Maze Runner – Il Labirinto: intervista e foto dedicate a Kaya Scodelario

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Il prossimo 8 ottobre arriverà in Italia  Maze Runner – Il Labirinto, il film di Wes Ball, con Dylan O’Brien e Thomas Brodie-Sangster.

Tra i giovani protagonisti del film, spicca il nome della promettente star inglese Kaya Scodelario.

Kaya, che nel film interpreta Teresa, inizia la carriera di attrice quando viene lanciata come Effy in “Skins”, una serie TV britannica, che guarda ai giovani inglesi con un nuovo sguardo senza compromessi. “Skins” è diventato un fenomeno globale ed Effy ne è stata protagonista per quattro stagioni.

Da “Skins” la Scodelario ha proseguito per vari film, tra cui Moon, interpretato da Sam Rockwell e diretto da Duncan Jones, e Scontro tra Titani diretto da Louis Leterrier. Kaya Scodelario è stata poi scelta per il ruolo principale di Kathy nella rivisitazione di Andrea Arnold di Cime Tempestose, presentato poi in anteprima al Festival del Cinema di Venezia. Sono quindi arrivati altri ruoli: nella fiction inglese “True Love” per Channel 4 e poi nella serie “Southcliffe”, sempre per Channel 4. Ha anche partecipato al film inglese Now is good, diretto da Ol Parker e interpretato da Jeremy Irvine e Dakota Fanning.

Più di recente la Scodelario ha rivestito il ruolo principale in The truth about Emanuel di Francesca Gregorini presentato in anteprima al Sundance ed accolto con grande favore dalla critica.

Qui di seguito, potete trovare una gallery fotografica dedicata a Kaya, e una sua recente intervista su Maze Runner – Il Labirinto

Intervista

Kaya Scodelario ha raggiunto il successo presso il pubblico della TV inglese con il suo primo ruolo in SKINS, nel 2007. Prima dei 14 anni, la Scodelario non aveva mai recitato prima, ma è riuscita a mantenere i nervi saldi durante i provini ed è diventata una presenza fissa nello show, insieme a Nicholas Hoult e Jack O’Connell per tutte e quattro le stagioni.

Ha debuttato al cinema nel 2009, nello sci-fi indie di Duncan Jones, MOON, e subito dopo ha recitato nel 2010 in SHANK e CLASH OF THE TITANS.

In MAZE RUNNER – IL LABIRINTO di Wes Ball interpreta Teresa, il cui arrivo nella misteriosa Radura coglie di sorpresa i giovani prigionieri: lei è la prima ragazza del gruppo. È immediatamente evidente che ha un legame con il personaggio di Dylan O’Brien, Thomas; un legame che spiegherà la prigionia dei Radurai.

 

Come sei venuta a conoscenza di questo progetto?

Sapevo dell’esistenza della sceneggiatura prima di leggerla. Un paio di miei amici l’avevano vista e mi avevano detto che era molto interessante – molto diversa e divertente. L’ho letta e mi è piaciuta molto. Ho pensato che fosse molto “cool”. Era una sorta di esperimento sociale: come avrebbero reagito questi ragazzi dopo essere stati rinchiusi lì? Il pensiero mi fece venire claustrofobia e rabbia. Mi ha colpito molto e volevo sapere come ne sarebbero usciti. È stato anche grazie all’energia e alla passione di Wes. Sapevo che avrebbe fatto qualcosa di grandioso e volevo farne parte. Ho registrato un provino per Wes e gliel’ho inviato, sono stata molto fortunata. Sono andata in Louisiana e ho dato una mano per trovare Thomas – per trovare Dylan [O’Brien]. Sapevo che sarebbe stato lui non appena lo vidi entrare dalla porta. Ero sicura che avrebbero scelto lui.

 

Cosa ne pensi dei personaggi?

I personaggi sono molto ben caratterizzati. Non sono tutti uguali: alcuni vogliono stabilirsi nella Radura e fare in modo che funzioni. E poi ci sono coloro che si fanno domande, ma senza avere risposte. Poi arriva Thomas e tutti questi personaggi sono costretti a cambiare e ad aprire le loro menti. Penso sia molto interessante. È esattamente quello che succederebbe nella realtà. Sarebbe un mondo strano e organizzato, in che modo ti sentiresti a tuo agio?

 

Come ti sei calata nei panni di Teresa?

È stato difficile ma anche divertente non dover fare studi su di lei. Non ha ricordi: appare lì e basta. Volevo entrare nel personaggio d’istinto. Come avrebbe reagito? Combattendo o scappando?. La prima scena che ho girato è stata quella dell’ascensore e mi ricordo di essere arrivata e di aver incontrato il resto del cast, ma erano trenta ragazzi e io non conoscevo nessuno. Camminavo per il set prietrificata. Ma già dieci minuti dopo, avevo fatto amicizia e parlavo con tutti, un po’ come il primo giorno di scuola. Ho dovuto cancellare questa sensazione, perché il mio personaggio non avrebbe reagito così. Infatti cerca di combattere, lanciandogli degli oggetti e urlando. È stato interessate sviluppare questa reazione.

 

Teresa ha un carattere molto forte: è stato un motivo di attrazione per te?

Assolutamente. Mi piace pensare che molte ragazze reagirebbero come Teresa in quella situazione. Lei sa più di quanto non dimostri e lo tiene per sè. Mi piace questo suo aspetto, invece che arrivare e iniziare a parlare e a condividere con tutti. Lei riflette e osserva. Ragiona molto. Questo ci introduce a quando scoprire le sue origini nei libri successivi. Mi piace l’alone di mistero che la ricopre.

 

Il mistero è la chiave di tutto; aver letto la sceneggiatura ti ha spinto a leggere i libri successivi?

Per ora ho letto soltanto il secondo. L’ho amato. È veramente entusiasmante. È un nuovo viaggio, che non spiega tutto, ma nel quale succedono molte cose e incontriamo nuovi personaggi.

 

È stato difficile essere l’unica ragazza? 

Ero preoccupata che di sentirmi in imbarazzo. Non per me, perché ho molti amici maschi e mi piace la compagnia maschile. A volte mi dicono anche che sono un maschiaccio. Avevo paura che loro fossero troppo delicati con me. Per fortuna non lo sono stati. Appena arrivata stavano giocando a pallone e mi hanno accolto molto calorosamente. È stato un ambiente molto rilassante sin da subito. Ci siamo divertiti molto insieme, un po’ come se fosse stata una gita scolastica.

 

Wes è conosciuto per gli effetti speciali; come si comporta con gli attori?

Ha dato massima importanza alla storia e ai personaggi. Noi sapevamo che questo è il suo primo film importante e del suo passato nel mondo degli effetti speciali. Ma nel momento in cui l’abbiamo conosciuto, abbiamo capito che era la persona giusta. Ama le storie. E questo era quello che gli interessava. Ci si è immerso totalmente. Ci ha trasmesso uno fortissima energia.

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