The Walking Dead Season 2 “No Going Back” – Recensione

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Titolo: The Walking Dead: Season Two
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Piattaforme: PS3, PC, Xbox360
Numero giocatori offline: 1
Localizzazione: Inglese

Season Finale

Finalmente è giunto anche l’ultimo episodio della seconda stagione della serie Telltale legata all’universo zombie di Robert Kirkman.
Come sempre le aspettative sono alte perché ci si aspetta che le scelte fatte finora abbiano un impatto sul finale e, soprattutto, perché ci si aspetta una conclusione emozionante almeno quanto quella della prima stagione.

Avevamo lasciato Clementine nell’ennesima “brutta situazione”, in mezzo ad un conflitto a fuoco in una landa desolata e fredda. Eppure questo è il minimo che la giovane protagonista dovrà affrontare questa volta.

You hurt someone to help the people you love

“No Going Back” si porta dietro difetti ormai consolidati della serie che i Telltale proprio non han voluto risolvere, in parte per una probabile volontà a monte di regalare una esperienza plot-based priva di sbavature.
Ancora una volta infatti le nostre scelte avranno un impatto pressoché inesistente sul proseguo delle vicende, andando a cambiare solo l’opinione che i nostri compagni avranno di noi.

Ciò che però eleva questo episodio rispetto al Season Finale della prima stagione è  la piega che prende l’ultima mezz’ora di gioco: nel corso di questa lunga avventura infatti, Clementine ha costantemente ricevuto lezioni di vita da vari personaggi (Carver e Jane per dirne due) che il giocatore poteva prendere per buone oppure rigettare. Ebbene le scelte finali che andremo a compiere altro non sono che l’espressione del nostro pensiero.
E possiamo dirvelo chiaramente: non si tratta di decisioni che si prendono a cuor leggero.

No Going Back colpisce come un pugno allo stomaco e si prende una parte di noi.
Gestire il morale ormai a pezzi dei vari personaggi, in primis Kenny, che appare sempre più dominato dall’ira, si rivelerà essere un compito forse troppo grande, e le perdite che subiremo saranno molte.

Tirando le somme

In tutta onestà, e con un certo dispiacere, dobbiamo ammetterlo: la seconda stagione di The Walking Dead by Telltale Games è inferiore alla precedente.

Questo non deriva tanto da un peggioramento del comparto ludico, ma, più semplicemente, dal fatto che mentre alla prima stagione si potevano parzialmente perdonare certi difetti poiché bilanciati dall’effetto “novità” e dall’indubbia qualità del plot, lo stesso non può applicarsi per la stagione 2, dove si pretendeva un miglioramento del comparto ludico, in primis per quanto concerne il peso delle nostre scelte sul proseguo della storia.

Eppure non possiamo non notare come l’evoluzione caratteriale di Clementine a cui possiamo assistere e partecipare sia qualcosa anni luce superiore a ciò che abbiamo visto con Lee.
Idem dicasi per i corrispettivi episodi finali: abbiamo già elogiato infatti la presenza di multipli finali per la season 2 (5 per essere esatti), cosa del tutto assente nella season 1.

Quel ch’è certo è che a prescindere da tutti i paragoni che si possano fare, la seconda stagione della creatura dei ragazzi di Telltale rimane una piccola perla nel panorama videoludico, una di quelle a cui non si può rinunciare

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