Pro Evolution Soccer 2015 – Recensione

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Titolo: Pro Evolution Soccer 2015
Distributore: Halifax
Sviluppatore: Konami
Data di uscita: 14/Novembre/2014
Piattaforme: Ps4, Ps3, Xbox One, Xbox 360, PC.
Genere: Sportivo.

Come ogni anno ecco che puntuali escono i titoli calcistici, anche se quest’anno PES tanto puntuale non lo è stato visto che la sua uscita è avvenuta nel mese di Novembre, ben due mesi in ritardo rispetto al suo rivale.

All’annuncio della data di uscita tutti davano per spacciato il calcistico Konami, un’uscita tardiva e un capitolo 2014 deludente non erano sicuramente buoni presagi, eppure complice una caduta di stile del titolo EA potrebbe essere l’anno adatto per ritornare il RE che era un tempo.

Si ritorna sul campo.

Analizziamo subito la componente principale di questo PES 2015 ovvero il gameplay, un gameplay che negli anni precedenti non ci aveva mai convinto del tutto e che sinceramente sembrava sempre a metà.

Quest’anno però Konami ha sfornato un gioco con un gameplay sopraffino, scordatevi i corridori impazziti del titolo EA e preparatevi ad un ritmo di gioco più lento e ragionato, infatti in PES non si potrà puntare direttamente la porta ma bisognerà riuscire ad imbastire un azione offensiva che ci possa portare ad un eventuale goal.

Chiariamo subito un concetto, non è impossibile saltare l’uomo anzi, infatti se abbiamo a nostra disposizione un Ronaldo o un Messi riusciremo magari a saltare anche 2-3 avversari però alla lunga verremo fermati, la cosa aggiunge un che di tattica in quanto con questi fenomi al nostro servizio avremo maggiori opzioni offensive. Parlando di Dribbling una cosa che non abbiamo per nulla gradito è sicuramente il sistema di Skill, più complesso rispetto a FIFA e questo può piacere o non può piacere ma sicuramente meno accurato, il titolo EA ha sempre imposto delle stelle Skill che andava a stabilire quante skill un giocatore fosse in grado di fare. Nel titolo Konami c’è un qualcosa di simile ma non ugualmente efficace, in quanto sono stato in grado di fare una bicicletta con Koprivec sconosciuto portiere del Prastogna, ciò detto è ovvio allora che qualsiasi giocatore sia in grado di compiere determinate skill togliendo di fatto parte del realismo.

Oltre a costruzione dell’azione e dribbling un altro fattore che negli anni scorsi non aveva troppo convinto era la fisica dei tiri, i palloni infatti erano troppo tesi e si riuscivano a tirare delle bordate anche dai 40 metri, beh in questo capitolo il problema è stato in parte risolto in quanto non sarà facile segnare da distanze considerevoli però abbiamo comunque notato una certa tendenza dei palloni di centrare sempre e comunque la porta e di essere sempre un po’ troppo tesi.

Per quanto riguarda la fisica del pallone in generale nulla da dire, netti passi in avanti in ogni senso, dai cross ai passaggi rasoterra tutto è stato reso molto bene.

Ma teniamo il meglio per ultimo, vero tallone d’achille di ogni calcistico (vedasi il pessimo lavoro di FIFA 15 da questo punto di vista), i portieri.

Cosa abbiamo da dire sui numeri 1? Che sono semplicemente ottimi, sanno quando devono uscire, quando devono respingere e quando devono bloccare, non sono imbattibili in quanto dei portieri scarsi saranno facili da bucare, ma non sono nemmeno delle groviere visto che un Neuer sarà difficilmente battuto, insomma un lavoro sicuramente migliore rispetto al rivale è stato compiuto e sicuramente i portieri difficilmente saranno la causa principale di una vostra eventuale sconfitta.

Ci sembra doveroso citare nel corso di questa recensione il sistema di gestione squadra, nulla da dire in ogni caso in quanto le opzioni sono esattamente le stesse di PES 2014 senza alcuna modifica di sorta.

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La coppa dalle grandi Orecchie.

Un buon gioco non è tale se non offre divertimento, e PES ha molte cose da offrire per raggiungere tale scopo.

Oltre alla modalità Champion’s League in cui dovremo vincere il più prestigioso trofeo europeo alla guida di un club di nostra scelta, troveremo: Europa League, AFC Champion’s League, Coppa Sudamericana e Coppa Libertadores, inoltre ci saranno una miriade di campionati tra cui alcuni di Serie B e un paio di Coppe varie.

Insomma sotto il punto di vista delle competizioni non manca di certo la scelta, e come se non bastasse il calcistico Konami ci mette davanti molte altre possibilità sia Online che Offline, infatti potremo giocare alle divisioni Online che sono identiche a quelle di FIFA, solo che qui contano 12 stagioni anziché 10 e il MyClub.

Cos’è MyClub? Semplice, partiremo con lo scegliere il club che tifiamo (da cui dunque prenderemo stemma e divisa) e sceglieremo un nome per esso, successivamente sceglieremo di che nazionalità vorremmo il nucleo della squadra e partiremo dunque all’avventura con il nostro appena nato Club.

Con la nostra squadra potremo affrontare partite singole contro la CPU, partite singole contro altri giocatori, stagioni Online e stagioni Simulate (in cui la nostra squadra gioca da sola), ad ogni partita guadagneremo dei punti che ci serviranno per ingaggiare degli agenti che a loro volta ci ingaggieranno un giocatore.

Ma come funziona il sistema di ingaggio? Ogni agente avrà una qualifica (esperti in portieri, in giocatori italiani etc.) e ognuno di esso avrà un rango (2 stelle, 3 stelle, elitè etc.), una volta scelto il nostro agente e pagatolo con i punti (un agente di solito di basso livello ci sarà regalato al termine di ogni partita) partirà una roulette in cui ci saranno dei palloni (che si suddivideranno dal più scarso al più importante, i colori sono in ordine Bianco, Bronzo, Argento, Oro, Nero) e noi dovremo cercare di prendere il pallone più importante, una volta preso il pallone al suo interno uscirà un giocatore a caso, in questa modalità è l’unico modo per racimolare giocatori in quanto non esiste un mercato.

Tutto facile vi direte, beh oltre che i giocatori è importante anche l’allenatore, infatti ogni allenatore avrà una capacità di gestione. Infatti se avremo troppi campioni in squadra e avremo un allenatore mediocre il nostro spirito di squadra scenderà e giocheremo male (lo spirito di squadra funziona esattamente come l’intesa in FIFA ovvero si crea tra giocatori di stessa nazionalità etc.), dunque sarà importante che il mister cresca di pari passo con la squadra.

Tirando le somme MyClub è una modalità assolutamente assuefacente che vi terrà incollati allo schermo nel tentativo di trovare qualche top player nei palloni, la degna controparte di Ultimate Team.

Saremmo molto soddisfatti dell’online di PES se il matchmaking non ci desse così tante tribolazioni, infatti non è raro trovare server in manutenzione oppure che il gioco faccia fatica a trovarci un avversario, inoltre non è raro che il matchmaking sballi le partite facendoci trovare squadre troppo forti rispetto alla nostra (come appunto Prastogna – Real Madrid), insomma da rivedere assolutamente la parte di ricerca partite.

Piccola nota in calce, l’allenamento, che consideriamo una modalità a se stante in quanto offrirà delle minisfide divertenti da fare ma che vi insegnaranno anche le basi del gioco dunque una nota positiva che farà contenti i Neofiti.

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Grafica e Licenze.

Ed eccoci dunque ad analizzare gli ultimi due punti di Pes 2015, il comparto tecnico e le licenze.

Togliamoci le cose negative subito, le licenze in PES sono poche, i campionati di Serie B sono totalmente fittizzi e il campionato inglese è fasullo (tranne che per il Manchester United), inoltre mancano squadre come il Borussia Dortmund e tutto questo nonostante la licenza della Champion’s League fanno perdere fascino alla competizione stessa.

Lo stesso discorso non vale per i giocatori, molti dei quali sono licenziati e sono molto simili alle controparti reali, infatti il comparto grafico di PES è molto curato visto che i volti sono eccezionali e i modelli poligonali non sono niente male.

I tifosi in curva sono resi molto meglio rispetto agli anni passati e l’erbetta del campo è verosimile alla realtà, peccato per le animazioni dei giocatori a volte sconnesse e poco realistiche ma anche qui c’è stato un passo in avanti rispetto agli scorsi capitoli.

Prima abbiamo citato i tifosi dunque perchè non parlare di audio? I tifosi sugli spalti si faranno spesso sentire, esultaranno realisticamente per un goal e rimarranno storditi da un palo, insomma hanno reazioni umane abbastanza credibili, quello che fa perdere tantissimi punti all’audio del gioco è la tremenda ed imbarazzante telecronaca ad opera di Caressa.

Non sappiamo quale sia stato il problema in fase di produzione ma sappiamo che c’è stato, frasi sconnesse, toni vocali incerti (si passa da euforia al parlare a bassa voce) e in generale una recitazione penosa, non citiamo nemmeno il commento tecnico totalmente assente e quelle poche volte che si sente è anche inutile.

Commento assolutamente bocciato.

Commento finale.

PES è tornato, dopo anni di latitanza lo possiamo finalmente dire, con il suo ritmo più ragionato, la sua vagonata di modalità e la sua grafica molto buona si innalza ad alternativa di FIFA a tutti gli effetti, non vediamo l’ora di mettere le mani su PES 2016 per vedere ulteriori evoluzioni che devono esserci sopratutto sotto il punto di vista del commento e delle animazioni, per il resto qualche limatura andrà più che bene ma per il momento ci godiamo un gran gioco calcistico.


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