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Super Smash Bros for Wii U – Recensione

Smash Wallpaper

Non c’è dubbio, da qualsiasi angolazione la si veda questa nuova iterazione della rissa più famosa del regno videoludico è una sorta di consapevole ritorno alle origini, un abbassare volutamente la mole contenutistica offerta per concentrarsi sul cuore pulsante di ciò che ha reso Smash un fenomeno tra gli utenti negli ultimi anni. Sviscerando avidamente tutto ciò che il titolo ha da offrire ci si rende subito conto che, questa volta, l’esperienza offertaci da Sakurai (director della serie) e Namco mira al ridare centralità agli scontri veri e propri, duri e puri.

D’altronde a questa tornata la mischia si fa globale e con una vetrina tanto esposta bisogna che tutto sia nel più perfetto ordine, così è in effetti, Smash for Wii U è il capitolo finora più curato nelle meccaniche principali. I pirotecnici contenziosi a cui si fanno partecipanti le stelle più brillanti del firmamento Nintendo (presente e passato) si guardano e si giocano che è un piacere; negli episodi scorsi non era certo diverso ma ora è possibile testare un ulteriore strato di qualità e profondità.

Per chi non avesse mai avuto occasione di provare uno dei capitoli precedenti gli basti sapere che il piacchiaduro made in N è quantomeno peculiare, si viene chiamati in una delle diverse arene di gioco a confrontarci contro altri avversari, non per azzerare la loro barra dell’energia ma per farli cadere dai bordi del “ring” o spedirli direttamente nello spazio indefinito che c’è al di là dello schermo. Per fare ciò sarà necessario infliggere una buona mole di danni così da far crescere un contatore di percentuale di cui ogni contendente è dotato. Una volta raggiunte cifre considerevoli sarà più facile sbalzare fuori il tapino di turno, finalizzando il KO.

Detta così parrebbe una premessa molto semplice ma aggiungete alla già di per se bizzarra bolgia un ventaglio di strumenti utili che ogni personaggio può brandire e dagli usi più disparati nonché una gravissima dose di imprevisti che investono l’ambientazione.

Un’entropia finemente controllata e domata in modo da far divertire gli avventori alle prime armi ed al contempo esaltare i veterani più tecnici e capaci.

Riassumere l’anima della serie in qualche riga è però compito impervio così come catalogare il più minuto e, all’apparenza, neutrale dei cambiamenti apportati. Permetteteci di fare del nostro meglio!

Titolo: Super Smash Bros for Wii U
Sviluppatore: Nintendo, Sora Ltd, Namco Bandai Games
Publisher: Nintendo
Genere: Picchiaduro
Piattaforma: Wii U
Giocatori: 1-8
Localizzazione: Il gioco è tradotto e doppiato in un ottimo italiano

Megaman
Alcuni direbbero che è vintage, noi diciamo solo che è perfetto il nostro Blue Bomber!

Welcome to Smash!

Nella nostra introduzione vi abbiamo menzionato come il team di sviluppo abbia voluto prendere le distanze da quella volontà di sommergere di contenuto il giocatore solitario ed è palese fin da quando si inserisce per la prima volta il disco di gioco: delle icone eleganti ed amene ci accolgono, delle più svariate forme e dimensioni. A primeggiare ci pensa quella adibita alle mischie “libere”, in cui impostare il proprio set di regole, scegliere partecipanti tra CPU o amici seduti accanto a noi sul divano e dedicarsi ad un po’ di sane mazzate in allegria. Accanto a quest’ultima sono ben visibili quelle adibite alle partire online, vero fiore all’occhiello della produzione. Tutto il materiale single player è riassunto sotto la piccola ed, agli inizi, disorientante “giochi e altro”. Tant’è che si tende quasi a non notarla, financo pensare che le modalità classiche manchino.

Per quanto sembri, come suggerivamo, un modo più o meno esplicito di mettere l’esperienza solitaria in secondo piano una volta scartabellato tra le opzioni disponibili si ha a disposizione una discreta dose di sostanza videoludica. Nulla di trascendentale, ma comunque sufficiente a tenervi impegnati quanto basta.

Se proprio non ne volete sapere di avere gente per casa o di collegarvi al Nintendo Network per qualche parapiglia globale potete misurarvi nella nuova “Modalità Classica”, appositamente riarrangiata in modo da concedere un approccio più dinamico e personale. Così come già provato in Kid Icarus Uprising (non ha caso diretto da Sakurai) è possibile alzare ed abbassare il livello di difficoltà investendo monete di gioco.

Tanto più si scommette, tanto più i nemici saranno tosti ed imprevedibili, ascendendo il termometro della complessità si può avere accesso a nuovi boss di fine corsa; se c’è una cosa che vale la pena sperimentare è proprio lo scontro finale a settaggi vertiginosi, nel quale, oltre che al consueto duello con Master e Crazy Hand, ci si deve confrontare contro una non meglio specificata energia oscura multiforma. Capace di trasformazioni spettacolari ed animata egregiamente!

Archiviata la modalità Classica rimane quella All Star che non ha subito modifiche evidenti oltre al fatto che ora i contendenti entrano in ordine cronologico inverso e gli Eventi, anch’essi pressoché invariati se non per la possibilità di sbloccarne di nuovi in una struttura simile ad un tabellone e non più lineare come in passato.

A fare da collante al tutto ci pensano una valanga di trofei e collezionabili dei quali fare incetta nelle suddette modalità o da acquistare in un apposito negozietto che si rifornisce costantemente. Se avete monete extra da spendere potete anche fare una partita a Cuccagna di Trofei, ove viene richiesto di sgomberare l’arena da vari oggetti in caduta libera costante, a prestazioni migliori corrispondono piogge di trofei e denaro più copiose.

Una volta racimolato un numero consistente di feticci potete esibirli a mo’ di diorama, guardarli in tutta la loro storica bellezza, leggere i brevi trafiletti scritti tra il serio ed il faceto e bullarvene con gli amici!

Oltre ai trofei è possibile recuperare equipaggiamenti e nuove tecniche con le quali personalizzare i personaggi, una delle novità più evidenti offerte da Smash for Wii U è senza dubbio un netto ribilanciamento delle possibilità di adattamento. Non è difatti più possibile creare dei veri e propri mostri, capaci da ogni punto di vista e palesemente troppo avvantaggiati, ora si possono affidare al proprio armigero solo tre strumenti alla volta ed ognuno porta benefici così come svantaggi: volete accrescere il vostro attacco equipaggiando una medaglia? E’ molto probabile che siffatto strumento vi porti un netto peggioramento delle qualità difensive, vi piace essere veloci come lippe? Abituatevi all’idea di perdere qualche punticino di capacità offensive.

Le tecniche alternative, ben tre per ogni categoria, per ogni personaggio, sono sufficientemente variegate e permettono di svecchiare la lista di azioni disponibili per quei combattenti di cui magari vi siete annoiati o verso i quali non riuscite ad avvicinarvi poiché lontani dal vostro stile.

Il quadro generale rende la partecipazione dei personaggi personalizzati molto più probabile e gradita nelle partite tra amici anche se, badate bene, occorre spuntare un’apposita opzione dalla schermata delle regole e, in qualunque caso, rimane proibito utilizzarli se giocate in rete con estranei.

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E’ possibile personalizzare i propri Mii Fighter con un mucchio di cianfrusaglie rinvenute in single player.

E’ un mondo di legnate

Di precisione elvetica è l’operato del buon Sakurai: il sistema di controllo calza come un guanto, le collisioni sono perfette così come le tempistiche di ogni attacco o oggetto. Non temete dunque, ancora una volta se siete giocatori molto tecnici avrete pane per i vostri denti e sfoderare schivate dell’ultimo secondo, contromosse aeree e rientri nell’arena per un soffio sarà la vostra gioia quotidiana.

E’ nelle modalità online che l’anima competitiva e raffinata del gioco viene maggiormente esaltata, una volta entrati nell’apposita sezione si può scegliere se giocare “per divertimento” o “per la gloria”. Grazie alla prima spunta possiamo partecipare ad incontri standard, con ambientazioni classiche, oggetti e “stage hazard” attivati; mentre è con la seconda che la faccenda diviene seria, vengono tolti tutti gli imprevisti di contorno (quindi niente oggetti, ostacoli ecc…) e l’arena ci si presenta nella usa forma omega, ovvero totalmente piatta e prima di dislivelli e piattaforme.

La modalità “per la gloria” è ovviamente indirizzata ai giocatori di fino e per gli incontri basati sulla pura abilità, si può entrare in una rissa quattro contro tutti, in un due vs due a squadre e nell’inossidabile uno contro uno. Le regole sono fisse, in modo da proporre una sfida uguale per tutti; il risultato degli incontri viene registrato in modo da formare il nostro record e la media vittorie\sconfitte.

Dicevamo che la faccenda si fa seria! Gli scontri di questo tipo online sono una scarica di adrenalina all’ennesima potenza, un tumulto interiore fatto di imprecazioni, gioie e sogni infranti. E’ l’incredibile lavoro di cesellatura fatto per ciascun personaggio a rendere ogni contenzioso una pura libidine. Il plauso più netto per Sakurai e soci va sicuramente all’ottima operazione di ribilanciamento, in grado di riportare tutti i combattenti ad un livello congruo.

Non c’è ingiustizia in Smash, ed ogni volta che si perisce è per una qualche disattenzione così come le vittorie sono il prodotto della fatica e di un’incrollabile concentrazione; il piacere più grande lo si prova proprio durante il discernimento di queste prerogative, quando ci si accorge che nulla è lasciato al caso e con il nostro contributo ogni battaglia può esser vinta ed ogni barbaro trucchetto sfoderato dai nostri avversari (purtroppo in rete non mancano gli spammer selvaggi…) aggirato con la giusta tattica.

Il titolo mette tutti i mezzi necessari per trionfare a nostra disposizione, senza mai chiederci di essere scorretti o anche solo banali, bisogna imparare a saperli riconoscere però e con il tempo diviene un gioco nel gioco nonché obbiettivo ultimo in una sorta di cammino di perfezionamento che inorgoglirebbe Miyagi-sensei in persona!

Qualora le baruffe di matrice competitiva non dovessero fare al caso vostro potete sempre optare per la sezione dedicata alle risse libere, per divertimento appunto. Nelle quali mazzuliare i propri amici o avversari casuali senza preoccuparsi troppo di statistiche di vittoria e facendo affidamento su tutti quegli elementi che rendono Smash un’esperienza un po’ meno tecnica, forse caotica, ma anche più genuinamente spassosa.

L’intera struttura online si può riassumere sicuramente con parole di lode, poter giocare sempre contro avversari umani è un lusso che non vorrete più togliervi, i partecipanti sulla rete sono tantissimi ed i server abbastanza solidi; peccato dunque per qualche seppur lieve stonatura: ad esempio, se si prende parte ad una partita con degli sconosciuti, il ventaglio di modalità disponibili è molto ristretto e diviene impossibile mettere mano alle regole; se tutto ciò è comprensibile quando si gioca per la gloria, così da formare statistiche e record validi per tutti, nelle partite per divertimento suona più come un fastidioso limite.

Per evitare di ritrovarsi a giocare una partita con un set di regole che non ci attrae sarebbe bastato creare un sistema di stanze in cui l’host decide gli estremi del match ed a noi la possibilità di aderirvi oppure cercare un’altra stanza più incline ai nostri gusti, così come già accade in molti altri picchiaduro. E’ veramente un peccato sicché le modalità decise per le risse con sconosciuti sono anche piuttosto restrittive e troppo spicce.

Per fortuna giocando con amici e conoscenti potete impostare e decidere assai di più, oltre che utilizzare i personaggi personalizzati nel single player!

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Chi sa riconoscere da che gioco deriva questa trofeo? C’è in palio… ehm… tutto il nostro rispetto…

Le dimensioni del mio Caos

Non sarebbe uno Smash che si rispetti se non facessero il loro debutto uno stuolo consistente di personaggi, arene ed oggetti; anche qui Sora ltd. e Namco-Bandai hanno dato del loro meglio, con risultati sfavillanti nella maggioranza dei casi.

I novelli combattenti riescono tutti, incredibilmente, a dire qualcosa di nuovo ed interessante. Notevole che nessuno si incastri o finisca per assomigliare eccessivamente ad uno dei veterani degli scorsi episodi, anzi, ognuno brilla per personalità ed unicità! Risultato encomiabile viso che ora il roster conta ben 49 loschi figuri (51 contando anche i tre guerrieri Mii personalizzabili nell’aspetto!!!).

Non mentiremmo se dicessimo che le nuove reclute mettono in ombra anche i migliori tra i personaggi storici della serie ed è galvanizzante poter contare su una selezione così smisurata nella quantità e solida nella qualità.

Alcune delle vecchie guardie hanno subito lievi modifiche così da veicolare quel ribilanciamento di cui vi accennavamo prima, un lavoro di microchirurgica precisione che equilibra tutti al meglio, c’è da chiedersi però se, dopo ben quattro titoli, non valesse la pena rinfrescare un po’ di più alcuni di essi, magari ripartendo da zero o aggiornandone le capacità. Piuttosto sconsolante ad esempio vedere Ganondorf ancora una volta relegato a clone di Capitan Falcon o Link e Zelda nella loro versione Twilight Princess targata 2006, certo qualche personaggio è stato giustamente tirato a lucido e modificato in meglio (Pit di Kid Icarus) ed alcune Smash finali sono state defenestrate (molto meglio ora Luigi e King Dedede) ma altre rimangono intonse anche quando clamorosamente datate o scarsamente collegate al personaggio che le sfodera (davvero Peach non si sarebbe meritata qualcosina di meglio? E Mario, Link, Bowser? Si poteva decisamente provvedere a donare loro una sf più iconica).

Una volta scelto il personaggio bisogna che abbia un luogo adibito per combattere e questo Smash non lesina colpi di scena dal punto di vista delle arene; forse le più riuscite e brillanti da quando la serie è iniziata. Sia che vi confrontiate sulle soleggiate spiagge dell’isola Wu Wu o a migliaia di anni luce nello spazio siderale su di un planetoide con il faccione di Mario il risultato è di sicuro impatto. Ogni area ha i suoi piccoli imprevisti, le sue distrazioni (e distruzioni…); alcune sono tremendamente dinamiche, come quella ambientata nell’universo di Starfox in cui ci si combatte sullo sfondo di una battaglia intergalattica, altre premiano vedute e panorami più rilassati. Il bello è che molte vantano leggi e regole uniche, ad esempio in quella dedicata a Mario Galaxy la gravità asseconda quella del pianeta su cui si poggiano i piedi, nel ring di Punch-Out! si può volteggiare sulle corde al bordo del quadrato. Piccole cose, a volte, ma in grado di creare quell’effetto vivido e meraviglioso che rende ogni sfida avvincente e diversa quel tanto che basta da far dire “un’altra partita e poi smetto, giuro!”

Ci sarebbe molto da segnalare anche dal punto di vista dei nuovi strumenti ma, per amor della sintesi, vi basti sapere che le recenti entrate elargiscono divertimento in manciate generose e che non siamo di fronte a semplici revisioni di vecchie idee ma a nuove possibilità che si incastrano su quelle precedenti o le completano armoniosamente.

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Purtroppo lo spazio è tiranno e non abbiamo avuto modo di approfondire l’editor degli scenari che per quanto non vastissimo permette di realizzare qualche ideuzza in più rispetto a Brawl.

In otto si è in compagnia

Tutto questo scritto ed ancora non vi abbiamo parlato di una delle novità più eclatanti in assoluto. Forse ricorderete quando in un’anteprima estiva, proprio qui su MyRewievs ci lamentavamo di una certa reticenza da parte del team di sviluppo nel voler provare le nuove possibilità tecniche offerta dal salto tra Wii e Wii U. Nella fattispecie gracchiavamo scontenti che non si fosse innalzato il numero di combattenti ammessi contemporaneamente in un’unica rissa. Ebbene qualcuno in territorio nipponico deve aver trovato il tempo di tradurre il nostro scontento e tramutarlo nelle neonate partite ad 8 (!!!) giocatori.

Uniche note negative: in siffatte bolge non è possibile selezionare tutte le arene disponibili (vengono ovviamente escluse quelle troppo piccine) ed alcuni “stage hazard” non si attivano, probabilmente per evitare che il già traboccante caos divenga ingestibile. Salvo queste piccole esclusioni nulla vi vieta finalmente di vedere dai cinque agli otto dei vostri beniamini darsele di santa ragione senza esclusioni di colpi ed il tutto sorretto da gloriosissimi 60 frame al secondo, senza un singhiozzo o un’incertezza.

Certo, rimane, un’impresa titanica riuscire a vedersi sempre nell’arena, in particolare quando la telecamera eccede nello zoom per riprendere tutti i contendenti nell’inquadratura, e se le schermaglie in quattro a volte assumono le fattezze di zuffe caotiche figuratevi con il doppio dei personaggi! Sono sacrifici ai quali dover sottostare per provare le brezza di vivere quella che pare una vera e propria parata multicolore di legnate!

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Le circensi liti ad otto giocatori! Occhio a non rubare qualche strumento importante o potreste attrarre l’attenzione di tutti contemporaneamente…

Videoludus plenus

Smash non è sicuramente il titolo che più di tutti flette i muscoli di Wii U o che mette in evidenza la rediviva potenza della console. Il lavoro sinergico tra Sora Ltd. e Namco-Bandai trova la sua forza più nelle prestazioni che non nella resa. Le texture sono pulite, piacevoli; c’è qualche bel riflesso ed effetto di illuminazione che ogni tanto ammanta ed avviluppa i lottatori ma la complessità poligonale è nella norma e gli altri effetti funzionali, nulla più.

L’occhio ha comunque la sua proverbiale parte grazie ad un comparto animazioni minuziosamente curato che porta in vita i personaggi innalzandone la vivacità e la vividezza. Ci è parso di scorgere un nutrito numero di “frame” di animazione extra per ognuno di essi anche nelle azioni più banali e all’apparenza marginali.

Che dire poi dell’aggiornamento a schermo: 60 fps, assoluta costanza, un monolite ludico tarato alla perfezione. Che si meni in quattro, in sei, in otto. Che ci sia un carnevalesco inferno su schermo o l’apocalisse istessa non ci è mai capitato di vedere un’incertezza, un minimo sussulto; lasciateci dire che in un titolo dalla precisione millimetrica come Smash archiviare un risultato di questo tipo è una priorità assoluta e gli sviluppatori passano l’esame a pieni voti ed annessa lode.

Un altro successo è sicuramente la conquista di uno stile grafico univoco che coinvolga e rappresenti personaggi provenienti da mondi tanto diversi, fattore che rischia di passare in secondo piano ma di assoluta importanza.

Dopo aver placato l’appetito degli occhi preparatevi al luculliano pasto che affronteranno le vostre orecchie: in Smash ci sono trent’anni di storia di musica videoludica, riproposti, arrangiati, ammodernati. Si passa dalle percussive melodie di epoca NES ai proseliti orchestrali delle prime console 3D non disdegnando il minimalismo elegante dei suoni di seconda generazione.

Ogni serie è rappresentata da un numero imbarazzante di musiche, alla cui scrittura (o arrangiamento) hanno partecipato tra i più abili musici in materia videoludica del sol levante tutto.

Il volume di materiale udibile è da stropicciarsi i padiglioni auricolari e per fortuna esiste un’apposita sezione in cui ascoltare tutti i brani in tranquillità, anche gli effetti sono curati nei più minuti dettagli e ricreano finemente le atmosfere dei giochi originali da cui sono stati strappati.

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Il motore grafico sa dipingere scenari pittoreschi e carichi di dettagli!

Gli amici se ne vanno…

Smash per molti è qualcosa più che un gioco: un’opera omnia, un’enciclopedia in salsa Nintendo, è come un secondo Capodanno! In grado di far convivere sul medesimo schermo, seppur solo per il tempo di un’allegra scazzottata, tutti gli idoli di almeno tre generazioni di videogiocatori. E’ dunque impervio sbilanciarsi in una valutazione, voto per un’opera che potrebbe essere ancora giocata ed idolatrata da qui ad un numero indefinito di anni.

La nuova rissa globale ci ha convinti su più fronti, la quantità di materiale somministratoci in queste settimane avrebbe fatto venire l’indigestione a chiunque, ed ora è il momento di ordinare le idee e trarre le dovute conclusioni consapevoli che ogni viaggio, per quanto monumentale, ha i suoi alti e bassi.

Come più volte ribadito la struttura centrale dell’esperienza non lascia adito a dubbi, Nintendo consegna ai suoi avventori quello che è probabilmente lo Smash più fluido e pulito di sempre. Il più elegantemente puntuale e bilanciato. I nuovi personaggi sono un’autentica goduria da utilizzare così come le ambientazioni alzano l’asticella qualitativa ancora una volta.

L’aspetto che non sempre riesce a convincere a pieno riposa invece nella direzione che pare aver preso l’intero progetto: l’esperienza single player è stata volutamente castrata per concentrarsi sulla rifinitura del gameplay “centrale”.

Con Brawl ci siamo abituati, forse viziati, a credere che Smash debba avere anche una trama, una modalità centrale che faccia da collante a tutto il materiale sparso nel disco di gioco. Se nel capitolo per Wii il compito era brillantemente assolto dal “Emissario del Subspazio” (per chi non lo avesse giocato una sorta di story mode dai toni e dal gameplay avventurosi) qui su Wii U non c’è nulla che possa ergersi a paragone ed il vuoto è, palesemente, ingombrante.

Tutto il materiale per giocatore singolo pare un po’ sfilacciato, disunito. Manca insomma una modalità polposa ed iconica, che dia carattere ed una visione omogenea al tutto.

Sakurai si è opposto ad un nuovo “Emissario” perché, a suo dire, per colpa di internet gli utenti hanno accesso prematuro ai contenuti rovinandosi così la futura esperienza diretta. Ma a conti fatti è una “scusa” che non ci pare regga per intero e l’idea che un po’ di contenuto sia stato lasciato fuori per via di tempi di programmazione più ristretti e per il cosviluppo della versione 3DS serpeggia nelle nostre, avide, menti di giocatori incontentabili.

Il medesimo motivo pare aver portato alla scelta di rendere quasi tutti i combattenti disponibili sin dall’inizio, in un presente in cui lunghe sessioni per conquistare nuovi personaggi non sembrano più stuzzicare l’appetito degli acquirenti gli otto lottatori da sbloccare possono essere ottenuti con una facilità disarmante, dimenticatevi imperativi come “tapino, finisci la modalità classica con trenta diversi personaggi” o “sbarbato, termina il livello nel momento esatto in cui il contatore del tempo segna 2 sulla cifra dei centesimi!!!” ora potete fare filotto e raggiungere la totalità del roster in un’oretta scarsa e soddisfacendo requisiti che definire amichevoli è un eufemismo…

Non ci sentiamo di appoggiare del tutto questa scelta, in pratica riassumente la nuova filosofia di cui vi parlavamo ad inizio recensione. Poter accedere alle partite online o competitive fin da subito al massimo delle proprie possibilità è un’opzione gradita ma in questo si è tolto un po’ di mordente al materiale in singolo che si ritrova depauperato di un obbiettivo finale e dei giusti stimoli per intrattenere a lungo. Non ci pare un caso che nell’esperienza fatta fin’ora con il titolo, circa cinquanta ore, abbiamo sì e no terminato un terzo dei contenuti in solitaria ma sul nostro contatore di partite in rete primeggia un 700 incontri completati. C’è una precisa mentalità dietro a tutto questo, delle scelte di design precise, che accogliamo positivamente solo in parte.

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Per giocare potete utilizzare il GamePad della Wii U, telecomando Wii con o senza nunchuck, controller Pro, il Nintendo 3DS e tramite uno speciale adattatore il Joypad del Gamecube. Adesso provo a controllare se il mio joystick dell’Atari 2600 è compatibile…

Conclusioni: Nintendo dimostra ancora una volta di conoscere meglio di tutti la sue creatura e si presenta con quanto di meglio la serie abbia da offrire. Gameplay da applausi, roster interamente bilanciato e meccaniche ancor più affinate fanno di Smash for Wii U il capitolo più pulito e ludicamente raffinato di sempre. Le baruffe online riescono ad intrattenere con gusto e la natura duale del titolo fa si che possano goderne giocatori alle prime armi così come i fan incalliti. La possibilità di confrontarsi con il mondo intero rende tutto più significante, galvanizzante e frenetico, così come la solidità dell’impianto tecnico e la quantità imbarazzante del contenuto audio promuovono il gioco ad un ulteriore gradino superiore.

La solita foltissima schiera di memorabilia, collezionabili e siparietti storico-videoludici conferiscono all’opera un sapore enciclopedico dalla portata inusitata, croce e delizia di ogni utente navigato che rimarrà tra l’altro stordito dalla cura con cui è ammantato ogni dettaglio e cesellata ogni situazione.

Gli unici rimpianti derivano da un apparato single player solo sufficiente e dalla mancanza di una modalità centrale in grado di amalgamare meglio tutto il contenuto oltre che da una formula di gameplay ormai portata al suo limite e che in futuro avrà sicuramente bisogno di una rivoluzione sostanziale per essere ancora al centro dell’attenzione… ma per ora godetevi il gioco e buono Smash a tutti!    

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