La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor – Recensione

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L’hype è davvero una brutta bestia per noi videogiocatori incalliti… Ed è proprio a causa dell’eccessivo hype o delle spropositate aspettative che molti titoli alla prova dei fatti hanno lasciato l’amaro in bocca alla maggior parte di noi.
Ammettiamo che quando abbiamo saputo della notizia che Warner Games fosse all’opera su un titolo ambientato nell’universo tanto bello, quanto complesso de Il Signore Degli Anelli, le nostre aspettative sono subito schizzate verso l’alto, visto anche il notevole curriculum del publisher specialmente negli ultimi anni (Batman Arkham e Mortal Kombat).
Ma, tastando con mano il nuovo L’Ombra Di Mordor, in più di un’occasione ci è parso come lo sviluppatore Monolith abbia voluto puntare molto sul sicuro, adoperando meccaniche e sistema di gioco già utilizzati in titoli dal grande blasone degli ultimi tempi.
Approcciando alla recensione con la testa sgombra di pregiudizi, libera da quell’hype che molto spesso si rivela controproducente, cosa troveremo in L’Ombra Di Mordor? Un titolo fresco, ricco di spunti o il classico copia-incolla proiettato verso un risultato sicuro, ma privo di personalità? Scopriamolo.

Titolo: La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor
Sviluppatore: Monolith
Publisher: Warner Games
Genere: Action/Adventure
Piattaforma: PC, PS4, Xbox One
Giocatori: 1
Localizzazione: Totalmente in italiano

La sceneggiatura si presenta con un incipit banale, ma senza dubbio funzionale e che farà felici gli amanti dell’universo di Tolkien per coerenza e rispetto delle tematiche originali.
Vestiremo i panni di Talion, un ramingo del Nord (stessa etnia del ben più noto Aragorn), un guardiano del cancello nero di Gondor. Tutto procede tranquillo con la sua famiglia, fino a quando le forze oscure di Sauron, nella fattispecie un gruppo di Uruk, trucidano Talion e la sua famiglia. Il ramingo, accecato dalla vendetta, non finisce nell’aldilà insieme alla sua famiglia, ma viene catapultato a Mordor accompagnato dallo spirito di un guerriero elfo.
Durante la campagna incontreremo diversi personaggi già tratteggiati ampiamente nelle trilogie cinematografiche del neozelandese Peter Jackson, oltre che a personaggi inediti ma comunque caratterizzati in maniera ottima, e sempre attinenti ai toni dark della storia messa su dai ragazzi di Monolith.

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Saremmo degli ipocriti se non lo ammettessimo… Ma le fondamenta del gameplay di  L’Ombra di Mordor sono prese in gran parte dalle opere videoludiche di più recente realizzazione. Ci troviamo di fronte ad un ibrido tra le meccaniche di free-running di Assassin’s Creed ed il combattimento della serie Batman Arkham. Ma non è assolutamente di plagio che stiamo parlando… Certo, si tratta di libera ispirazione, ma ciò non significa che il titolo di Monolith sia privo di una personalità propria.
E’ davvero tangibile come gli sviluppatori americani abbiano cercato, nonostante le basi già abusate, di tratteggiare un gameplay ricco di personalità, come ad esempio l’introduzione del Nemesis System, dove i principali componenti delle armate Uruk vengono spawnati a random, cercando di far adottare al giocatore di volta in volta una strategia differente, e soprattutto cercando di farlo approcciare al campo di battaglia con più cautela possibile. Vero punto a favore di questo sistema è l’uccisione dei capitani delle armate Uruk di Sauron.
Ciascun capitano avrà punti deboli, un ruolo nelle gerarchie delle armate e strategie proprie. Starà a noi scoprire quante più informazioni possibili interrogando diversi orchi contrassegnati nello scenario, in modo da poter affrontare le battaglie preparati al meglio.

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Inoltre, i ragazzi di Monolith, hanno ben pensato di lasciare le abilità più interessanti dalla seconda metà della campagna principale.
Una delle doti più interessanti messe a nostra disposizione, è il controllo delle menti dei nostri avversari, che permette di esplorare un ulteriore numero aggiuntivo di strategie da poter utilizzare.
Certo, Shadow Of Mordor non è tutto tattiche e stealth… Ci saranno molti momenti in cui poter poter portare a termine un determinato obiettivo, dovremo farci largo a colpi di fendenti e contrattacchi. Inutile dire che il numero di nemici sarà nella maggior parte dei casi in numero soverchiante, e per poterli terminare, sarà richiesta una buona dose di tempismo e velocità, proprio come nella tradizione del sistema di combattimento dell’altra saga della famiglia Warner Bros. Games, ossia Batman Arkham.
L‘Ombra Di Mordor va controcorrente con la maggior parte dei titoli moderni, non includendo in sé una modalità online multiplayer. Il titolo si concentra tutto nella modalità campagna singolo giocatore, la cui durata è estremamente soggettiva, e varia da giocatore a giocatore.
Se concentrate tutte le vostre energie verso le missioni della campagna principale, porterete quest’ultima a termine in 8-9 ore. Nel caso apparteniate alla stirpe barbara di quei giocatori hardcore, che amano vestirsi delle pelli dei propri nemici e che forgiano da sé le spade sguainate in battaglia e che ultimo, ma non meno importante, amano completare al 100% le avventure come questa, allora il titolo vi porterà via potenzialmente 20-25 ore.

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Uno dei punti forti del titolo Monolith/Warner Games è senza dubbio il comparto tecnico, curato di ogni dovizia di particolari. L’universo messo su dagli sviluppatori è estremamente credibile e fedele all’immaginario creato da Tolkien su carta e da Sir Peter Jackson su pellicola.
Dal punto di vista artistico, Mordor viene riprodotta come desertica, quasi deprimente e deteriorata dalla presenza delle armate del signore oscuro Sauron. Pur non trattandosi di uno scenario estremamente complesso da riprodurre, questa cura fa piacere a noi videogiocatori, ma soprattutto a coloro che vivono a pane e Signore Degli Anelli (o Lo Hobbit), che avranno finalmente un’ottima trasposizione videoludica della saga in cui cimentarsi.
Dal punto di vista meramente tecnico, il gioco si mostra molto curato e dettagliato, con textures in alta definizione e un eccellente sistema di illuminazione. La versione PS4 testata, riusciva a reggere il confronto anche con una versione PC settata su fascia alta. Discorso a parte quando per PC si installano le textures ultra-HD in 4k. Ma solo una piccola parte della comunità dei videogiocatori potrà usufruire di tale beltà su schermo, in quanto il suddetto texture-pack richiederà una scheda grafica da ben 6 gb di memoria.
Ottimo anche il comparto audio, con un eccellente accompagnamento musicale ed un doppiaggio italiano realizzato in maniera eccelsa, sia per personaggi principali che comprimari (come l’ottimo campionamento delle voci degli Uruk).

VERDETTO FINALE

Accolto inizialmente con un alone di sospetto dall’intera comunità, L’Ombra Di Mordor ha favorevolmente sorpreso tutti in fase di review.
Se da un lato abbiamo delle fondamenta che innegabilmente richiamano ad altre opere del panorama, dall’altro abbiamo delle chicche nel gameplay, nel comparto artistico e tecnico che permettono al titolo di Monolith di potersi vantare di una identità propria. Certo, non è un titolo esente da difetti, ma quei pochi che ci sono, vengono messi in ombra (non a caso!) dai pregi che costituiscono un titolo solido, divertente e ben confezionato.
Tutti gli amanti dell’immaginario di Tolkien e Jackson, avranno finalmente pane per i loro denti… A 12 anni dal rilascio della prima epica pellicola cinematografica, anche noi poveri mortali del mondo dei videogiochi possiamo fregiarci di un valido gioco ispirato a questo magico ed epico universo.

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