SalinaDocFest 2014: la 3a giornata

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CONCORSO - Chiara Zilli - Io voglio le ali bianche 1

La 3a giornata del SalinaDocFest si apre alle h 10.00 (Centro Congressi di Malfa) con la sezione Donne.Doc. In proiezione, La canta delle marane di Cecilia Mangini(Italia, 1962, 11′) e Dal profondo di Valentina Zucco Pedicini, (Italia, 2013, 72′) Si prosegue con la finestra Memorie del Mediterraneo, che ospita le registe Ester Sparatore e Letizia Gullo, che incontreranno il pubblico dopo la proiezione del film Mare Magnum (Francia, Italia, 2014, 73′).

Cuore della giornata, è come sempre il Concorso Nazionale, con la proiezione di Dio delle Zecche. Storia di Danilo Dolci di Leandro Picarella e Giovanni Rosa (Italia, 2014, 60′), e

Io voglio le ali bianche di Chiara Zilli (Italia, 2014, 51′). Due storie che parlano del nostro sud, mescolando dimensione sociale e personale: raccontare di Noi, parlando di Se.

Il film di Picarella e Rosa rievoca la figura e le opere di Danilo Dolci attraverso il viaggio che il figlio più giovane, En, percorre dalla Svezia, paese in cui è cresciuto, fino in Sicilia. Un viaggio per luoghi e persone, ma soprattutto un viaggio attraverso il tempo, alla ricerca della memoria perduta di un intero paese. Una memoria fatta di lotte, di digiuni, di scioperi alla rovescia, di marce per la pace. Una memoria non violenta. «Danilo Dolci è uno dei personaggi più poliedrici della seconda metà del Novecento italiano. – ricordano i registi – La sua storia è profondamente legata a quella della Sicilia del secolo scorso e alla nascita del movimento non violento in Italia. In un’epoca di grandi trasformazioni sociali ed economiche, Dolci si è fatto promotore di un nuovo modo di pensare e agire, rivoluzionario per i suoi tempi. In un piccolo borgo come Trappeto, dove il banditismo appariva come il rimedio naturale all’impossibilità di trovare delle vie legali ai problemi della popolazione, Dolci, dagli anni Cinquanta in poi, intraprende una serie di azioni volte a costruire tra gli individui il senso della comunità e della giustizia sociale»

Anche Io voglio le ali bianche di Chiara Zilli ci parla di un viaggio. Che ha inizio una mattina di fine agosto quando Chiara, improvvisamente, fa le valige e lascia la città dove vive e lavora come giornalista, Milano, e torna nella sua terra, a Lecce, nel Salento.
 A Milano non era triste, non era felice, ma aveva l’impressione di stare vivendo la sua vita. Vicino a una chiesa incontra Alessandra per la prima volta. È il suo canto che risuona nei vicoli a condurla fino a lei, una giovane cantante che ha avuto il coraggio di uscire dalla difficile relazione che condivideva con il padre di suo figlio, Enea, tre anni. «Cinema di relazione, cinema di terapia. È così che mi sento di descrivere la realizzazione di questo documentario. – spiega la giovane regista – Mi sono tuffata in questa esperienza incamminandomi verso una direzione della storia che è stata poi stravolta dagli eventi.
 Aggrappata saldamente alla cornice della parola “documentario”, mi sono permessa di seguire impulsi nuovi e mi sono lasciata andare alle loro indicazioni».

A Santa Marina (Salone Convegni, h 18.00), continua la maratona di GOMORRA la serie, che si chiuderà sabato 27 al Centro Congressi di Malfa con la tavola rotonda su Fiction e Realtà, scena per scena, a cui parteciperanno anche i protagonisti del kolossal tv targato Sky Atlantic, Maria Pia Calzone (Donna Imma) e Fortunato Cerlino (Don Pietro Savastano).

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