Senza nessuna pietà – Recensione

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Il sign. Santilli (Ninetto Davoli) è il capoccia di un mondo decisamente infame. Una periferia romana perennemente accennata e abbandonata nelle mani di palazzinari e strozzini, dove la morale quotidiana sopravvive in valori amari e deprecabili. Intorno a lui tutta una serie di miseri personaggi che dipendono dai suoi loschi traffici e sguazzano in cerca di potere ai margini di una tavola da pranzo perennemente imbandita. Uno degli uomini più fidati è il nipote Mimmo (Pierfrancesco Favino). Un omone taciturno grosso grosso e triste triste, cresciuto come si cresce un cane maremmano e tenuto al guinzaglio tra le umide ombre dei suoi cantieri in attesa di essere sguinzagliato ad uso e consumo della famiglia. Così Mimmo morde e non abbaia, frenando a stento un’ indole tenera e gentile. Il suo guinzaglio però un bel giorno finisce nelle giovani e svampite mani di una baby escort (Greta Scarano) destinata al viziato cugino Manuel (Adriano Giannini) ed ha inizio la sua silenziosa e drammatica storia d’amore.

Racconto Criminale! Considerevole l’esordio alla regia del giovane attore Michele Alhaique. Il film, coprodotto e interpretato da Pierfrancesco Favino, ha l’indubbio pregio di non lasciare indifferenti e la rara qualità di richiamare considerazioni che esulano dal contesto narrativo. Pellicola che vive soprattutto di sfumature emotive in continuo divenire. Un mix di drammaticità e sentimentalismo capace di raccontare in maniera convincente il viaggio esistenzialmente epico di un uomo che trova la forza per liberarsi dalle sue catene.

Il taglio visivo del giovane regista colpisce fin dalle prime scene. Stretti primi piani trasbordano e accompagnano fisicamente i personaggi all’interno di un panorama umano che si mostra crudo e crudele al punto giusto, mai lontano dal sembrare realistico. Il contesto narrativo anche se (eccessivamente) lineare riesce comunque a mantenere un pathos costante e a far emergere la bravura degli attori, tutti in qualche modo esperti frequentatori del genere. Sopra a tutti il protagonista assoluto, un ispirato Pierfrancesco Favino (notevolmente ingrassato per onorare al meglio la parte e la professione di attore) che aiutato da una folta ed leggendaria barba dà vita ad un personaggio greve e al tempo stesso fragile e romantico, difficile da dimenticare. Brava anche la giovane Scarano nei panni della svampita baby prostituta di periferia. Infine nota di merito per Claudio Gioè,nel film “il Roscio”. Un personaggio ambiguo e spiazzante che riesce a non deludere mai le aspettative.

Adeguata la colonna sonora, così come ammirabile il tentativo di non cavalcare fino in fondo gli stereotipi del film di tipo malavitoso. Si riesce così a limitare al minimo l’imprescindibile necessità dell’uso esplicito di immagini eccessivamente violente, concentrando l’attenzione sugli aspetti emotivi della vicenda e liberando la storia dal vortice di crudità visiva a cui fin dall’inizio sembrava destinata.

Il salto di qualità è lì ad un passo, anche se la percezione finale è quella che forse non sia stato del tutto compiuto. La chimica emotiva ad un certo punto, proprio quando sembra in procinto di decollare, inizia a rallentare. La seconda parte del film perde via via un qualcosa che purtroppo  un epilogo non proprio originale non riesce a recuperare.  Opera sicuramente meritevole di attenzione.

Scheda film

Titolo: Senza nessuna pietà
Regia: Michele Alhaique
Cast : Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioè, Adriano Giannini, Ninetto Davoli, Iris Peynado
Genere: Drammatico
Durata: 90′
Produzione: LUNGTA film
Distribuzione: Bim Distribuzione
Nazione: Italia
Uscita: Venezia 2014 – Orizzonti – 11/09/2014

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