NBA 2K15 – Recensione (PC)

La versione Next Gen di NBA 2K14, arrivata al lancio di Xbox One e PS4, riuscì a sorprendere grazie ad uno splendido comparto tecnico e grazie ad una serie di modifiche al gameplay ed al comparto fisico. Purtroppo, però, la controparte per PC fu una delusione perchè identica a quella per Xbox 360 e PS3, ma quest’anno i ragazzi di Visual Concepts hanno rimediato portando sul mercato una versione per Personal Computer completa, ma saranno riusciti a confermarsi e a realizzare l’ennesimo titolo di grandissima qualità?

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: NBA 2K15
Data di uscita: 10 ottobre 2014
Sviluppatore: Visual Concepts
Publisher: 2K Sports
Piattaforme: PC, Xbox One, PS4, Xbox 360, PS3
Localizzazione: Audio in Inglese, testi in Italiano

Parlando di un titolo sportivo, ovviamente, l’aspetto più importante è rappresentato dal gameplay e fin da subito, sotto questo aspetto, si notano diverse migliorie e aggiunte. Per prima cosa è stato ritoccato il sistema di tiro, in quanto bisognerà tener conto di un indicatore, ma si dovrà anche valutare il momento migliore per effettuare un tiro, in base alla posizione del giocatore ed alla marcatura della difesa. In NBA 2K15 risulta sicuramente più complesso realizzare tiri da tre o segnare da posizioni improbabili magari con uno o più difensori che cercano di stopparci. Questo era uno dei difetti del capitolo dello scorso anno e posso tranquillamente affermare che è stato risolto; ora infatti, è fondamentale far girare la palla e tirare in situazioni “sicure” e se possibile con giocatori liberi. Questo perchè sia l’IA amica sia quella nemica sono state decisamente migliorate rispetto alla versione dello scorso anno, infatti quando attaccheremo i difensori avversari cercheranno di ostacolarci in tutti i modi e di farci tirare in situazioni difficili, anche se alcune volte, con giocatori molto veloci come Derrick Rose e John Wall ho notato un’eccessiva facilità nell’andare a canestro, ma questo fortunatamente avviene raramente. Fondamentale è anche essere molto concentrati durante la fase offensiva, perchè non di rado potrà capitare di subire un contropiede dalla squadra avversaria ed in questi casi sarà molto difficile porre rimedio ed evitare di subire canestro senza compiere un fallo, dato che l’IA avversaria sfrutta molto bene la superiorità numerica. In generale, comunque, i nostri avversari ci puniranno molto spesso al minimo errore e per questo motivo NBA 2K15 offre un ottimo livello di sfida anche nella modalità Single Player, con ovviamente delle differenze in base al livello di difficoltà settato. Anche i nostri compagni, però, si comportano in modo realistico andando a sfruttare gli spazi lasciati vuoti dagli avversari ed effettuando continui tagli per smarcarsi, e lo stesso vale anche in difesa, perchè difficilmente lasceranno un giocatore completamente solo. Ottimo anche il comparto fisico che va ad influenzare le stoppate e le palle rubate. Come in NBA 2K14,infatti, sbilanciando un avversario e pressandolo sarà molto più facile rubargli la palla. Per quanto riguarda le stoppate, invece, dovremo scegliere il tempo giusto per cercare di non commettere fallo o saltare a vuoto e lasciare “strada” libera all’avversario. Tuttavia, in alcuni casi, le stoppate si rivelano eccessivamente efficaci e troppo semplici da effettuare, sopratutto se utilizzeremo difensori come Joakim Noah o Dwight Howard.

Altro pezzo forte di NBA 2K15, come sempre, è ovviamente la grande quantità di modalità che spazziano dal semplice match tra due squadra o dalla classica stagione con uno dei 30 team della lega fino a modalità più particolari ed apprezzate come MyTeam e MyCareer. La modalità MyTeam non si differenzia moltissimo dalla modalità Ultimate Team vista in Fifa 15. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di partire da una squadra di basso livello e cercare di arrivare ai playoff e vincere la lega migliorando il team con  giocatori sempre più forti; anche in questo caso il roster può essere aumentato con i classici pacchetti oppure acquistando singoli giocatori con i crediti di gioco. Insomma, nulla di nuovo, ma questa modalità riesce lo stesso a divertire. Modalità forse più apprezzata è MyCareer, con la quale dovremo creare il nostro giocatore scegliendo sia aspetto fisico sia il ruolo e quindi le caratteristiche principali. Se con NBA 2K14, però, partivamo con un match tra rookie e con il draft, con il quale venivamo scelti da un team, quest’anno partiamo già a stagione in corso; questa scelta porta maggiore varietà alla modalità, ma potrebbe far storcere il naso ad alcuni appassionati, perchè partire dal Draft donava maggior completezza e realismo al titolo. Come nell’edizione dello scorso anno, in MyCareer sarà possibile acquistare potenziamenti per il proprio giocatore, in questo caso raggruppati per categorie, che vanno dal miglioramento delle caratteristiche, come maggiore precisione al tiro o una migliore capacità nell’eseguire stoppate, fino a potenziamenti “superficiali” come la possibilità di eseguire schiacciate più spettacolari. Inoltre sarà possibile firmare contratti con una serie di sponsor, per personalizzare ulteriormente il nostro giocatore. Questa modalità, inoltre, risulta molto coinvolgente grazie ai numerosi intermezzi visivi a cui potremo assistere durante la stagione e grazie alle varie interviste e conferenze stampa a cui potremo partecipare. Per il resto NBA 2k15 presenta le solite modalità, come MyGym e MyPark. In questa edizione del titolo è assente una modalità equivalente a LeBron James Path to Greatness, presente in NBA 2K14 e totalmente assente nel 15, sarebbe stato interessante poter impersonare un altro giocatore, magari Kevin Durant, o alcune tra le stelle della storia della NBA. Non mancano, invece, le squadre di Eurolega, ancora una volta, però, con roster “vecchi” di un anno. Quindi troveremo ancora, per esempio, Keith Langford e Curtis Jerrels a Milano; purtroppo difficilmente queste rose verranno aggiornate e quindi ci si dovrà accontentare, anche perchè manca una modalità nella quale utilizzare le squadre europee, che possono essere usate solo nelle semplici amichevoli. Fa piacere l’aggiunta di nuovi team, per un totale di 25, ma questo aspetto del titolo è stato curato in maniera piuttosto approssimativa.

Nulla da dire, invece, sul comparto grafico, che si presenta davvero impressionante. Su PC ci sono stati miglioramenti sotto tutti i punti di vista, con animazioni più fluide e realistiche, una creazione dello stadio e della folla curata ed incredibilmente immersiva e sopratutto modelli poligonali di quasi tutti i giocatori completi e di altissimo livello, con volti praticamente identici a quelli delle controparti reali e definiti in ogni dettaglio. Ottimo anche il sonoro con cori decisamente soddisfacenti e la solita telecronaca di altissimo livello. In questo senso, però, stona la colonna sonora piuttosto piatta e di bassa qualità. Da apprezzare anche la presenza di Shaquille O’Neal ed Ernie Johnson nei pre-partita, i quali parleranno del match che sta per avere inizio, feature che più che altro ha la funzione di mascherare i caricamenti.

Per concludere anche quest’anno i ragazzi di Visual Concepts hanno fatto centro. Il gameplay rinnovato e capace di regalare ancora molte soddisfazioni, la grafica praticamente perfetta ed accompagnata da un comparto sonoro di altro livello ed una quantità di contenuti capace di regalare ore e ore di divertimento, rendono NBA 2K15 la migliore simulazione attualmente sul mercato. Non mancano le sbavature, ma si tratta di aspetti di poco conto, se amate il basket quest0 è un gioco che va comprato.


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