendo spesso inquadrature solo del viso, perché il volto è il co-protagonista di Hawking, su cui sono proiettate mille emozioni ed espressioni, lo stesso viso che lentamente sarà immobilizzato dalla malattia ma che tuttavia continuerà a trasmettere anche solo tramite gli occhi. Per questo motivo e poiché si aveva bisogno di un’interpretazione minuziosamente studiata seppur faticosa, Eddie Redmayne sostiene di aver dovuto lavorare su di sé affiancato dalla coach vocale Julia Wilson Dickson ed il regista del movimento Alex Reynolds. Egli inoltre dice : “Quando ho conosciuto Stephen, ho notato come il “sì” sia una sorta di sorriso e il “no” quasi una smorfia che in lui si manifestano solo con un paio di muscoli facciali che io ho imparato a isolare”. Redmayne, nonostante lo sforzo, si mostra all’altezza del ruolo, grazie al quale si è aggiudicato il Golden Globe come miglior attore. Quest’ultimo però non ruba la scena all’altra protagonista della storia, la tenace Jane Hawking, interpretata dalla meritevole Felicity Jones che i filmmaker hanno rintracciato poiché convinti che sarebbe stata in grado di affrontare al meglio le difficoltà a livello psicologico. La Jones interpreta la donna in modo autentico, valorizzando la sua tipica forza nascosta dietro l’immagine di una persona tanto fragile. Anche l’attrice ha avuto l’onore di poter conoscere il personaggio da lei interpretato e questo sicuramente ha giocato a suo favore, si è immedesimata perfettamente nei panni di Jane. Per quanto riguarda la location, di sfondo a questa storia troviamo la splendida città di Cambridge con la sua bellezza tipica e l’architettura medievale, luogo in cui gli Hawking hanno vissuto la loro vita e dove lo stesso Stephen ha potuto partecipare come spettatore alle riprese del film.

La storia tra i due dal primo giorno in cui si incontrano alle diagnosi ospedaliera, dalle nozze alle prime e strazianti difficoltà, dal primo figlio ai successivi due, si muove senza lasciare lo spettatore annoiato. Chi si trova davanti al grande schermo è spinto sempre più a scoprire come volgeranno al termine le vicende dei due, inizialmente parallele ma che poi sembrano dirigersi in direzioni opposte. La Teoria del tutto pone di fronte chiunque a quella che è la vita di un uomo che ha lottato, suo malgrado, contro qualcosa di inarrestabile. Davide che tenta di sconfiggere Golia e che, nonostante le certezze, vince. Sì, perché Stephen Hawking ha vinto, contro quel tempo che gli è sempre stato avverso e che non ha mai potuto godersi fino all’ultimo secondo. Il tempo, quello su cui egli basò la sua tesi di laurea ed il medesimo che lo distrugge giorno dopo giorno, ma a cui tuttavia deve ogni cosa che ha e a cui dedica il suo libro A Brief History of Time, che ha venduto più di 10 milioni di copie in tutto il mondo. Tutto è curato in modo attento e dettagliato dalla regia e la produzione(Anthony McCarten), alla musica (Jóhann Jóhannsson) che accompagna fino alla fine del film facendo ripercorrere all’indietro, come in un sogno, la vita di Hawking sulle note di Arrival of the Birds.

Scheda del film :
Titolo : La Teoria del Tutto (The Theory of Everything)
Regia :
James Marsh
Sceneggiatura :
Anthony McCarten
Cast :
Eddie Redmayne, Felicity Jones, Emily Watson, Charlie Cox, Harry Lloyd, David Thewlis, Adam Godley, Simon McBurney, Enzo Clienti
Genere :
Biografico, Drammatico
Durata :
123’
Distribuzione :
Universal Pictures
Produzione :
Working Title Films
Nazione :
Gran Bretagna
Uscita :
15 gennaio 2015

Nata a Roma il 22 agosto 1995, studentessa.

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