Stronghold Crusader II – Recensione

Stronghold Crusader II - intro

Salve mio sire, la tua roccaforte ti attende
Questa era la frase con cui venivamo accolti in Stronghold, RTS a sfondo medievale pubblicato da Firefly Studios nel 2001. Forte di una campagna principale solida, di un gameplay versatile ed intuitivo e di melodie particolarmente ispirate, la prima produzione del team venne acclamata da pubblico e critica, diventando a tutti gli effetti un must per gli appassionati.
Gli anni passarono e vennero sfornati altri capitoli, sempre più distanti dalla qualità del capostipite, di cui ricordiamo Stronghold 3 uscito nel 2011 che, dopo l’insipido Stronghold 2 e l’esperimento fallito di Stronghold Legends, ha segnato il punto più basso toccato della serie.
Consapevole dell’insuccesso, Firefly decide di dare un seguito a Stronghold Crusader, spin-off uscito nel 2002 che, pur ricalcando fortemente la struttura di Stronghold, si distingueva per l’ambientazione, spostando l’attenzione verso le crociate e la Terra Santa, e per tutta una serie di contenuti aggiuntivi, quali nuovi nemici e la modalità schermaglia personalizzata, unica vera mancanza del fondatore della serie.
Dunque, ecco arrivare Stronghold Crusader II, che tenta di ricreare la formula vincente della serie in una veste grafica moderna, nella speranza di recuperare il lustro progressivamente perso nell’ultimo decennio. Possiamo parlare di un ritorno alle origini riuscito?

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Stronghold Crusader II
Data di uscita: 23 settembre 2014
Sviluppatore: Firefly Studios
Publisher: Firefly Studios
Piattaforme: PC
Numero di giocatori: 1-8
Localizzazione: completamente in italiano
GAMEPLAY

Fin dalla prima partita, le meccaniche ricalcano fedelmente lo spirito classico della serie: nei panni di un Lord verremo messi a capo di una fortezza che dovremo gestire ed espandere per soggiogare uno o più avversari. Pertanto, occorrerà costruire segherie e cave di pietra per erigere una moltitudine di edifici e le mura per proteggere il proprio dominio, posizionare nei pressi delle oasi strutture come meleti, caseifici e allevamenti di animali per fornire i viveri con cui sostentare la nostra crescente popolazione ed edificare l’armeria per poter ospitare l’armamentario necessario per schierare le nostre truppe.
Rispetto al Crusader originale, le novità sono minime: potremo addestrare nuove unità presso caserma, la postazione dei mercenari e il campo di assedio, come il ranger, il derviscio rotante e il trabocco, ed avremo accesso alle candele, nuova risorsa necessaria per permettere a luoghi come le chiese di fornire servizi religiosi. Si registrano alcune piccole varianti alla formula originale: ad esempio, il numero di popolani derivante dalla costruzione delle casupole sarà variabile e dipenderà dalla loro ubicazione rispetto la fortezza. Sono stati anche introdotti dei fenomeni casuali, come tornado, in grado di spazzare via strutture e unità al suo passaggio, e le invasioni di locuste, in grado di mettere temporaneamente in ginocchio una economia.
Come per gli altri capitoli, sarà determinante mantenere soddisfatti i propri sudditi, in modo da avere un costante afflusso di popolani per riempire le fila del proprio esercito e mantenere attiva e produttiva la propria economia. A tal proposito, sono stati cancellati i fattori positivi, come i giardini, e negativi, come la gogna, elementi che, nel primo Crusader, avevano un impatto sulla produttività del proprio popolo e sulla propria reputazione. Di conseguenza, il grado di appagamento del proprio regno ora deriverà prevalentemente dalla quantità di razioni elargite e dalle tasse richieste, a cui si aggiungono eventi benefici, derivanti dalla costruzione di locande e luoghi religiosi, ed eventi negativi, come una invasione di locuste.

Stronghold Crusader II - fortezza

In alto a destra è possibile impostare le tasse, le razioni, la produzione di birra e i servizi religiosi. Si può anche notare come un evento casuale, come un matrimonio, stia contribuendo ad aumentare temporaneamente la felicità dei propri sudditi.

La componente single player ruota attorno alla Terza Crociata, che vede contrapporsi il crociato Riccardo Cuor di Leone e il saraceno Saladino per il dominio della Terra Santa. Oltre ad uno scarno tutorial iniziale, possiamo trovare cinque campagne di apprendimento, che, fatta eccezione per la prima che funge da rafforzamento per il tutorial, ci metterà a capo in maniera alternata delle forze crociate e della Mezza Luna.
Benché il pacchetto confezionato preveda missioni a difficoltà crescente (sarà possibile anche fissare tra basso, medio e alto il grado di difficoltà di ogni missione) e con obiettivi variegati, ciò che lascia l’amaro in bocca è il loro risicato numero: infatti, avremo a che fare con 15 missioni, davvero poche se si pensa alla loro limitata durata e al fatto che non vi è alcuna costruzione narrativa alla loro base. Fortunatamente, per compensare la longevità, sono stati predisposti dei percorsi di schermaglia predefiniti, dove affronteremo 24 mappe in situazioni sempre più ostice, combattendo non solo contro avversari saraceni, ma anche contro il Ratto e il Lupo, personaggi incontrati già nel primo Stronghold.

Stronghold Crusader II - altura

Piazzare i propri arcieri in una posizione sopraelevata potrà solo giovare alla difesa del proprio regno.

Dopo questi percorsi predefiniti, vi è la classica schermaglia personalizzata che consente di decidere liberamente come strutturare la partita all’interno di un gran numero di scenari messi a disposizione dagli sviluppatori, aumentabili grazie alle mappe creabili autonomamente attraverso l’editor o importandole dalla community. Gli avversari messi a disposizione sono 8 ed ognuno di loro avrà un proprio modus operandi nel gestire la propria rocca e nell’arte militare, offrendo una discreta varietà, elemento enfatizzato in fase di partita contro più avversari alleati tra loro. Per terminare, vi è la modalità Sandbox, ovvero la costruzione libera che incentra la partita esclusivamente sull’aspetto gestionale.
Novità per la serie Crusader è il multiplayer che, come la schermaglia personalizzata, offre la possibilità di combattere deathmatch fino ad 8 giocatori umani. E’ prevista anche una modalità cooperativa, che permette a due giocatori di gestire il medesimo castello. Purtroppo, i server non sono molto frequentati, con davvero pochi giocatori e poche partite disponibili.
A due mesi dall’uscita, le patch correttive escono ancora con costanza, portando, oltre ai classici fix, anche nuovi contenuti, come nuove mappe e piccole variazioni al gioco, testimoniando un interesse da parte dello sviluppatore di migliorare il proprio titolo, anche sulla base dei feedback ricevuti dai giocatori.

ATMOSFERA

Stronghold Crusader 2 offre una grafica spartana, composta da animazioni piuttosto semplicistiche e legnose, textures e dettagli ambientali elementari e movimenti delle unità a tratti grossolani, elementi ancor più visibili se si zooma su una porzione di mappa. Nonostante ciò, l’atmosfera che permea il titolo non fa rimpiangere l’antenato, rendendo piacevole osservare il proprio castello prosperare e dominare la vallata da una altura, scagliando frecce dalle proprie imponenti torri sui poveri soldati nemici che tentano di invadere i nostri domini. Come nel terzo capitolo, ci si è affidati al motore grafico Havok che, pur non offrendo un risultato appagante come in altre produzioni, offre una buona fluidità nelle situazioni più congeniate e conferisce un maggiore realismo all’azione di gioco, come il rotolamento in discesa delle armi da assedio abbattute e lo sgretolamento delle mura nemiche a causa dei massi scagliati dalla proprie catapulte. Visto il dettaglio grafico, i requisiti hardware sono decisamente bassi ed abbordabili, rendendolo fruibile anche su PC con parecchi anni sulle spalle.

Stronghold Crusader II - assedio

Sebbene la vista degli assedi dall’alto sia una piacevole visione, avvicinandosi è possibile constatare il dettaglio approssimativo dei modelli.

Come il comparto visivo, anche il comparto sonoro fa il suo dovere, senza però fare gridare al miracolo. Il doppiaggio propone una localizzazione italiana complessivamente positiva, gli effetti audio denotano una discreta qualità e i motivetti ascoltabili durante il corso della partita sono piacevoli, sebbene molti siano stati ripresi tali e quali dal Crusader di 12 anni fa.

VERDETTO FINALE

Stronghold Crusader 2 rappresenta una trasposizione moderna del vecchio Stronghold Crusader, proponendo la stessa ambientazione e la stessa formula di gioco senza grandi varianti, con l’unica differenza che tutto ciò è ora coadiuvato dal motore Havok che offre una grafica tridimensionale correlata da una fisica discreta.
Sebbene il gioco risulti fedele alle origini, con un gameplay dal fascino intramontabile, un ottimo connubio tra componente gestionale e militare e una difficoltà tendente all’alto, è innegabile quanto la produzione Firefly sia incapace di spiccare per qualche elemento particolare.
Sebbene la sufficienza sia stata pienamente raggiunta e il prodotto finale possa essere reputato positivo e divertente, non sussistono gli elementi necessari per elevare questo titolo.


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