NAtURAL DOCtRINE – Recensione

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Titolo: Natural Doctrine
Genere
: GDR tattico
Sviluppatore: Kadokawa
Publisher: Bandai Namco
Numero di giocatori: 1-2 online
Risoluzione Video: fino a 1080P
Piattaforme: PSVita/PS3/PS4
Localizzazione: Tutto in inglese

Introduzione

I titoli delle ultime due generazioni di console in generale sono sempre state un po’ criticate per il bassissimo livello di difficoltà rispetto a quelli dell’era PS1/DC/N64 e precedenti, per fortuna i giapponesi From Software con la serie Souls hanno sensibilmente cambiato le carte in tavola forti anche di una direzione artistica notevole e pregiata che ha sicuramente dettato un nuovo standard qualitativo, in paritcolar modo per i titoli con suffisso “-GDR” provenienti dal Sol Levante e non. I Kadakowa Games specializzati in giochi per console portatili presentano Natural Doctrine, RPG strategico dai tratti nipponici approdato anche sulle console maggiori di casa Sony e che ha fatto parlare di sè per l’altissima complessità nel gameplay tanto da richiedere una patch per facilitare le cose.

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Selezione naturale

La trama di Natural Doctrine è ambientata nel regno di Feste, ultima roccaforte umana in un mondo popolato da disgustosi esseri che per sopravviere hanno bisogno del Pluton, un raro e prezioso minerale che permette l’uso della magia. In questo clima di povertà i cittadini più ricchi pagano delle spedizioni alla ricerca del materiale, e il nostro party ha proprio questo compito. Impersoneremo un soldato di Feste di nome Geoff al quale si affiancheranno con il tempo altri personaggi: con loro dovremo ripulire caverne da orchi e goblin e risolvere più di una situazione spiacevole per non sfociare in una guerra. Come se non bastasse nel corso della spedizione ci imbatteremo in una minaccia ancor più grande che potrebbe portare alla totale estinzione del genere umano.

La trama come si può evincere è quantomeno banale e purtroppo non ci si affeziona granchè ai personaggi neanche dopo svariate ore di gioco, scordatevi quindi gli eroi ben caratterizzati di FF Tactics o Fire Emblem, saremo del tutto apatici.

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Sistema di combattimento

Natural Doctrine non porta innovazioni nel campo degli RPG strategici, anzi è abbastanza in linea con altri prodotti (meglio) usciti. Si parte con un tutorial già di per sé difficile e confuso, in sostanza il campo di gioco non è diviso in una griglia bensì in aree più piccole che, a seconda del terreno, possono essere più o meno vantaggiose per noi o per i nostri avversari, dovremo quindi stare ben attenti e posizionare minuziosamente i nostri personaggi: ad esempio un personaggio più debole fisicamente come l’incantatore andrà posizionato vicino ad altri personaggi e dietro una roccia, in questo modo sarà più protetto.
La buona coordinazione delle truppe è essenziale non essendoci veri e propri turni di gioco come in altri titoli, infatti soddisfacendo determinate condizioni si possono concatenare gli attacchi delle unità con delle linee colorate portando bonus vari e permettendo l’attacco preventivo ai nemici, tutto molto bello, peccato che essi siano troppo resistenti già dall’inizio e con un attacco continuo metteranno ko il nostro party, da notare che anche con la morte di un solo personaggio andremo in contro al Game Over dovendo ripetere tutto dal checkpoint di 20 minuti prima!
Altra pecca la troviamo nella gestione della magia, per utilizzare incantesimi i maghi non consumano MP ma proprio il Pluton che cerchiamo, ciò vuol dire recuperarlo sconfiggendo nemici ma con poche magie è tutto più complicato.

Un titolo difficile quindi, dove anche i veterani del genere devono confrontarsi con un sistema di apprendimento basato sul “die & respawn” tanto amato dai fan dei Souls; infatti solo dopo decine di morti improvvise, errori valutativi e svariate ore buttate al vento avremo le prime soddisfazioni, e nonostante ciò la sensazione di non aver capito tutto è sempre presente.

La longevità è buona, l’ideale sarebbe alternare le missioni di trama con quelle di grinding nelle miniere, levellare e poi proseguire con l’avventura con i personaggi più forti, forti anche dei punti esperienza da spendere nel classico sistema ad albero.

Il multiplayer del titolo è controverso: viene abbandonato il genere strategico in favore di una modalità card game alla Magic online, risulta piacevole ma qui si cambia davvero gioco.

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Hud e aspetto tecnico

L’interfaccia di Natural Doctrine è il caos, neanche in League of Legends ho notato così tante cose sullo schermo, sembra un browser intriso di spam: icone, linee, tabelle, barre, parole, balloon e un combat log infinito, come se non bastasse non è possibile skippare le animazioni dei personaggi e quindi ancora una volta l’esperienza di gioco viene meno.
Visivamente il feedback che mi ha dato Natural Doctrine è quello di un gioco PS2 upscalato in HD, nonostante sia un titolo cross-gen uscito anche su una console portatile i poligoni dei personaggi sono abbastanza semplici ed imbarazzanti, gli ambienti spogli nonostante una visuale dall’alto che poteva “semplificare” le cose in termini di risorse tecniche. Il character e il level design nelle immagini non a schermo sono davvero convincenti, peccato non sia lo stesso nella controparte in-game, perfino le animazioni sono basilari e a tratti sembrano scattose.
Il sonoro di contro è ben curato, audio giapponese sempre affascinante e musiche ben realizzate che però risulteranno un po’ ripetitive, i sottotitoli sono presenti solo in inglese.

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Conclusioni

In conclusione Natural Doctrine poteva essere un titolo davvero interessante, un annuncio promettente per un genere ancora di nicchia e che può contare su una solida base di fan. Purtroppo anche se le prime ore possono divertire, andando avanti ci si rende conto di essere di fronte ad un titolo poco chiaro, difficile e frustrante che non può neanche contare su un comparto grafico degno di nota o un multiplayer perlomeno utile. Consigliato solo a chi cerca una VERA sfida, dettata più da errori nella progettazione che in un gameplay solido quanto difficile.