Lucy – Recensione

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Lucy, ragazza venticinquenne coinvolta casualmente in un traffico illecito di una nuova droga sintetica sperimentale, il CPH4, si ritrova a fare da incubatrice umana per il trasporto di questa sostanza in tutta Europa da Taiwan. Durante il trasferimento, il chilogrammo di CPH4 cucito nel suo intestino si rompe entrando in circolo nel suo corpo. Malgrado la dose sia letale, Lucy sopravvive. Le sue facoltà cerebrali si sbloccano, adesso è in grado di usare il 20% del proprio cervello. E la percentuale è destinata ad aumentare.

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Il cervello umano è stato e continua ad essere un enorme mistero per la scienza: poco si sa di ciò che controlla tutto il nostro corpo e coordina le nostre funzioni vitali gestendo milioni di impulsi elettrici sinaptici al secondo. Benché il genere umano abbia compiuto passi e imprese straordinari in tutta la sua esistenza, inventando, creando e sviluppando, l’utilizzo delle nostre facoltà mentali è stato sempre limitato ad un misero 10%. Lucy è lo straordinario viaggio all’interno dello scibile umano, narrato dalla lezione del coinvolgente (ed inossidabile) Professor Norman (Morgan Freeman), tra teorie evoluzionistiche avanzate e ipotesi creazionistiche.

Dopo le non entusiasmanti sceneggiature di Brick Mansions e 3 Days to Kill, Luc Besson ritorna nelle vesti di regista con una pellicola accattivante, carica degli inevitabili echi di un precedente di livello come Limitless (Neil Burger). Forte di un cast di assoluto livello e con una protagonista sensuale e impeccabile a livello recitativo come la Johansson, il regista francese ci pone davanti ad una delle fantasie più forti del genere umano: accedere alla parte nascosta del nostro cervello. Scadendo forse un po’ troppo nel paranormale e nel fantascientifico, si assiste ad un progressivo sviluppo delle facoltà mentali di Lucy, capace in breve tempo di passare da una normale ipersensibilità e straordinarie capacità cognitive e di memoria, fino al controllo della materia e del tempo.

Il tempo, fulcro della nostra esistenza. Fate un video di una macchina che passa lungo una strada. Raddoppiate la velocità di quel video. Fatelo una volta, ed un’altra ancora. Aumentando costantemente la velocità del video, si arriverà ad un punto in cui la macchina non sarà più percettibile, e sparirà. L’unico riferimento umano che lega tutta la realtà in un mondo fatto di materia è quindi il tempo, capace di scorrere inesorabile, benché unico punto fermo di un mondo mutevole. Si assiste alla svalutazione del corpo, della materia, ostacoli ad un essere umano che, nel pieno delle sue facoltà, è capace di permeare la materia stessa con la propria onnisciente presenza.

Prendete una metafisica da Grecia classica, una concezione della materia fisico-quantistica e mischiatele alla sete di conoscenza umana, ad accenni religiosi e a più di qualche semplice pizzico di invadente fantascienza e debordanti (seppur limitate) assurdità; avrete Lucy, figlio di una concezione scientifica più che filosofica di superuomo, dai significati profondi e riflessivi. Si assiste a 90′ intensi, ben montati, ma talvolta frettolosi e forzati, caratterizzati da un’inevitabile costante: andare oltre significa mantenere la nostra umanità, o essa viene persa in nome di qualcosa di ontologicamente superiore?

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Scheda film

Titolo: Lucy
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Cast : Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Min-Sik Choi, Amr Waked, Pilou Asbaek
Genere: Azione, Fantascienza
Durata: 90′
Produzione: EuropaCorp, TF1 Films Production
Distribuzione: Universal Pictures
Nazione: Francia
Uscita: 25/9/14

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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