Assassin’s Creed: Unity – Recensione


Ci siamo… Il momento è giunto. Finalmente, dopo quattro patch rilasciate da UbiSoft, anche noi di MyReviews siamo pronti a dare il nostro verdetto definitivo sul titolo più controverso del 2014, a pari merito con Watch_Dogs (da noi “graziato” con un 8.5, viste le potenzialità future e la bontà del gameplay).
Cinque anni fa, quasi nessuno se lo sarebbe aspettato… UbiSoft dall’anno 2009, ha fiutato bene l’affare. E quell’affare si chiamava Assassin’s Creed, che dal secondo acclamato capitolo partorito esattamente nell’autunno di ormai un lustro fa, ci ha più o meno sorpreso con l’uscita a cadenza annuale della saga.
Bene o male, i titoli che hanno visto la luce fino ad ora erano tutti caratterizzati da uno standard qualitativo alto… Tra capitoli che ci hanno entusiasmato (II, Revelations e Black Flag) e altri un po’ meno (Brotherhood e III), la saga ha senz’ombra di dubbio spiccato il volo. E alla volta del 2014, UbiSoft ha pensato bene di deliziarci con ben due capitoli: uno progettato per la old-gen (Assassin’s Creed Rogue) ed uno pensato appositamente per sfruttare le nuove macchine e le tecnologie di nuova generazione.
Se in molti sono rimasti sorpresi da Rogue poiché non si aspettavano una tale profondità, ma piuttosto un titolo spilla-soldi, i possessori di PC, PS4 e Xbox One, hanno giustamente tirato fuori le asce seppellite con Watch_Dogs poiché si trovavano (ci trovavamo!) al cospetto di un titolo imperfetto, incompleto… Vale a dire: il tanto decantato Unity.
Il ritardo della nostra review è dovuto a questo, e dopo oltre un mese dall’uscita ufficiale nei negozi e quasi 10 gb di patch rilasciati dalla software house canadese, siamo pronti per l’analisi.

Titolo: Assassin’s Creed: Unity
Sviluppatore: UbiSoft Montreal
Publisher: UbiSoft
Genere: Action/Adventure, Stealth
Piattaforma: PC, PS4, Xbox One
Giocatori: 1-4 (Co-op)
Localizzazione: Totalmente in italiano

Arno Dorian, vive la propria infanzia nella regale cittadina di Versailles, fin quando all’età di 9 anni suo padre Charles viene misteriosamente assassinato all’interno della reggia. A quel punto il signor François De La Serre adotta il piccolo, fungendo per lui da patrigno, crescendolo insieme alla figlia Elise.
Diventato adulto, Arno è ormai divenuto parte integrante della famiglia De La Serre… Ed è proprio la consegna di una lettera a monsieur François che darà il via ad un’incredibile serie di eventi.
Durante una festa per il ritorno a casa di sua figlia Elise, monsieur De La Serre viene misteriosamente assassinato e Arno viene incolpato dell’omicidio e rinchiuso nella prigione della Bastiglia. Siamo nel 1789, e nel cuore della Rivoluzione Francese. Durante la prigionia, Arno fa la conoscenza di Pierre Bellec, che intravede nel protagonista il potenziale speciale per un futuro propizio nella Confraternita degli Assassini… Quella Confraternita di cui lo stesso defunto padre, ne faceva parte.

Ad un anno dall’introduzione sul mercato delle nuove console, tutti noi ormai ci aspettiamo grandi cose da questa next-gen. E UbiSoft (almeno a parole) è stata una di quella che ha sempre spinto sulle nuove tecnologie, cercando di sfruttare al massimo i nuovi hardware.
Ma (c’è sempre un “ma”) trattandosi di UbiSoft, consci di quanto accaduto qualche mese fa con Watch_Dogs, ci siamo approcciati a questo Unity con i piedi di piombo… Da un lato siamo stati smentiti, dall’altro abbiamo fatto bene a nutrire diversi dubbi sulla software house.

Dopo aver rilasciato quattro patch al fine di rendere il titolo godibile, il risultato ottenuto da Assassin’s Creed: Unity dal punto di vista grafico è notevole, ma nonostante ciò si nota una certa noncuranza nella realizzazione da parte del team sviluppatore.

Analizzando prima i pregi, troviamo un ottimo sistema di illuminazione a tratti fotorealistico, che illumina ogni scorcio ed angolo della vivissima città di Parigi.
A proposito della capitale francese, quest’ultima gode di un dettaglio incredibile nella sua realizzazione, sia per quanto riguarda l’accuratezza della sua riproduzione, sia per la qualità con cui essa è stata trasposta su schermo.
Dal Palais du Luxembourg, ai Campi Elisi, fino a Place de la Concorde, ogni angolo, scorcio o “rue” parigina sono stati riprodotti con una minuziosità di dettagli assolutamente degna di nota, arrivando ad offrire davvero un eccezionale colpo d’occhio.
Inoltre, per le strade respiriamo viva l’atmosfera incendiata della Rivoluzione Francese che impazza, tra barricate alzate tra le strade, risse casuali tra guardie e cittadini e decapitazioni in piazza, possiamo dire che UbiSoft ha fatto centro almeno in questo punto.
Degne di nota sono anche le nuove animazioni per quanto riguarda la corsa acrobatica, ora più morbide e naturali a vedersi.

Ma ora arrivano le note dolenti, il titolo grazie alle quattro patch rilasciate fino ad ora (per una dimensione totale di quasi 10 gb), mantiene solo alcuni dei difetti grossolani che lo caratterizzavano al lancio.
Parliamo di alcuni bug delle animazioni durante la corsa acrobatica e di un fastidioso pop-up soprattutto durante le fasi di corsa nelle affollate vie parigine. Inoltre, proprio tra le vie della bella Parigi, troviamo un’altra gatta da pelare, vale a dire il frame-rate. Sempre dopo la release della quarta patch, abbiamo notato vistosi miglioramenti per quanto riguarda i fps, andando a rendere più fluida l’esplorazione in alcune aree davvero “critiche” al tempo del day-one… Nonostante tutto, ancora si notano rallentamenti e difficilmente potranno essere fixati con nuove patch.

Questo a dimostrare come il lavoro di UbiSoft da un punto di vista meramente tecnico (tecnico, non artistico), sia stato approssimativo.

Dal punto di vista sonoro nulla da rimproverare al team canadese, il cui operato è stato impeccabile sia in fase di campionamento degli effetti sonori, sia per quanto riguarda la colonna sonora.
Il doppiaggio italiano gode di ottima cura e non soffre del fastidioso problema del lips-sync che affliggeva i capitoli della passata generazione.

Il gameplay è sempre stato il comparto dove UbiSoft è riuscita sempre a dare il meglio di sé… Basti pensare ad un titolo come Watch_Dogs, la cui anima è retta all’80% solo dal suo impianto di gioco, oppure alla serie Far Cry, da sempre sorretta da un ottimo gameplay.
Ebbene, Assassin’s Creed era quella saga che, seppure capitolo dopo capitolo aveva implementato una serie di migliorie volte ad affinare l’impianto di gameplay, aveva sempre cozzato contro un’IA piuttosto “facilona”.
In Unity, per la prima volta assistiamo ad un cambio netto di impostazione di gioco, introducendo per la prima volta nella saga un vero e proprio stealth system, che sembra essere ereditato in gran parte da Watch_Dogs.
Nonostante questa aggiunta sia assolutamente gradita e ben implementata nel sistema di gioco, il punto debole rimane comunque l’intelligenza artificiale, che seppure leggermente più sveglia ed ostica rispetto al passato, può essere facilmente aggirata seguendo e studiando il loro pattern.
Si tratta comunque di passi in avanti per una serie che, ricordiamolo, non ha mai fatto dell’elevato livello di sfida la sua chiave di Volta, puntando maggiormente sul divertimento e la spettacolarità delle azioni.

UbiSoft ha pensato di apportare cambiamenti anche a quello che potrebbe essere considerato il marchio di fabbrica della saga, ovvero la corsa acrobatica.
Il parkour ha subito diversi cambiamenti sia nelle animazioni, sia per quanto riguarda le sensazioni pad alla mano.
L’architettura stessa di Parigi, ha in un certo qual modo costretto gli sviluppatori a rielaborare la corsa acrobatica, introducendo nuove animazioni (come ad esempio l’arrampicata sui tetti). Pad alla mano, il cambiamento più significativo riguarda la pressione di due tasti differenti, uno per l’arrampicata verso l’alto ed uno verso il basso. Diversamente da quanto accadeva con i precedenti capitoli dove era sufficiente permere il solo grilletto destro.
Il nuovo sistema funziona bene, permettendo al videogiocatore di avere un controllo quasi totale del personaggio. Tuttavia, non è esente da difetti… Infatti, in fase di review, abbiamo notato come Arno si sia spesso incastrato in alcuni punti dello scenario, oppure capiterà di voler semplicemente entrare in una finestra e fare su e giù tra gli appigli intorno ad essa.

Il tentativo di svecchiare il gameplay da parte di UbiSoft, è indubbiamente apprezzato. Ma si nota, anche in questo caso, una certa mancanza di cura di rifinitura da parte del team, probabilmente dovuta alle scadenza da rispettare in fase di release. Fermo restando che si tratta comunque di un’ottima base per i futuri titoli della serie.

Novità assoluta per quanto riguarda la serie, è la personalizzazione del personaggio.
L’introduzione di questa feature risulta estremamente azzeccata e ben realizzata, poiché saremo davvero in grado di modificare a nostro piacimento ogni dettaglio di Arno (a parte la sua fisionomia, ovviamente).
Per ogni missione che porteremo a termine, ci verranno assegnati dei punti Confraternita, che potremo spendere in una sorta di albero delle abilità, diviso saggiamente in corpo a corpo, salute, furtività e distanza. Starà a noi decidere dove meglio spendere i suddetti punti, scegliendo se focalizzarci maggiormente su uno dei rami sopracitati, oppure cercare una giusta via di mezzo.

Oltre alla personalizzazione delle abilità, potremo in toto personalizzare l’attrezzatura di Arno.
Avremo a nostra completa disposizione una serie di item personalizzabili (cappucci, armature, avambracci e pantaloni), ed ognuno di essi, sempre in base alla nostra scelta, potrà aumentare (o diminuire) i valori citati in precedenza, ovvero: corpo a corpo, salute, furtività e distanza.
Stesso trattamento è stato dedicato alla scelta delle armi, potremo scegliere se equipaggiare un’arma ad una mano, un’arma lunga o pesante, accompagnata da una pistola, oppure (novità assoluta) potremo equipaggiare solo un moschetto. Inutile dire che la scelta a nostra disposizione tra le armi di ciascuna categoria è vastissima.
Ciò che ci ha fatto storcere il naso è stata la presenza delle microtransazioni in denaro reale nel menu delle personalizzazioni.
Personalmente, sconsigliamo vivamente l’utilizzo di microtransazioni nei giochi. A maggior ragione quando si tratta di un titolo uscito già incompleto ed infarcito di bug.
Tuttavia, sarà possibile ottenere tutti gli equipaggiamenti anche senza l’ausilio del denaro reale, andando avanti nella storia infatti sarà possibile accumulare una significativa somma in denaro, che vi permetterà di migliorare in maniera progressiva (com’è giusto che sia) l’equipaggiamento di Arno.

Come da tradizione, la mole dei contenuti a disposizione degli utenti in Assassin’s Creed: Unity è mastodontica.
La sola campagna principale vi porterà via circa 10 ore, senza contare la miriade di attività secondarie (di ottima qualità), che potrebbero tranquillamente portarvi via altrettanto tempo, se non addirittura di più.
Ciò che più ci ha sorpreso nelle missioni della campagna principale, è stata l’introduzione di un approccio sandbox (sulla falsa riga della serie Hitman, ma non con la medesima complessità) nelle missioni d’assassinio, caratterizzate da una discreta libertà di scelta.
Tra le attività secondarie a nostra disposizione, troviamo le solite missioni per conto della Confraternita, la possibilità di ristrutturare i Cafè (il cuore della diffusione degli ideali rivoluzionari), completare gli enigmi di Nostradamus e trasformarci in provetti Sherlock grazie alle nuove e piacevoli missioni di investigazione. Tutto ciò, senza contare la miriade di collezionabili tra armature, coccarde e via dicendo.
Insomma, almeno dal punto di vista contenutistico siamo su ottimi livelli. UbiSoft, abbandonati gli scenari marinari dei precedenti Black Flag e Rogue, ritorna sui suoi passi proponendo un setting che ricorda molto da vicino quello proposto nella trilogia di Ezio Auditore.
Il titolo non ha una vera e propria modalità multiplayer, tuttavia offre una serie di missioni affrontabili in co-op fino ad un massimo di quattro giocatori, sulla falsa riga di quanto accadeva in Watch_Dogs o in Splinter Cell. Queste possono rivelarsi molto divertenti ed appaganti, specialmente se affrontate con un gruppo di amici.

VERDETTO FINALE
Inizialmente tutto il mondo del videogaming era infuriato con UbiSoft per averci consegnato tra le mani un prodotto incompleto, imperfetto… Quasi difettoso.
Oltre un mese dopo, la situazione fortunatamente è cambiata per il meglio, ma nonostante tutto, l’impegno profuso dalla software house per limare i difetti non è stato sufficiente a mascherare quello che prima o poi tutti ci aspettavamo che accadesse: il calo qualitativo dovuto alle uscite annuali della saga.
Intendiamoci, il calo lo si nota esclusivamente dal punto di vista tecnico, forse conseguenza della cattiva ottimizzazione del titolo dovuta alle strette tempistiche imposte dal mercato.
Per tutto il resto, siamo difronte ad un valore enorme, che non può assolutamente essere ignorato, raggiungendo quello che ad oggi potrebbe essere il top delle produzioni next-gen, a partire dalla splendida realizzazione di Parigi, proseguendo con le novità nell’impianto di gameplay, fino all’incredibile mole di contenuti a disposizione.
Tuttavia, a lungo andare nella saga si è perso quell’alone di mistero e di incertezza che circondava i capitoli fino a Revelations, specialmente nelle sessioni fuori dall’animus… Con la speranza che venga recuperato il prima possibile.

Dopo ben quattro patch, finalmente abbiamo potuto goderci la prima creatura di nuova generazione di UbiSoft. E possiamo dire che, per essere la prima produzione dedicata alle nuove tecnologie, ci ha soddisfatto… Speriamo solo che le vicissitudini e gli impedimenti nel periodo di lancio, siano un caso isolato e non una spiacevole abitudine.


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