S.T.A.L.K.E.R.: Lost Alpha – Recensione

 

Lost Alpha OK
E’ singolare ritrovarsi il logo della software house GSC Game World e del publisher THQ all’avvio di Lost Alpha, dato che si tratta di due realtà cadute in disgrazia, come è singolare che il gioco stesso derivi proprio da una disgrazia. Anche il nome del titolo stesso, “L’Alpha perduta”, risulta essere propizio, considerando che tutto ciò che ruota intorno a S.T.A.L.K.E.R., come il brand stesso, può considerarsi perduto.
Purtroppo, la serie, nonostante la grande personalità ed originalità, ha sempre avuto vita difficile.
Apparso per la prima volta nel lontano 2001, Shadow of Chernobyl venne alla luce nel 2007 dopo un lungo e tortuoso travaglio, in una versione instabile, colma di bug e con una marea di contenuti tagliati. Nonostante ciò, la nuova IP venne apprezzata, tant’è da creare attorno a sé una community di appassionati pronti a sostenerla e a rattoppare le mancanze degli sviluppatori con mod amatoriali.
Terminata la prima trilogia con Clear Sky e Call of Pripyat, venne iniziato lo sviluppo di S.T.A.L.K.E.R. 2, capostipite di una seconda trilogia ma, a causa di una serie di vicissitudini, venne interrotto, portando allo scioglimento della software house. Nel mentre accadeva tutto questo e nascevano all’orizzonte progetti come Survarium ispirati alla serie S.T.A.L.K.E.R., un talentuoso team chiamato dez0wave era all’opera su una corposa total conversion diretta a ricreare Shadow of Chernobyl nella sua forma completa, comprensiva del materiale tagliato all’epoca del suo sviluppo. Ecco, dunque, nascere Lost Alpha, una sorta di titolo a metà tra un capitolo apocrifo e un remake.

SCHEDA DI GIOCO

Data di uscita: 26 aprile 2014
Sviluppatore: dez0wave
Piattaforme: PC
Localizzazione: completamente in inglese e testi parzialmente tradotti in italiano.
Download gratuito: modDB oppure torrent
Link utili italiani: Darimar’s Zone, Forum Hardware Upgrade, Forum TGM
Versione testata: 1.3003

TRAMA

L’inizio ricalca esattamente Shadow of Chernobyl: nell’anno 2012, dopo essere stati soccorsi e portati da un trafficante locale, ci ritroveremo a vestire i panni di Marchiato, uno stalker privo di memoria, la cui unica informazione sul suo passato è rappresentata da un palmare danneggiato contenente una nota: “Uccidi Strelok“. Allo scopo di scoprire la sua identità, Marchiato si metterà in marcia attraverso la caotica, insidiosa e misteriosa Zona, tra mille sparatorie, radioattività e fantasmi di un luogo dimenticato da Dio.

Sebbene le prime ore di gioco non si discostino molto da SoC, ben presto si avrà modo di rendersi conto di quanto sia stata modificata la storyline principale.
Pur mantenendo un alone di familiarità, l’evolversi degli eventi è stato pesantemente rivisto ed ampliato attraverso un gran numero di nuove missioni, che vanno ad integrarsi a quelle già esistenti, con il risultato di concepire una storyline animata da quest più articolate e corpose. Se la parte iniziale sembra essere più un arricchimento, la fase centrale e finale della trama risultano essere state stravolte, con nuovi personaggi a fare da padroni e con l’instaurazione di nuovi legami con le fazioni vecchie, come i Monolith, e di nuova concezione, come quella dei Sin. Tutto ciò, è accompagnato da un cospicuo numero di dialoghi di buona fattura, colpi di scena, visioni del passato, imboscate e tutta una serie di numerosi aneddoti che non mancheranno di strappare una smorfia di sorpresa a chi pensava di conoscere a fondo la Zona.

Lost Alpha - Doc

La narrazione è accompagnata da numerosi nuovi personaggi, alcuni dei quali solo intravisti attraverso dei filmati o semplicemente citati in SoC.

Sebbene il nuovo plot narrativo sia piacevole, offrendo nuovi momenti davvero ben congeniati, il palese confronto con SoC fa trasparire una vicenda non all’altezza.
Nel 2007, Marchiato, uomo incapace di ricordare la sua identità, intraprendeva un percorso pressoché solitario, costituito da passi che lo portavano sempre più vicino alla verità senza però mai coglierla del tutto, con la costante di avere a che fare con un contesto enigmatico e misterioso. Nel 2014, il percorso è molto più chiaro: scopriremo in anticipo chi siamo, riallacceremo vecchi rapporti ed intraprenderemo un percorso guidati da informazioni e fatti, senza la curiosità e l’ignoto a fare da padroni, con l’aggiunta di alcuni cliché che lasciano un po’ a desiderare. Di conseguenza, assistiamo ad alcune scelte che vanno in netto contrasto con quanto visto nel 2007 e che vanno a spezzare certi momenti topici, scacciando parzialmente l’alone di mistero che permeava SoC e stridendo con quella concezione di Zona completamente fuori dagli schemi ed avviluppata dall’ambiguità.

Voto: 7

GAMEPLAY

Rispetto allo stravolgimento estremo della trama, con il gameplay ci si è limitati ad alcune modifiche ed aggiunte, attingendo ad alcuni elementi di Clear Sky e Call of Pripyat, senza deviare dalla formula originale di SoC: Marchiato dovrà cibarsi, abbeverarsi e dormire per sopravvivere, la radioattività derivante dall’ambiente e le emorragie dovute a colpi potenti avranno ripercussioni negative sulla salute, i manufatti recuperati fungeranno da protezione per le anomalie e così via.
Oltre ad una serie di bilanciamenti e all’introduzione di nuovi manufatti, anomalie, oggetti e mutanti, sono state proposte piccole varianti, come la necessità di equipaggiare nella cintura le munizioni a seconda dell’arma in uso e di cambiare periodicamente le batterie alla propria torcia, e delle novità (o pseudo-novità per chi ha provato alcune mod e i capitoli successivi), come la possibilità di guidare alcuni veicoli in alcuni frangenti e scenari (feature ancora instabile), avere un kit per combinare artefatti insieme alle parti dei mostri recuperati e compiere aggiornamenti di varia natura sulla propria arma e armatura.

Lost Alpha - nuovo mostro

Una delle nuove creature che saremo chiamati ad affrontare nella Zona.

Tuttavia, la vera componente amplificata è il free roaming: se in SoC la libertà d’azione era onesta, in Lost Alpha si assiste ad una amplificazione massiva delle locations, ora molto più orientate ai giocatori che fanno dell’esplorazione un perno insindacabile dell’esperienza di gioco. Ciò ha delle ripercussioni positive, in quanto aumenta il realismo generale (le munizioni andranno conservate con più premura, i viveri usati saggiamente e così via), ma anche negative, in quanto la necessità di dover percorrere molte leghe non farà che smorzare eccessivamente il ritmo della trama.
Per quanto riguarda l’IA e la difficoltà, il gioco offre un grado di sfida tendente all’alto. Sebbene alcune scelte non convincono, come la salute che, dopo un tot di tempo, tende ad autorigenerarsi, la difficoltà dei combattimenti si attesta sempre ad un livello ostico, offrendo un vasto numero di nemici e mostri in grado di mettere Marchiato KO con pochi colpi. In generale, l’IA resta deficitaria, lasciando che sia il numero e non la strategia a mettere in difficoltà il giocatore.

Voto: 8

ATMOSFERA

Cavallo di battaglia dell’intera serie, l’atmosfera ha sempre ricoperto un ruolo primario nell’esperienza di ogni capitolo. Fortunatamente, anche Lost Alpha tiene fede allo spirito di S.T.A.L.K.E.R., offrendo enormi scenari di pregiata qualità e paesaggi sconfinati da togliere il fiato e nel contempo ipnotizzando il giocatore con la desolazione e inquietudine dei suoi luoghi erosi dal tempo e dalle radiazioni.
Le mappe di SoC sono state prese e completamente ricostruite, dando vita ad ambientazioni mai viste prima, come Rostok Factory, oppure espandendo porzioni di mappe fino a farle a diventare standalone, come accaduto a Dead City, prima inclusa in Yantar.
Poiché la base di Lost Alpha è SoC, il motore grafico di riferimento è rimasto quello proprietario della software house ucraina, ossia l’X-Ray Engine. Esente dai miglioramenti introdotte con l’evolversi della serie e dalla marea di mod amatoriali disponibili, i ragazzi di dez0wave si sono adoperati per rendere quando più stabile e moderno il motore, rivedendolo pesantemente. Il risultato ottenuto è un ottimo rapporto tra vastità-qualità delle mappe, sebbene ciò necessiti un costo hardware elevato e non manchino bug e saltuari crash. A fianco di effetti particolarmente convincenti, come le ombre e l’illuminazione, assistiamo, per forza di cose, a texture obsolete, mimiche facciali datate e animazioni molto spesso legnose ed abbozzate (come le nuove cutscenes in-game), ereditate da un gioco con ben 7 anni sulle spalle. Un peccato che non siano state riprese alcune mod, in quanto contribuivano non poco ad alzare la qualità visiva del titolo, offrendo eventi atmosferici davvero lungimiranti.
Nonostante sia fuori discussione l’enorme lavoro compiuto, non si può evitare di contestare quanto le mappe siano grosse e nel contempo vuote di contenuti: in molte occasioni, ci ritroveremo a percorrere km su km senza che vi siano quest ad invitare il giocatore ad addentrarsi in certi edifici o luoghi, dando l’idea di dispersività e limitandosi a ricreare un paesaggio sopraffino.

Lost Alpha_10

La Zona è in grado di regalare scorci davvero affascinanti.

Il sonoro si attesta ad un discreto livello in Lost Alpha. Sebbene le nuove parti doppiate posseggano una qualità a tratti mediocre, i suoni di chitarra e armonica presenti negli accampamenti e i cigolii e rumori sinistri dei laboratori e cunicoli oscuri contribuiscono a dare spessore al contesto.
Sebbene esista una traduzione italiana, ad oggi è consigliabile giocare in inglese, in quanto la traduzione nostrana, oltre ad essere incompleta, risente negativamente delle patch correttive in uscita. Infatti, essendo il gioco uscito prima del previsto, sono tuttora in corso aggiunte di dialoghi e modifiche degli stessi, che, di conseguenza, fanno decadere alcune associazioni con la traduzione italiana.

Voto: 8.5

VERDETTO FINALE

S.T.A.L.K.E.R.: Lost Alpha rappresenta un’occasione imperdibile per (nuovamente) impugnare le armi e sprofondare in una delle ambientazioni più affascinanti mai congeniate. In sette anni, i ragazzi di dez0wave hanno compiuto un lavoro mastodontico, ridando linfa ad una delle serie più atipiche viste negli ultimi anni, ricostruendo magistralmente un gran numero di ambientazioni ed offrendo ore e ore di gioco in più al già longevo SoC, il tutto ricalcando complessivamente lo spirito tipico della serie.
I bug e le sbavature non mancano, come non mancano le incertezze sulla trama, ma, essendo un gioco totalmente gratuito e dalle meccaniche più che appaganti, non sussistono i presupposti per sconsigliarne l’acquisto, né agli appassionati, né a coloro che si affacciano per la prima sulla Zona.

 

 

RIFLESSIONI PERSONALI
Come deducibile dalla recensione, non ci sono dubbi sulle qualità che permea Lost Alpha e sulla bontà del lavoro compiuto da dez0wave.
Tuttavia, una domanda sorge spontanea: Lost Alpha è davvero l’affermazione di Shadow of Chernobyl? Secondo me, la risposta è no. Di seguito elenco le due motivazioni che, a mio avviso, non permettono a Lost Alpha di eguagliare SoC:
l’importanza attribuita al free roaming e all’esplorazione non è azzeccata: in SoC le ambientazioni erano più piccole ma molto più cariche, mentre qui assistiamo ad una esplosione delle ambientazioni che pare ingiustificata. Le nuove ambientazioni non sono state dovutamente sfruttate e riempite di contenuti, costringendo il giocatore a percorrere parecchie ambientazioni avanti e indietro per una sola quest (vedi quella concernente i Sin). Tutto ciò, non fa altro che smorzare alcuni punti salienti della trama, evidenziando anche un cattivo quest design, a cui si aggiungono alcune scelte completamente insensate, come quella di rendere il Bar molto difficile da raggiungere.
la modifica massiva della trama non è convincente: alcune scelte rendono un po’ troppo umane, se non banali, le vicende, scalzando quell’aria di mistero che attanagliava gli eventi. Tirare in ballo gli Illuminati, rendere i Monolith più una setta religiosa che una fazione al servizio di una entità indefinibile come la Zona, far scoprire a Marchiato la propria identità e metterlo strettamente in contatto con il suo passato, avere un boss finale da affrontare, il finale in sé, rende il tutto molto meno mistico e troppo “classico”.


 

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