Pokémon Rubino Omega e Pokémon Zaffiro Alpha – Recensione

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Evoluzione” può essere considerata la parole chiave dei titoli Pokémon: esattamente come i piccoli mostriciattoli protagonisti della famosa serie RPG portatile, anche il gioco stesso ha subito innumerevoli trasformazioni nel tempo, che ne hanno modificato le apparenze, nel tentativo di riproporsi sempre fresco e gradito, anche a distanza di anni. Tuttavia, i più nostalgici, coloro che non vogliono dimenticare il passato, sono sempre contenti di fare un tuffo nel passato e rivivere le avventure che hanno vissuto anni prima. Per onorare il passato nel modo migliore, Nintendo e Game Freaks hanno l’abitudine, ad ogni nuova generazione di console portatile, di riproporci un remake di un titolo Pokémon dei gloriosi anni che furono, sfruttando ed implementando, tutte le caratteristiche e le potenzialità dei titoli più recenti, con qualche aggiunta in più,  per non ridurre il tutto ad una mera operazione di restyle grafico.

Esattamente come avvenuto per le prime due generazioni di Pokémon, anche la fantomatica terza iterazione della pluripremiata saga, ha infine ricevuto il suo trattamento di bellezza: dopo le versioni Blu e Rosso, portate a nuova vita su Gameboy Advance con “Rossofuoco” e “Verdefoglia”, gli indimenticabili Oro e Argento, diventati ancora più spettacolari su Nintendo DS nelle versioni “HeartGold” e “SoulSilver”, ecco finalmente da noi “Pokémon Rubino Omega” e “Pokémon Zaffiro Alpha”, titoli per Nintendo 3DS che ci riporteranno nella regione di Hoenn, con tutto il suo carico di nostalgia e le svariate novità da scoprire.

Titolo: Pokémon Zaffiro Alpha/Pokémon Rubino Omega

Sviluppatore: Game Freaks

Publisher: Nintendo

Genere: RPG

Piattaforma: 3DS

Giocatori: 1 con Multiplayer Online 1vs1

Localizzazione: Italiano

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=jrnXI2yfjUE]

TERRA E MARE

La trama, come in tutti i videogiochi Pokémon, sarebbe superflua e forse inutile da riassumere, soprattutto considerando che stiamo parlando di un remake, ma per senso del dovere, questo e altro: nei panni di un giovane ragazzo/ragazza, avrete come obiettivo viaggiare per l’immensa regione di Hoenn, ispirata alla vera isola giapponese di Kyūshū, catturando tutte le numerose creature che incontrerete sul vostro cammino, allenandole e rendendole più forti, sia attraverso i combattimenti contro altri Pokémon selvatici, oppure sfidando gli allenatori avversari, finchè disporrete di un team abbastanza forte per competere nelle impegnative (?) lotte delle Palestre Pokémon e, una volta battuto il Capopalestra, ricevere una medaglia simbolo della vostra vittoria. Conquistate infine tutte le 8 medaglie dalle relative palestre, potrete ambire al titolo di Campione sfidando la Lega Pokémon, luogo in cui si radunano i più potenti allenatori della regione.

Ovviamente, nella migliore tradizione Pokémon, non mancheranno i classici cattivi da affrontare per salvare il mondo, qui rappresentati da due differenti team di criminali, il Team Magma e il Team Idro (i primi saranno gli avversari dei giocatori di Rubino Omega, i secondi di Zaffiro Alpha), i quali ambiscono a catturare i Pokémon leggendari Groudon e Kyogre, sfruttando i loro poteri speciali per alterare l’ecosistema del pianeta e favorire l’espansione delle terre emerse o degli oceani, ignari delle conseguenze che ciò comporta. Da notare la morale ambientalistica che il gioco vuole inserire nel contesto, con la stessa sottilezza di un martello pneumatico.

Esattamente come più di 10 anni fa con i Rubino e Zaffiro originali, la trama (o, per essere più precisi, la sotto-trama) dedicata alle due organizzazioni criminali, risulta a tratti fin troppo infantile e “bambinesca”, anche per un titolo Pokémon, soprattutto se confrontata con le ambizioni del Team Plasma, direttamente da “Pokémon Bianco e Nero“, che regalavano ben più di un paio di momenti di riflessione morale. Qui, invece, non bisogna pensarci su molto per scoprire qual è la risposta giusta a questa divergenza di opinione, ma il gioco tenterà di farci credere in ogni modo possibile che i cattivi siano convinti della loro scelta e che non abbiano considerato nemmeno l’ombra di una ripercussione.

Indubbiamente, non si può far pesare troppo la trama in un titolo del genere; meglio focalizzarsi sui molteplici punti di forza che Rubino e Zaffiro possono offrire. Tra queste, ovviamente, è da citare l’elevata longevità del titolo che, tra oltre 700 Pokémon da catturare, numerose side-quest e un corposo post-game, riuscirà a tenervi incollati ai doppi schermi del 3DS, ben oltre le 30-40 ore necessarie per finire la storia principale.

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Il motore grafico di Pokémon X e Y, muove anche i remake di Rubino e Zaffiro, con tutti i suoi pro e contro

UGUALE MA DIVERSO

Visivamente parlando, “Rubino Omega” e “Zaffiro Alpha” utilizzano lo stesso motore grafico, già apprezzato in “Pokémon X e Y”, con poche, ma piacevoli migliorie, soprattutto legate all’espressività dei modelli poligonali dei personaggi, mentre i Pokémon in se, restano perfettamente modellati e animati. Purtroppo, riciclando lo stesso motore grafico, questi titoli si trascinano dietro anche tutti i difetti che affliggevano il predecessore, rimasti tutt’ora irrisolti: brevi e sporadici lag ogni tanto durante le lotte e visualizzazione 3D stereoscopica forzatamente disattivata nel mondo di gioco, per tornare attiva esclusivamente nelle battaglie e durante alcune cutscenes. Ciononostante, rivivere Hoenn con una nuova grafica tridimensionale, resta una gioia per gli occhi e le orecchie: degne di nota sono, infatti, le tracce musicali rimasterizzate e riarrangiate, molto orecchiabili e dai toni naturamente familiari.

In quanto remake, “Pokémon Rubino Omega” e “Zaffiro Alpha” non riservano molte sorprese per chi ha spolpato per benino i titoli originali, ma i veterani e i nostalgici apprezzeranno comunque alcuni piccoli cambiamenti, le operazioni di svecchiamento e le citazioni ai precedenti titoli, senza vedere eccessivamente snaturata l’esperienza originale; tutto quello che si ricordano, come il layout di caverne, città e foreste, resta per la maggior parte inalterato e la nuova dimensione acquisita, regala ben più di un gradevole colpo d’occhio.

Le novità più radicali, ad ogni modo, abbondano eccome: fa infatti il suo ritorno la MegaEvoluzione, meccanica introdotta in Pokémon X e Y, che consente ai vostri mostriciattoli variopinti di sfruttare una trasformazione speciale durante le battaglie e, in questa occasione, è stato ulteriormente allargato il pool di Pokémon che possono accedervi, sempre a patto che vi diate da fare a trovare le Megapietre necessarie all’evoluzione in giro per il mondo di gioco.

Totalmente inedita in questo capitolo, fa capolino la modalità Ipervolo, la quale vi consente di volare liberamente in groppa ad un Latios o Latias megaevoluto, su di una mappa 3D, come se fosse un aeronave di “Final Fantasy“, un’aggiunta che spero vivamente di rivedere in future iterazioni; la sua presenza rende lo spostarsi da città a città, divertente e interessante.

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Le palestre Pokémon hanno subito un corposo restyle: per arrivare al Capopalestra servirà un pizzico di intelligenza

CHI ALLENA E CHI BALLA

Combattere non sarà l’unico vostro passatempo: chi ha a mente gli originali Rubino e Zaffiro, ricorderà la grande aggiunta delle Gare Live, competizioni nel quale non importava avere un Pokémon forte, ma disporre delle mosse giuste e saperle usare al momento giusto per esibirsi al meglio di fronte ad una platea da ammaliare. Naturalmente, anche queste gare sono state prontamente riproposte, intatte, in questi remake.

E come dimenticarsi delle Basi Segrete? Curiosando in giro per il mondo, vi capiterà di imbattervi in rocce, alberi o cespugli dall’aspetto strano: si trattano di punti in cui è possibile creare la propria base, una specie di piccolo rifugio, agghindabile con ogni genere di cianfrusaglia decorativa, un pò come con le abitazioni di Animal Crossing. Sarà inoltre possibile entrare nelle Basi Segrete dei vostri amici e sfidare il suo proprietario in una lotta.

Entrambe le modalità elencate finora, contribuiscono a variare un pò il classico gameplay, ma non dimentichiamoci che il cuore dei giochi Pokémon restano le lotte e l’allenamento, quindi dobbiamo dare uno sguardo agli strumenti dedicati a questo scopo: direttamente dalla sesta generazione, fanno il loro ritorno un trio di apprezzatissime “app”: “Poke io&te“, per giocare insieme al vostro Pokèmon preferito, nutrirlo con coloratissimi dolcetti e godere di alcuni interessanti bonus come premio, il “Super Allenamento Virtuale“, per potenziare ulteriormente i parametri del vostro beniamino, per i maniaci della perfezione e il “Player Search System“, il modo rapido per scambiare e affrontare altri giocatori, siano essi vostri conoscenti o sconosciuti dall’altra parte del mondo.

A queste si aggiungono anche degli strumenti in esclusiva: la Navimappa, una versione più dettagliata della normale Mappa Città dei precedenti giochi, in grado di fornirvi dettagli anche sulle bacche piantata per i vari percorsi, per non perdere mai di vista il vostro raccolto, il NaviTalk, dove poter ascoltare, ovunque ci si trovi, quello che di solito si leggeva interagendo con i televisori (utilità decisamente dubbia, ma va beh…) e, vero gioiello e manna dal cielo per i cacciatori incalliti, il Navidex, che vi consente istantaneamente di sapere quanti e quali Pokémon restano da catturare in quella determinata zona, informazione invalutabile per chi aspira a completare il Pokédex con metodi classici. In alternativa…

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Anche Groudon e Kyogre possono sfruttare la megaevoluzione, o, nel loro caso, l’Archeorisveglio, che potenzierà notevolmente le loro abilità

LA MIA POKEBANCA E’ DIFFERENTE

Grande aggiunta dell’anno scorso, finalmente sfruttabile appieno, è la Pokébanca: dei box online aggiuntivi, che vi permettono lo scambio semplice e immediato, dei Pokémon catturati nelle versioni X, Y, Rubino Omega e Zaffiro Alpha. La praticità di questa possibilità forse ha reso fin troppo semplice il completamento del Pokédex, il quale in origine richiedeva innumerevoli scambi con amici, ora risolvibile con un semplice trasferimento in pochi secondi. Ovviamente, ricordiamo che la Pokèbanca è un servizio a pagamento, circa 5 euro all’anno e che è ancora possibile catturare e registrare la maggior parte dei Pokémon in modo tradizionale, quindi non stiamo parlando di qualcosa che, forzatamente, rende il gioco più semplice di quanto già non sia.

E forse, parlando di semplicità, sarebbe opportuno chiudere con un piccolo discorso sull’effettiva difficoltà del gioco, pericolosamente tarata verso il basso, come è bizzarra consuetudine da un pò di tempo a questa parte con i giochi Pokémon. Troppi ormai sono diventati gli espedienti per aiutare il giocatore a potenziare la propria squadra con la minima fatica. Un esempio? Lo strumento del Condividi Esperienza, in grado di donare parte dei punti exp guadagnati nella lotta a tutti i Pokémon in squadra, anche se essi non hanno partecipato alla lotta, ci viene regalato quasi a tempo zero. E anche scegliendo di non sfruttare quest’aggeggio, i nostri avversari non saranno mai in grado di darci delle vere grane in battaglia. A titolo personale, arrivato poco oltre la metà del gioco, ho iniziato ad evitare molti degli scontri con gli allenatori avversari, ma sono riuscito comunque ad arrivare allo scontro finale con una squadra ben più potente del normale, anche senza grind forzato.

Fortunatamente le cose cambiano una volta arrivato al post-game, quando si aprono delle sfide davvero impegnative e degne di nota. Ma un pò di questa difficoltà sarebbe stata gradita anche prima, eh.

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Uhm…questo muro di roccia mi fa venire in mente un enigma…ah no, gioco sbagliato…

COMMENTI FINALI

Pokémon Rubino Omega” e “Pokémon Zaffiro Alpha” riescono a riportare a nuova vita la terza generazione Pokémon, da sempre considerata l’anello debole di tutta la saga, utilizzando sapientemente le novità introdotte con “Pokémon X e Y” e aggiungendo qualche idea nuova che si spera venga mantenuta in futuro. Volendo essere pignoli, la difficoltà molto bassa potrebbe deludere chi si aspettava una sfida impegnativa; fortunatamente gli scontri online e le battaglie del post-game, forniscono una generosa pezza a questa mancanza. Purtroppo non si può far niente per ovviare alla trama fin troppo banale e alle limitazioni grafiche che ancora si trasportano dal capitolo precedente. Il titolo resta comunque eccezionale, per l’incredibile quantità di contenuti e divertimento che offre e non ci sono difetti abbastanza grandi che ne possano oscurare il successo nei mesi a venire. E intanto restiamo in attesa della settima generazione…

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu…Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: “Le ho già comprate le Megapozioni?”

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