Table Top Racing – Recensione

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Table Top Racing è un titolo di corse arcade già disponibile da tempo sui dispositivi mobile ed uscito questo Agosto in una versione migliorata anche su PlayStation Vita al prezzo di € 5,99 sul PlayStation Store. Sviluppato da Playrise Digital e pubblicato da Ripstone, il gioco riesce a confermarsi un buon titolo e a risultare all’altezza della nuova piattaforma? Scopriamolo assieme.

SCHEDA DI GIOCO

TITOLO: Table Top Racing
GENERE: Corse arcade
DATA DI USCITA ITALIANA: 6 Agosto 2014
SVILUPPATORE: Playrise Digital
PUBLISHER: Ripstone
PIATTAFORME: PlayStation Vita
GIOCATORI: Fino a 4 sia ad hoc che online
LOCALIZZAZIONE: Menù in italiano

MicroMachines? WipEout? Magari!

Guardando Table Top Racing viene spontaneo pensare a MicroMachines, il bellissimo titolo di corse con le macchinine più famose del mondo che col V3 segnò un’epoca ed è tutt’oggi considerato uno dei migliori di sempre nel suo genere. Ma non è il solo mostro sacro che viene scomodato da Playrise Digital: all’interno del team vi è infatti anche un ex sviluppatore di Psygnosis (poi divenuta SCE Studio Liverpool, e di recente sciolto da Sony), che in un post sul PlayStation Blog nel presentare il titolo cita niente meno che WipEout, vuoi per di accaparrarsi la simpatìa dei lettori, vuoi per generare interesse nel gioco che si accingeva a descrivere.
Ma certo, i soli € 5,99 richiesti per l’acquisto dovrebbero già far capire agli utenti più svegli che Table Top Racing non solo non è nemmeno lontanamente degno dei titoli succitati, ma che anche osare nominarli nella stessa frase è pura blasfemia.
I motivi sono presto detti: il porting si sente, e anche troppo, il gioco è tecnicamente scandaloso, con annessi alcuni bug e problemi di collisioni, la soundtrack è ripetitiva all’inverosimile (oltre a non essere nemmeno granchè) ed è incomprensibile la scelta dei programmatori di non inserire dei suoni di alcun genere in game: né per le auto, né per gli impatti, né per i power up. Niente di niente. Ogni gara sarà accompagnata sempre e soltanto dal solito motivo preponderante.
Le poche piste presenti (solo 8, 16 se consideriamo le versioni a specchio) sono poco curate, non solo a livello tecnico, ma anche artisticamente e logisticamente, con tracciati che si somigliano fra loro e poche scorciatoie (anche molto difficili da sfruttare per via dei problemi di fisica suddetti).
La situazione migliora leggermente esaminando il parco vetture: non tanto tecnicamente, in quanto le textures sono quelle che sono, ma è possibile trovare modelli un po’ più ricercati, alcuni ispirati a bolidi reali (come la riproduzione della Bugatti Veyron).

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Tanta varietà è sinonimo di altrettanto divertimento?

Un giudizio frettoloso considerando quanto scritto nel paragrafo precedente potrebbe lasciar intendere che si tratti di un gioco da evitare come la peste, ma non è propriamente così.
Table Top Racing, infatti, riesce a mostrare delle discrete qualità nel momento in cui si analizza la sostanza vera e propria di un videogioco di questo tipo, ovvero la dose di divertimento che è in grado di offrire. In questo ambito, il titolo di Playrise Digital offre il meglio di sé, presentando ben 4 modalità single player: oltre ai “classici” campionati alla corsa rapida liberamente personalizzabile, vi sono gli Eventi Speciali, una serie di sfide da superare rispettando determinati requisiti in oltre 40 gare suddivise in quattro classi di difficoltà differente, e gli Eventi in Derapata, che richiedono di raggiungere dei punteggi derapando con la vettura in un minuto di tempo. Questi ultimi sono circa 20 suddivisi in due classi di difficoltà, affrontabili soltanto con la Tokyo Zero (che strizza l’occhio alla Subaru Impreza pluricampione di rally), e rappresentano la modalità meno riuscita e meno divertente, inficiata da evidenti problemi nei controlli. Fortunatamente, la situazione migliora nettamente con le altre modalità, soprattutto grazie alla varietà offerta dal vasto numero di gare disponibili che, nonostante la loro brevità, si lasciano giocare e riescono nell’obiettivo di intrattenere il giocatore. Vi è la classica gara con power up nella quale dovrete cercare di arrivare primi colpendo gli avversari ed evitando i loro attacchi, anche se c’è da dire che i potenziamenti sono davvero pochi e poco ispirati, scopiazzati alla grande dai karting game più famosi; la gara pura che, come potrete intendere facilmente, metterà alla prova le vostre abilità alla guida senza ausilio alcuno; quella in cui dovrete raggiungere un avversario che parte prima di voi entro un tempo limite; i giri veloci in cui bisogna battere il tempo richiesto; le corse a tempo in cui, similmente alla modalità prima citata, bisogna stavolta effettuare più di un giro su una determinata pista entro un certo tempo; ed infine le gare ad eliminazione nelle quali l’ultimo in classifica viene eliminato ad ogni giro fino al testa a testa finale.
A tutta questa carne al fuoco si aggiunge anche la modalità multiplayer, che permette di giocare fino a 4 giocatori sia in coop che online. Peccato che non sia riuscito nell’impresa di trovare più di un altro giocatore in ore di tentativi di matchmaking, ma di certo non si può dare colpa agli sviluppatori di questo.
Interessante anche il sistema di modifica delle auto, grazie al quale, ad esempio, si potranno dotare le nostre vetture di gomme diverse a seconda della competizione. Una feature carina, ma abbozzata e male implementata, in quanto le differenze sono davvero poco rimarcate e hanno un impatto pressoché minimo, permettendo al giocatore di vincere senza usufruirne con un’alta frequenza.
Tanti contenuti, quindi, che inizialmente potranno offrire alcune ore di sano divertimenti e farvi forse illudere e sopravvalutare il titolo, ma, dopo un po’, la noia assale anche il più entusiasta dei videogiocatori.

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Conclusioni

In sostanza, Table Top Racing è un gioco su cui non farsi nessun tipo di aspettative, mediocre sotto quasi ogni aspetto e da prendere per quello che è: un titolo mobile portato (male) su Vita, che non ha nulla a che spartire, per citarne uno, con un Motorstorm RC. I 6 euro richiesti per l’acquisto sono decisamente troppi.

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