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The Crew – Recensione

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Titolo : The Crew
Sviluppatore: Ivory Tower in collaborazione con Ubisoft Reflections; Ubisoft Shangai;Asobo Studio.
Pubblisher: Ubisoft
Genere: Racing Game
Data di uscita: 2 Dicembre 2014
Piattaforme: Xbox One, Pc, Ps4.

Non si può certo dire che quest’anno Ubisoft sia stata con le mani in mano, infatti oltre a Far Cry 4 e Assassin’s Creed Unity usciti quest’inverno e ai vari Watch Dogs, Child Of Light e Valiant Hearts usciti nel corso dell’anno abbiamo assistito ad una vagonata di titoli Made in France.

Ubisoft però ha voluto strafare ed ecco dunque che lancia anche un corsistico e stiamo ovviamente parlando di The Crew, il titolo porta con se delle aspettative piuttosto alte, le soddisferà? Oppure la SH Francese ha voluto svillupare troppi giochi in poco tempo?

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Riscaldiamo i motori

Prima di inoltralci in fredde analisi tecniche è bene mettere in chiaro che il corsistico Ubisoft è leggermente diverso rispetto ai suoi rivali, infatti stiamo parlando di un gioco che come campo da battaglia può vantare gli interi Stati Uniti, dunque non proprio una mappa minuscola, essa non sarà però fine a se stessa in quanto è stata riempita di eventi.

Gli eventi si divideranno in 3 grandi categorie, la campagna principale, il multigiocatore online e il puro e semplice free roaming durante il quale avrete delle sfide da soddisfare. Al termine di ognuno degli eventi otterrete dei soldi di gioco che vi permetteranno di potenziare la vostra vettura, e parlando di tuning è necessario citare una cosa che ci ha fatto alquanto storcere il naso: le modifiche estetiche che effettueremo sui nostri bolidi non influiranno minimamente sulla tenuta di strada o sulla guidabilità togliendo di fatto un minimo di strategia al cambio pezzi, l’unico modo per ottenere ricambi meccanici necessari per il vero progredimento della vettura è vincere gli eventi con un notevole distacco. C’è da dire che comunque le modifiche estetiche sono molte e varie e ci permetteranno di personalizzare la nostra automobile come meglio crediamo.

Interessante invece il fatto che avremo un grado per ogni vettura e un nostro grado generale, in modo che dovremo “farmare” per ogni nostro veicolo e potenziarli singolarmente.

Fino ad ora avrete letto della mappa e di come funzionano i vari eventi ma non vi abbiamo ancora parlato della trama che accompagnerà le nostre sventure alla guida, infatti nonostante non sia un punto fondamentale per i Racing Game riesce ad essere un punto negativo del gioco, con una storia banale e con comprimari dal carisma pari a 0 che avranno come unico compito quello di allungare il brodo della storia per permettere una campagna dalla durata più che decente.

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Lo scintillio delle strade

Mappa enorme, varie cose da fare ed un tuning in parte fine a se stesso.

Questo potrebbe essere il riassunto di The Crew fino ad ora, come potete ben vedere non abbiamo parlato della cosa forse più importante per un Racing Game ovvero la guidabilità e la IA avversaria.

Vorremmo poter omettere questo punto, vista la bassa qualità con il quale sono stati sviluppati, ma in sede di recensione ci è impossibile, in The Crew infatti troviamo forse una delle IA peggiori mai viste in un gioco di questo genere nel recente periodo.

Perchè direte voi? Molto semplice, con questo gioco potremo stilare la guida sul come non fare la IA avversaria, tra rivali che non sbagliano nemmeno mezza curva, faranno manovre fisicamente impossibili (facendoci addirittura pensare che fosse un glitch), non andranno MAI fuori pista e sopratutto avranno un abilità standard del tutto slegata dall’effettivo livello della vettura.

Tutto questo comporta una delle cose più fastidiose che ci possano essere in un racing game, infatti se anche voi faceste la gara della vita riuscendo a non sbagliare niente, al primissimo errore che commetterete verrete sorpassati, in quanto gli avversari vi saranno sempre e comunque attaccati alla marmitta, e tutto questo non è niente visto che nel caso opposto, ovvero noi che sbagliamo tutto lo sbagliabile, i nostri rivali rallenteranno fino all’inverosimile permettendoci dunque di recuperarli in scioltezza, questo unito al difetto precedente ci farà vivere delle gara sul quale sembriamo quasi non avere potere.

Ci troviamo dinnanzi a una situazione quasi paradossale, con un gioco che offre eventi vari e che all’apparenza sembrano divertenti ma che purtroppo pecca proprio sulle basi di un Racing Game.

Andiamo poi veloci sul sistema di guida, sicuramente migliore rispetto all’IA del gioco e sicuramente aggiustabile manualmente, peccato che di default abbiamo un titolo che ci farà sentire dall’inizio alla fine il fastidiosissimo effetto saponetta con qualsiasi vettura noi prenderemo (tranne le vetture più potenti) e che di fatto non ci ha dato un feedback alla guida positivo.

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Questione di fisica

Dopo IA e guidabilità ecco un altro punto molto negativo della produzione di Ubisoft ovvero la fisica.

Siamo davanti ad un gioco incompleto sotto questo punto di vista, infatti ci ha dato quasi l’impressione di un gioco in BETA, il titolo Ubisoft può vantare tanti difetti per quanto riguarda la fisica partendo da un auto che viene attratta al terreno durante i voli in maniera del tutto irrealistica, passando per macchine che vengono spostate quasi con la telecinesi per evitare scontri frontali e tantissimi bug, glitch e quant’altro che vi rovineranno sicuramente l’esperienza di gioco.

Parlando poi di esperienza visiva inutile dire che per fare una mappa così grande abbiamo volutamente tralasciato i dettagli, ed infatti ci ritroviamo un mondo di gioco sì estremamente vasto ma anche estremamente scialbo con davvero pochi, pochissimi scorci degni di nota.

E per mancanza di dettaglio intendiamo anche la grafica in se, avremo infatti pedoni e animali impossibili da investire e con un livello di dettaglio non altissimo, vetture da “Traffico” che sfigurano vistosamente se messe a confronto con le auto principali ed edifici di basso livello, a tutto questo aggiungiamo che il titolo gira a soli 30 fps tra l’altro non stabili visto che ci saranno vistosissimi cali anche nel corso delle gare.

Buon livello per quanto riguarda il sonoro, infatti avremo dei motori ben realizzati e una colonna sonora tutto sommato godibile.

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Online, salvezza o abisso?

Sicuramente molti di voi quando hanno letto di una IA non proprio eccellente avranno subito pensato “beh, c’è sempre l’online competitivo” dando di fatto una possibilità di salvezza almeno sotto quel punto di vista al titolo francese, purtroppo ci spiace rompere le vostre speranze ma anche l’online è un punto molto a sfavore del titolo.

Partiamo da un matchmaking pressochè inesistente, con i giocatori appena sbarcati che si troveranno contro bestie da corsa che li spazzeranno via in men che non si dica, in più aggiungeteci che il livello del veicolo è più importante della bravura del pilota stesso visto che anche se voi sapete a memoria un tracciato verrete comunque sorpassati da chiunque abbia “farmato” più di voi.

Citiamo anche la componenti MMO con soli 8 giocatori, e anche lenti da trovare, e se aggiungiamo un lag onnipresente che si va ad aggiungere a numerosi glitch trovete in The Crew un esperienza online davvero oscena.

Tirando le somme, The Crew è un titolo ampiamente insufficiente che ha poche cose buone da offrire e tante cose brutte da mostrare, un occasione persa per Ubisoft e per tutti gli appassionati di Racing Game, il nostro consiglio è di prenderlo solo se possedete una console Sony visto che magari lì la concorrenza scarseggia, per quanto riguarda Microsoft perde su tutti i fronti contro Horizon 2 e dunque prendete tutta la vita il corsistico esclusivo Xbox.

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Salvatore "Razor" Sabatino

Ragazzo 18enne nonchè videogiocatore da quando ne aveva 3 ha iniziato a giocare con Nintendo 64 e Ps1 e il suo primo gioco è stato PAC MAN WORLD, platform sviluppato da Namco per il 20esimo anniversario della palletta gialla. Amante di Basket (Chicago Bulls), UFC (Anderson Silva), Wrestling (Cm Punk;Seth Rollins), Calcio (A.C. Milan) e guardatore occasionale del tennis, è un grande giocatore dei titoli sportivi. Il suo gioco preferito è The Wonderful 101, ama anche fumetti (Dylan Dog su tutti) e serie TV (Scrubs).
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