Train – Bulletproof Picasso – Recensione

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I Train vincitori di tre Grammy, tornano con “Bulletproof Picasso”: l’attesissimo album da studio, il settimo della loro carriera, pubblicato il 16 settembre negli store digitali.

Bulletproof Picasso” è prodotto da Butch Walker, che già aveva collaborato con i Train, e riflette la propensione del frontman e cantante/autore Pat Monahan per uno stile musicale distintivo. Ci sono anche alcune collaborazioni con il chitarrista/tastierista Becker e altre ancora con alcuni cantautori esterni alla band. L’intero album parla del perchè amare qualcuno o lasciare qualcosa alle spalle, mascherati molto bene dagli strumenti che dovrebbero esistere per aiutare la canzone, non rovinarla.

Train Bulletproff Picasso

“Ho sempre voluto entrare in empatia con la gente attraverso le canzoni”, spiega Monahan. “Con quest’album, però, ho cercato di immedesimarmi nelle persone. Siamo molto soddisfatti di “Bulletproof Picasso” e non vediamo l’ora di eseguire dal vivo alcuni dei nuovi brani per i nostri fan”.

Attraverso le 12 track per un totale di circa 43 minuti, vi è presente solo una canzone lenta chiamata “Don’t Grow Up So Fast” ed è posizionata alla fine dell’album. Fino ad allora, gli ascoltatori dovrebbero essersi ormai resi conto che le altre 11 canzoni hanno suoni e caratteristiche molto comuni tra loro. Monahan canta un verso, la canzone procede prendendo tempo con qualche “instrumental” e poi occasionalmente appare un ponte gettato lì senza molto senso. Vediamo la tracklist:

1.     Cadillac, Cadillac
2.     Bulletproof Picasso
3.     Angel In Blue Jeans
4.     Give It All
5.     Wonder What You’re Doing For The Rest Of Your Life
6.     Son Of A Prison Guard
7.     Just A Memory
8.     I’m Drinkin’ Tonight
9.     I Will Remember
10.   The Bridge
11.   Baby, Happy Birthday
12.   Don’t Grow Up So Fast

L’ album si apre con il brano, “Cadillac, Cadillac”, che Pat ha scritto con Butch Walker e Al Anderson. Il giro di basso dalla canzone è la prima cosa che ti prende dopo ovviamente la voce. Il prossimo della title track è “Bulletproof Picasso”, che ha una introduzione che mi ricorda fortemente quella di una canzone degli Owl City. Successivo è “Angel In Blue Jeans”, primo singolo estratto nel mese di giugno, è entrato nei primi posti delle classifiche radio americane. Questo successo va ad unirsi ai numerosi altri singoli che hanno dominato l’airplay nei vent’anni di attività della band di San Francisco. Per questo brano è stato girato un suggestivo videoclip che ha per protagonista l’attore Danny Trejo, conosciuto per i ruoli nella saga di Machete e in Dal tramonto all’alba, e per aver recitato a fianco di alcuni dei più famosi attori di Hollywood. Nel video compare anche Hannah Simone, volto della serie TV New Girl.

“Give It All” è più una vetrina sulle abilità vocali di Pat rispetto al resto dell’album, con una strumentazione abbastanza minima per il brano. «Wonder What You’re Doing For the Rest of Your Life” ha Marsha Ambrosius come guest vocalist, e il brano è come se parlassedi lei. “Son of a Prison Guard” si apre con il suono di un fischio e dei passi passi, ed il testo ha una narrazione molto diretta. “Just a Memory” ha alcuni dettagli per far si che sia la strumentazione più interessante dell’album ed una vibrazione come alcuni dei gruppi vocali della fine degli anni ’50 e primi anni ’60 da far invia a qualunque altra band in circolazione in questo momento.

“I’m Drinking Tonight” è la seconda canzone di fila dell’album che riesce a sorprendermi con questa sua vibrazione surf-rock e il “tremolo” della chitarra. “I Will Remember” è molto eccentrica come canzone, e questo è un altro scritto da Pat e Butch Walker. Ci sono un sacco di arresti / inizii nella canzone. “Il Ponte” è un altro esempio della band prendendo lo stile dalla scuola molto retrò per poterlo inserire nelle loro canzoni. “Baby, Happy Birthday” ha un testo paragonamile ad una lettera personale, e più precisamente ad una lettera di scuse per un amante. L’album si chiude con “Don’t Grow Up So Fast” con testi come ” tu vuoi tutto e subito” La canzone crea un bel po ‘di chiusura sentimentale per l’album.

Riguardo il mio giudizio personale, Train è il loro album migliore degli ultimi tempi poichè tende a copiare i vecchi generi del rock, invece di praticare la loro musica rock/pop degli ultimi anni. La band sicuramente crea alcuni brani di ottima fattura, ma questo accade con l’aiuto di persone come Butch Walker, che creano un “prodotto” più che lasciare che una “band sia una band”.

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