spate (640x360)

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Spate
Genere: Platform
Data di uscita: 24 marzo 2014
Sviluppatore: Eric Provan / Ayoo Games
Publisher: Ayoo Games
Piattaforme: PC 
(Windows, Mac, Linux)
Localizzazione: completamente in inglese

TRAILER DI LANCIO

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Fnm7NUiDCws]

Dagli sfocati orizzonti bianconeri del macabro Limbo, disegnati da Morten Bramsen, ai dettagli evidenziati dal rosso acceso del più recente Monochroma (che riprende quanto già visto in Betrayer), negli ultimi anni il mondo dei platform a scorrimento orizzontale ha visto scorrere fiumi di videogiochi che mirano ad emergere puntando forte sulla loro veste grafica, che, nel più dei casi, apprezziamo maggiormente al gameplay sin troppo minimalista che ci viene offerto da molte odierne produzioni videoludiche. Superato lo “scoglio” Kickstarter, grazie al quale molti di questi progetti interessanti vengono alla luce, finanziati e sostenuti da migliaia di giocatori, Spate si getta nella mischia, presentandoci il mondo steampunk surreale pensato per far da cornice alla storia che ci sarà narrata dalla voce fuori campo di Jack Bair. La mente dietro a tutto questo è Eric Provan, famoso artista nell’industria cinematografica che nel suo curriculum vanta di aver lavorato a film come Piovono Polpette, Alice in Wonderland, Lanterna Verde, Hotel Transylvania e The Amazing Spider-Man, ai quali andrà ad aggiungersi Big Hero 6, in arrivo nei cinema a Natale. Insomma, le promesse sono davvero elevate e di fronte a quanto si può leggere sulla carta ci potremmo aspettare l’ennesimo tentativo riuscito di trionfare sulla triste commercialità che spesso premia titoli meno meritevoli e soffoca i piccoli team di sviluppo, limitati economicamente ma ricchi di idee geniali e uniche.

Spate #2 (640x360)

Spate ci racconta la storia del detective Bluth, tormentato dalla tragica morte della piccola figlia e abbandonato dalla moglie a causa della sua dipendenza dall’alcol, al quale il nostro protagonista si è aggrappato in cerca di conforto, rassegnato da una vita tormentata dal dolore. Un nuovo caso lo porta ad indagare sulla scomparsa di un uomo d’affari che è stato visto l’ultima volta entrare in una zone proibita, conosciuta come “Xzone”. Questo viaggio lo porterà non solo a dover risolvere l’enigma celato dietro alle misteriose sparizioni su quest’isola ma a lottare contro se stesso in preda alla follia. Armati di una bottiglia di assenzio, vestiremo i panni di Bluth e verremo trasportati dalle sue allucinazioni in ambientazioni distorte come la realtà che lo circonda. L’aspetto più riuscito in Spate è indubbiamente l’atmosfera. Provan ha dipinto e deformato ogni elemento di gioco con la stessa maestria che lo ha portato a lavorare per Walt Disney Animation Studios. Pregevole anche la soundtrack, scritta e diretta dal compositore Mike Raznick, alla quale si aggiunge un ottimo doppiaggio inglese.
Non è tutto oro quel che luccica, giusto? E Spate ne è la prova… Se da un lato abbiamo una realizzazione tecnica lodevole, dall’altro bocciamo un gameplay che scricchiola pure in quel poco che ha da offrire, tradendo così la buona premessa iniziale. Spate è un platform ma si identifica in questa categoria solo “etichettandolo”. A differenza di altri esponenti del genere, Spate ha un livello di sfida pressoché nullo, tanto che in alcune fasi di gioco ci troveremo a dover semplicemente andare avanti o nella più rischiosa delle ipotesi a dover saltare un ostacolo. Da segnalare la possibilità di configurare i comandi con il controller Xbox 360, anche se, come avrete già pensato, questa “aggiunta” non risulta particolarmente utile, avendo in gestione il solo controllo del protagonista. “A spezzar la noia”, in alcuni brevi momenti di gioco dovremmo usare un cannone per colpire una piattaforma su cui poter saltare. E, purtroppo, non finisce qui… Sorso dopo sorso, il detective Bluth affronterà la gradinata che lo condurrà al finale in poco meno di due ore giocate (!).

Spate #3 (640x360)

Il potenziale inespresso di Spate è un’occasione mancata per Eric Provan, che con questo progetto esce timidamente dall’ombra mentre altri esperimenti del genere hanno dominato la scena, come Dear Esther, al quale tanto ambiziosamente mirava. Consigliarne o no l’acquisto sarebbe sbagliato visto la natura del titolo, ma valutate attentamente la spesa perché Spate è completamente in inglese (anche i sottotitoli). Detto questo, prendete le dovute distanze se non lo conoscete, in virtù del fatto che, narrazione e veste grafica a parte, c’è ben poco da salvare.

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