Metrico – Recensione

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

Metrico2
Metrico è il frutto di 2 anni di lavoro da parte del piccolo team indipendente Digital Dreams, un titolo in esclusiva per PlayStation Vita che soffre il peso delle responsabilità che le circostanze storiche gli hanno affibiato: tenere a galla la portatile Sony.
Presentandosi come una delle esclusive più importanti della divisione europea dopo che la casa nipponica ha deciso di abbandonare a se stessa la povera console, Metrico viene venduto sul PlayStation Store al prezzo di € 12,99 per gli utenti che non hanno sottoscritto l’abbonamento Plus. Ovviamente, la domanda sorge spontanea: li vale? Scopriamolo assieme.

Titolo: Metrico
Data di uscita: 6 agosto 2014
Sviluppatore: Digital Dreams
Piattaforme: esclusiva PS Vita
Localizzazione: completamente inglese


A dispetto delle prime apparenze, Metrico non è affatto un banalissimo platform bidimensionale, ma risulta essere un progetto molto più ambizioso che, per certi versi, riesce laddove i Worldwide Studios di Sony hanno fallito (ad eccezione del bellissimo Tearaway): farvi capire perché avete acquistato PlayStation Vita, regalarvi un’esperienza che sfrutti a 360 gradi le features esclusive della console e che non sia replicabile su nessun’altra piattaforma.
A scanso di equivoci: non sto dicendo che Metrico e Tearaway siano i migliori titoli per Vita, ma che sono fra i pochi che incentrano il proprio gameplay sulle caratteristiche della console, sfruttandone ogni sfaccettatura senza forzature di sorta.

Ma parliamo del gioco in sé: Metrico è un puzzle platform in due dimensioni incentrato sull’infografica, ovvero su quella scienza che si occupa di rappresentare dati e statistiche attraverso appositi grafici di varie tipologie, i quali faranno da sfondo ai 6 mondi che dovrete affrontare prima di giungere ai titoli di coda.

Non aspettatevi un protagonista carismatico, in quanto l’alter ego non sarà altro che un avatar stilizzato privo di qualsiasi tratto distintivo, personalizzabile solamente attraverso la scelta del sesso.
Lo stile grafico è minimale e trasuda la passione per le scienze matematiche dei propri creatori da tutti i pori, riuscendo anche a camuffare gli evidenti limiti tecnici del gioco. In relazione a ciò, è inspiegabile la durata dei caricamenti e ancor di più l’impossibilità di ricominciare un livello senza prima passare dal menù principale.
Ma cosa lo distingue realmente dalla massa? Di sicuro il sistema cosiddetto di “input morphing”, così definito dagli stessi sviluppatori, un meccanismo di gameplay che consiste nel far mutare il livello a seconda dei nostri input (per l’appunto), che possono andare dal semplice salto in loco al suicidio ad oltranza (sì, avete capito bene). Ogni nostra azione può modificare il livello, spostando piattaforme, alzandone o abbassandone delle altre, tutto ciò che sia necessario per risolvere un determinato puzzle ambientale. I mondi, infatti, sono costituiti da un insieme di enigmi da risolvere (circa una decina a testa), ognuno rappresentato da un checkpoint, seguendo un meccanismo di trial & error che negli ultimi 2 mondi potrebbe risultare leggermente frustrante. Anche perché la fisica delle collisioni non è esattamente delle migliori.

Le features di PS Vita sono sfruttate in toto, come prima accennato, dal classico touch screen anteriore al touch pad posteriore, dalla fotocamera al giroscopio: in ogni mondo, avanzando nel gioco, sarete esortati a sfruttarne una nuova variando il gameplay in base ad esse e rendendo sempre più intricati i puzzle man mano che si arriva a poterle utilizzare tutte contemporaneamente, alcune anche in modo curioso come la fotocamera, altre un po’ forzose come il touch pad posteriore. Ma non scenderò nei dettagli per evitare anticipazioni che potrebbero smorzarvi il piacere di scoprire da soli quanto vi aspetta.

L’accompagnamento sonoro, poi, è d’eccezione (per modo di dire), considerando che i ragazzi di Digital Dreams hanno interpellato un famoso artista olandese di musica Techno che si fa chiamare Palmbomen. E c’è da dire che non sfigura, risultando piacevole all’orecchio e presentandosi con una buona varietà di tracce che riescono a non annoiare il giocatore. E’ pur vero, però, che l’esperienza di Metrico è scandalosamente breve: in circa un’ora e mezza, infatti, è possibile portare a termine il gioco! Tutta la longevità del titolo si basa su quanto tempo impiegherete per comprendere gli input giusti da dare ai vari enigmi per risolverli a vostro favore e permettervi di avanzare, cosa che potrebbe anche far superare le due ore al titolo in questione ma, capirete bene, che non è comunque una durata accettabile per un gioco venduto a quel prezzo, e più in generale per nessun titolo (salvo rarissime eccezioni). Ovviamente questo discorso vale anche al contrario, e se siete delle persone particolarmente perspicaci resterete ben presto con l’amaro in bocca.

Metrico3

VERDETTO FINALE

Concludendo, Metrico si pone a metà fra un titolo unico ed originale, che andrebbe sicuramente provato, ed un’occasione mancata da parte degli sviluppatori, che per la sua brevità non permette di apprezzare a pieno il lavoro svolto dal team olandese per integrare al meglio il gameplay con le caratteristiche peculiari della piattaforma su cui è uscito in esclusiva. Una nota demerito anche per l’eccessiva lunghezza dei caricamenti, che stride fortemente con un lato tecnico non di certo eccelso (anche se sicuramente ricercato). Un acquisto consigliato sicuramente, ma non a quel prezzo.

 

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up