Driveclub – Speciale

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Inaspettata, ma totalmente prevedibile, la scelta di Sony e Evolution Studios, di utilizzare il rinomato concessionario di Milano “Rossocorsa”, come teatro della presentazione di “Driveclub“, titolo dedicato alle corse automobilistiche, in arrivo esclusivamente su Playstation 4, l’8 ottobre 2014. Presente all’evento il Game Director Paul Rustchynsky, con l’obiettivo di mostrare ai membri della stampa specializzata, le qualità e le innovazioni che il suo racing game porta con sé, in special modo, la sua innovativa componente social, che promette di rivoluzionare il concetto di multiplayer finora adottato per titoli simili.

Ed è stato proprio il “social”, il tema di questa conferenza, accoppiata a un’indagine Doxa richiesta da Sony stessa, con lo scopo di verificare le interazioni e la cooperazione tra i giovani in vari campi, siano essi lavorativi oppure, naturalmente, in ambito videoludico.
Grande spazio però è stato dedicato a “Driveclub“, e noi di Myreviews.it abbiamo potuto testare diversi tracciati, presi da un codice praticamente completo.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=dq-MFP-9P-Y]

DRIVECLUB – IL SOCIAL-RACING GAME

Controller (e volante) alla mano, abbiamo testato “Driveclub” e alcune delle sue svariate piste. La prima cosa che salta all’occhio, ovviamente, è l’impressionante qualità grafica del titolo: i dettagli sono ridefiniti in modo maniacale, specialmente gli interni delle auto, ma anche le textures di strade e paesaggi sono di elevata fattura. Il titolo si muove con una risoluzione a 1080p e 30fps fluidissimi; ok, non sono 60fps, ma durante il gioco non se ne sentirà minimamente la mancanza.

Parlando di dettagli, le auto sono, per l’appunto, molto curate: durante la corsa, la carrozzeria porterà con se i segni della nostra guida pericolosa, come ammaccature, fanalini rotti e ogni genere di graffio, come cicatrici a imperitura memoria della nostra negligenza. Grande cura è stata riservata anche ai diversi effetti atmosferici, realistici e credibili, come la neve o la pioggia, che, inevitabilmente, comprometteranno la nostra visuale e le nostre prestazioni di guida, in modo abbastanza verosimile. Presente inoltre, durante la corsa, un ciclo giorno-notte, da considerarsi come plateale sfoggio di una miriade di effetti di luce sapientemente realizzati.

Per apprezzare al meglio le capacità grafiche di “Driveclub“, sarà presente nel titolo la “Modalità Foto” che ci permetterà di catturare un’immagine in game per condividerla con i nostri amici tramite l’apposito tasto Share di PS4 (anche se questa piccola chicca sarà aggiunta solo in seguito con un DLC post-lancio). Moltissimi saranno i contenuti che verranno aggiunti con cadenza regolare per un lungo periodo di tempo, sia gratuiti che a pagamento, andando ad aumentare la longevità di un titolo che promette di far faville.

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Giocare Driveclub in un concessionario di auto di lusso ha il suo perchè.

Tuttavia, la funzione chiave di “Driveclub” è rappresentata indubbiamente dal suo nuovo sistema multiplayer: invece di competere da soli contro tutti, sarà possibile creare gruppi e club con amici e insieme sfidare altri team e competere insieme per la vittoria collettiva. Non esiste un sistema tradizionale di matchmaking, ma una nuova ed interessante modalità basata sugli eventi: i giocatori potranno fissare una gara il giorno e l’ora che preferiscono e, chiunque voglia, da solo o con il proprio team, potrà partecipare a quella corsa iscrivendosi alla competizione.

Nelle gare tra club, ogni singola azione che compierete (siano essi semplici derapate o esperte manovre di sorpasso), vi regalerà dei punti, come pure ve ne saranno tolti se effettuerete numerosi sbagli; non sarà più sufficiente arrivare per primi al traguardo, ma sarà necessario lavorare insieme per guadagnare più punti del team avversario. Per questo, anche coloro che non sono molto dotati con le corse, possono ambire ai primi premi, collaborando con il proprio gruppo al meglio delle loro possibilità. Alla fine della competizione si riceveranno inoltre una quantità di punti esperienza, necessari per salire di livello e sbloccare nuove vetture.

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Purtroppo questa Ferrari non è inclusa nel gioco, nemmeno come bonus pre-ordine.

TEAM GENERATION

In seguito alla presentazione di “Driveclub” e delle sue caratteristiche principali, Sony ha voluto renderci partecipe, come interessante aggiunta al tema social, di una ricerca dell’istituto Doxa, intitolata “Team Generation“. I dati rilevati hanno mostrato come molti dei giovani intervistati tra i 14 e i 34 anni facciano parte, o hanno fatto parte, di un team o di una squadra (61%); di questi, la maggior parte principalmente in ambito sportivo (71%), dove lo spirito di collaborazione in determinate discipline è ovviamente presente, ma anche in ambienti sociali di volontariato (21%) e musicale (7%).

Non solo nel tempo libero i giovani preferiscono collaborare: anche negli aspetti della vita di tutti i giorni, i ragazzi cercano di aiutarsi a vicenda; basti pensare, ad esempio,  ai fenomeni sempre crescenti di Car-Sharing, dove la condivisione dell’automobile rappresenta, oltre ad un indubbio guadagno ecologico, anche una riduzione di spese per il trasporto.

Ovviamente, non manca anche il dato per il mondo videoludico: buona parte degli intervistati (25%) hanno dichiarato di giocare regolarmente in modalità multiplayer, con sfidanti da ogni parte del mondo.

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Paul Rustchynsky ci illustra brevemente le qualità grafiche del titolo, poco prima che potessimo constatarle di persona.

Spirito di squadra e collaborazione. Queste le parole chiave di “Driveclub“, applicabili anche nella vita di tutti i giorni. Basta poco per rendersi conto che insieme siamo più forti che singolarmente e, dati alla mano, sembra un qualcosa che stiamo iniziando ad accettare. Di sicuro applicheremo queste regole l’8 ottobre, quando insieme sfideremo i team avversari per dimostrare quanto i nostri sforzi possano favorire l’intera squadra e anche se non dovessimo vincere, poco male, in fondo, si migliora insieme.


Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"

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